Conoscere Genova: Castello D’Albertis!

“Tra l’arte a gara qui la scienza adduce. Il tempo, il moto, il sol, l’ombra, la luce”

Il Castello d’Albertis fu ideato dal capitano Enrico Alberto D’Albertis. Fu costruito su resti di fortificazioni cinquecentesche e tardomedievali tra il 1886 e 1892, con la supervisione di Alfredo D’Andrade, sulla collina di Montegalletto a Genova.

La dimora è un viaggio nel mondo del capitano D’Albertis e al suo interno possiamo trovare oggetti esotici, neogotici e ispano-moreschi.

Oggi è la sede del Museo delle culture del mondo e del Museo delle musiche del popolo.

Nel 2018 feci una visita al Castello e rimasi colpita dalla raccolta di questi oggetti e manufatti, tra cui una meridiana. Oggetti che raccontano storie di popoli e tradizioni.

Quel giorno era presente anche una mostra fotografica, Witjai- Il gene verde della razza umana, biodiversità umana e vegetale nell’Amazzonia Ecuadoriana e il progetto Witjai, io esisto dell’artista e fotografo Gianluca Balocco.

(https://www.mentelocale.it/genova/eventi/78201-witjai-il-gene-verde-della-razza-umana-mostra-fotografica-al-castello-d-albertis.htm)

Il Castello

Il Museo

Il salotto turco

Mostra fotografica, Witjai- Il gene verde della razza umana, biodiversità umana e vegetale nell’Amazzonia Ecuadoriana e il progetto Witjai, io esisto dell’artista e fotografo Gianluca Balocco

Dicono che a Genova non c’è molto da fare o da visitare, ma vi garantisco che questa città ha dei tesori nascosti…basta cercarli!

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

BUS 13

Rulli di tamburi, liberate il Kraken… inizia la storia del bus 13. Una storia che non ha principio né fine. Una storia così folle che io, la narratrice, ho paura a comprendere l’esigenza di narrarla. Forse spinto da questi viaggi ricorrenti, ho deciso di condividerla con te, lettore/ lettrice. Ho bisogno di un amico o di un’amica che mi possa comprendere.

Prima di leggere questo racconto prega… recita qualche preghiera per la tua anima. Dopo che leggerai questa mia triste storia, piangerai per notti e notti, diventerai il mio compagno/a di viaggio.

Image by Ana_J from Pixabay

Non molto lontano dalla terra, esiste un pianeta di esseri folli con paesi senza nomi, città senza regole e strade senza semafori che di notte vengono illuminate dalle lucciole.

In una città senza nome, di un paese senza nome di questo pianeta folle, c’è un autobus chiamato Bus 13. Ogni sera l’autobus è posseduto da esseri senza volti che camminano sul fuoco.

Spesso accade di ritrovarmi a “viaggiare” su questo bus dei dannati, dove il senso del pudore è andato a nascondersi dietro il sedere di un asino, dove il rispetto si è perso nel gioco “Girotondo” e dove la bellezza degli esseri si è spenta per sempre.

Image by pencil parker from Pixabay

Sul Bus 13 ho visto gli asini volare e ho sentito il canto della gallina. Credetemi, tutto è possibile su quest’autobus! Caro lettore, cara lettrice anche Caronte ha paura di viaggiare su questo bus, neanche nell’inferno esiste una simile tortura.. una simile follia. Non esiste perdono per i dannati, non esiste compassione per chi ha perso il senso delle vita e soprattutto per chi ha dimenticato di esistere. Esseri senza fede, senza speranza e senz’amore!  Cuori selvaggi!

Eh, quante volte ho chiesto il loro “intervento”???!!! Sono scesa anche agli inferì, ma nessuno è risalito con me!!!

Ho attraversato i sette cieli e l’aiuto mi fu negato, ho guardato l’orizzonte per due mille anni nella speranza di trovare una risposta a questo scempio e, quello che ho visto è stato solo una misera compassione. Con la mia arroganza ho creduto di poter salvarli.

I personaggi del Bus 13 sono unici, tra tanti mi ricordo di questi in particolare: l’uomo della giacca marrone, la donna iena, l’uomo che ride da solo, le anziane con gli occhiali da sole e con la pelliccia, la donna puzzola, la donna cagnolina, uomini di mille spezie, il venditore della polvere bianca, la ragazza nuda, il ragazzo buffone e l’uomo bastone. Gente che va, gente che viene!

L’uomo della giacca marrone, ogni sera puntualmente nella fermata X sale. Non ha un volto, di statura media, orecchie sventole, capelli neri, indossa sempre una giacca marrone e delle scarpe nere lucide; va sempre avanti e indietro sull’autobus. Quando passa, lascia una scia di sconforto nelle anime delle persone e sotto le sue belle scarpe nere brucia un fuoco lento di tristezza.

La donna iena, quando salgo sul bus 13 è già seduta sul posto X. Cerca di parlare con tutti, ma nessuno le risponde, ha metà faccia bruciata (dicono che ha ammazzato le sue piccole creature). Di statura media, capelli neri e bianchi, mani corte, labbra velenose, quando apre la bocca, esce il fuoco del peccato, questa donna fa parte del club dell’ignoranza e la sua risata spaventa anche i demoni.

L’uomo che ride da solo, sale quasi alla fine della corsia e non parla. Ride, ride, ride… un sorriso malizioso, frenetico e triste. Quando lo guardi, il tuo cuore si ferma per tre secondi giusto il tempo per farti desiderare la morte. Statura bassa, occhi piccoli, bocca tagliente ed è senza orecchie. Le sue mani sembrano che abbiano scavato le fosse e il suo tocco ti congela. Non si siede, di solito, sta in piede e si sposta di continuo alla ricerca di una preda nuova… lui desidera la carne fresca.

Le anziane con gli occhiali da sole e con la pelliccia, cosa c’è di peggio al mondo quando le comari s’incontro? Quando si siedono e iniziano a raccontare le vite degli altri? Quando passi vicino a lei, senti un freddo gelido attraversarti la schiena così velocemente che hai tempo solo per un respiro di consolazione! Queste due anziane hanno la pelliccia fatta dalla pelle umana, uccisero i loro mariti con le parole. Così sono chiamate le donne che sputano sentenze.

La donna puzzola, un vero mostro che condanna gli esseri alla brama del sangue. La sua puzza si sente da ovest a est (se esistono in questo mondo ). Un abominio dell’esistenza universale! Invece delle braccia ha due ali nere. Occhi azzurri come il ghiaccio, mani bianche ( si vede il sangue scorrere tra le sue dita), capelli lunghi fino ai suoi zoccoli (non ha piedi). Si veste sempre di nero e indossa sempre un cappello rosso con la scritta “Die for me”.

Eh caro lettore la creazione perfetta qui non esiste, tutti incompleti, imperfetti… qui non c’è nel bene e nel male; non c’è una via di mezzo, non esiste il bianco o il nero. Qui non c’è una realtà! Su questo bus tutto può accadere, ho visto cadaveri passarmi davanti e “loro” che li mangiavano. Esiste solo l’oscurità.

La donna cagnolina.. metà donna, metà cane. E’ la regina dei dannati! E’ lei quella che comanda questa mandria di squilibrati, di esseri (se così li possa definire). Ha un sorriso diabolico… in sostanza senza denti nella bocca, forse le sono rimaste giusto quattro che le danno quel tocco di malvagità. La sua testa gira da sinistra a destra, e spesso capita che giri tutto all’indietro. Oh credimi quando ti dico che è la regina del male. Ogni notte va a caccia di un bambino per mangiare; attraversa i mondi alla ricerca di bambini neonati per questo ti chiedo e t’imploro di fare al settimo giorno, dopo la nascita, la veglia ai tuoi piccoli amori.    

Non voglio descriverla… meno parliamo, meglio è. Ci può sentire, shhhhhh.

Uomini di mille spezie, tre teste in un corpo. Carnagione scura, occhi neri e capelli rossi e lisci. Si siedono sempre in mezzo nel bus. Occupano quasi tutto lo spazio.

Ma chi sta trainando questo bus 13?

Qamar Sandra Andrade

#raccontigetthebus


Comunque i genovesi sono felicissimi di viaggiare gratis sugli autobus 😜😂😂😂😂. Mai visto tanta gente sorridente e gioiosa 😂. Però lunedì dobbiamo ricordarci di timbrare, ci saranno a valanghe i controllori 😂😅😅😅
La gente prima di salire chiede urlando : “È ancora gratis il bus?”.
In coro rispondiamo : “Siiiiiii”. E via tutti sui bus 😂

#raccontigetthebus

Viaggio tra i miei pensieri.
Guardo il traffico scorrere lentamente e
la pioggia cadere sull’asfalto
Vedo gente con gli ombrelli per la strada.
L’ora passa e son del gatto!
L’affollamento è previsto sugli autobus,
ma nessuno sa che il servizio è gratuito.
Continuano a timbrare il biglietto,
guardo e non dico niente tra la la la…
timbra il biglietto dai dai dai.
Poi l’autobus si è rotto… tocca scendere e prendere un altro tra la la la, tra la la la

#raccontigetthebus


La giornata inizia bene ! Ore 7 prendo il bus in Corso Buenos Aires, ore 7.15 arrivo a Nervi. Gente, una bellissima avventura… stupenda! Da sola con l’autista, abbiamo sfidato buchi, marciapiedi, portiera delle macchine che volevano impedire il nostro traguardo… abbiamo quasi sfiorato della gente che stavano attraversando le strisce pedonali con molta calma. Sono saliti a metà strada due cristiani e nella mia mente era già partita la voce: “dai, dai, dai… su che dobbiamo andare”. Oh che sensazione di libertà!!! Il mare alla mia destra e la città a sinistra, nel mezzo del cammino il bus volante.

#raccontigetthebus

Il matto del quartiere X. Sei seduta al parco
⛲, passa lui in bici e improvvisamente gli cade dalla tasca medicine, cellulare e chiavi. Scende prende tutto e ingoia tutte le medicine. Dopo un lungo momento, raccoglie tutto il resto dalla terra e metti in tasca (gli mancava le forze e i movimenti giusti) e così riesce a partire. Dopo un’ora prendo il bus, mi siedo e chi arriva??? Lui!!! Si siede vicino a me, ma non ha più la bici… chissà dove l’avrà lasciata, forse a casa. Però oggi la mia pazienza è poca… e quindi decido di cambiare posto. Mi siedo ed ecco che lui si alza…fa un paio di giri vuoti sull’autobus… eeeee si siede accanto a me. A questo punto cosa fai? Ti sposti di nuovo, e lui cosa fa? Si sposta… e niente stiamo viaggiando insieme…

HOLLYWOOD/ BOLLYWOOD CITY

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In the night what’s going on in Genoa?

A volte capita di trovarci in dei posti senza sapere perché…. ma ci capita….

E quello che ci capita di vedere in questo posto è veramente triste e sconvolgente!

Nella notte del 16/12/2012, a 5 giorni dalla fine del mondo, eravamo spettatori di una scena del teatro dell’orrore.

Stormi di uccelli passavano, volando verso una destinazione sicura…anche loro avevano capito che era meglio “telare”! Ma le paladine della giustizia avevano un compito da svolgere: “Reporter in the night”.

Torniamo indietro nel tempo e analizziamo cosa è successo; arrivate all’ Hollywood ci hanno chiesto un pass per poter entrare, sembrava un luogo controllato.

Dopo essere entrate ci accorgiamo che ci sono due sale con musica diversa: nella prima si ballava musica hip hop, reggae, reggaeton e commerciale, le persone erano rilassate, ridevano, scherzavano a ritmo di musica; vi era un mix di razze: senegalesi, italiani, capoverdiani, tunisini, marocchini, nigeriani e sudamericani. L’età media era dai 16 ai 35 anni.

Nella sala a fianco ci si presenta un altro tipo di ambiente, completamente diverso: teste rasate, e abbigliamento tipico (dei neo fascisti/neo nazisti), le ragazze praticamente nude e coloratissime, musica hard core, hard style, tecno, tutti scatenati e fatti. Età media dai 15 ai 25 anni. Due generi completamente diversi in sale adiacenti.

Prendiamo il nostro drink e andiamo nella prima sala. Passano le ore e ogni tanto si presentavano le teste rasate, che scimmiottavano i ragazzi impegnati a ballare.

La tensione si tagliava col coltello perchè avevano un atteggiamento provocatorio.

I ragazzi afro-italiani e sudamericani rifiutavano di andare nell’altra sala anche se là c’era il bagno,

che tra le altre cose era in condizioni pessime.

Quasi alla fine della serata, mentre andavamo in bagno ci imbattiamo in una rissa e la scena più triste era vedere una ragazza per terra che veniva calpestata mentre i rissaioli cercavano l’uscita.

Pochi minuti dopo sono arrivate cinque pattuglie di carabinieri i quali sono scesi dalle loro macchine armati di manganelli, pronti ad intervenire.

Dopo mezz’ora il locale chiude e tutti si preparano verso l’uscita.

La tensione nell’aria era tanta, sentivamo che sarebbe successo ancora qualcosa.

Ad un certo punto gruppi di ragazzi (hard core) iniziano a picchiarsi l’uno contro l’altro, i carabinieri intervengono tirando manganellate fino a sedare la rissa.

Finito questo scontro ne iniziano altri: ragazzi capoverdiani che litigano per colpa delle ragazze, c’è chi se la prende con le macchine parcheggiate davanti al locale e teste rasate che si tiravano dei pugni in faccia.

In uno degli interventi dei carabinieri ascoltiamo questa frase “ Prendiamo quel nero e gli facciamo vedere…”, anche se abbiamo visto che chi aveva compiuto il gesto di prendersela con la macchina era un’altra persona.

La cosa è durata per un’ora e c’erano sparsi qua e là focolai accesi; mentre, poco distante si sentiva scoppiare un petardo provocando gran fumo e rumore nella notte. Scattavano gli allarmi delle macchine, insomma un grande caos.

Pian piano tutti vanno via in macchina, non rimane quasi nessuno, l’ultima cosa che sentiamo è la frase detta dai carabinieri : “Tutto qui?” , agitando il manganello tra le mani.

La cosa più triste è vedere giovani, non importa di che razza o etnia, che si distruggono nell’alcol e nella droga. Sono sempre incattiviti e violenti, basta poco per far accendere una miccia. E’ triste anche vedere il comportamento di chi dovrebbe evitare che queste cose succedano.

Afrah e Qamar

#raccontigetthebus


E poi puntualmente, alla stessa ora ed alla stessa fermata, becchi lui… il matto! E ti fa sempre le stesse domande 😭😭😭😭. Ma perché? 🙏🏽🙏🏽🙏🏽 allora inizi a pensare: no, no e no. Non prendo questo bus, aspetto l’altro. Ma se non prendo questo, non arriverò in tempo. Ok vai, non parlare con lui… ti prego non rispondere. Sali sull’autobus di corsa, trovi un posto ‘nascosto’… ma arriva lui e ti dici: ” buongiorno signorina, come sta? Ha visto che bella giornata?”. Noooooo 🙀🙀🙀🙀🙀🙀

#raccontigetthebus


Comunque ragazzi io ve lo dico, sono appena stata invitata a partecipare a Miss Molassana 2019 😂😂😂😂. E nella giuria ci saranno ben tre carabinieri 😂 così nessuno può imbrogliare. Ogni giorno un’avventura su questi autobus.