Autunno in città: Genova!

Porto di Genova

Autunno è la stagione di pioggia, di temporali, di cambiamento e di rinascita! Sono nata in autunno e quindi per me è la stagione del raccoglimento spirituale e della scoperta interiore. Quando arriva l’autunno, arriva anche la nostalgia. Si affiorano quei ricordi nostalgici e quei pensieri sulla vita.

L’autunno è la stagione magica, degli elfi e dei folletti, della poesia e dell’amore. È il periodo dei tramonti spettacolari e dei temporali.

In Liguria, quando arriva l’autunno arriva anche la pioggia, spesso pericolosa e dannosa all’ambiente e alle persone (alluvioni, frane ecc.). Nonostante ciò, l’autunno lascia spazio anche ai colori e alla bellezza della natura.

Oggi vi presento alcuni dei miei scatti per la città di Genova. So che siamo già nell’inverno ma volevo rendere omaggio alla stagione “AUTUNNO”.

I colori delle foglie in autunno:

Le foglie si appoggiano delicatamente sulla terra, eseguendo una danza rotatoria e silenziosa.

Arte nel cielo:

La città:

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Facciamo un giro virtuale a: Cimitero Monumentale di Staglieno!

Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Facciamo un giro virtuale a Genova?

Oggi vi presento due video: “Alcuni scatti di Genova” e “Castello D’Albertis”.

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Buon Natale😄🎄🎁❄🎅 da Genova!

Albero di Natale🎄🎄🎄 in piazza De Ferrari

Piazza De Ferrari, Genova

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Intervista a Jasmeen Da Graça Vasconcelhos

Cabeça ca é feito so pa po bone (La testa non è fatta solo per metterci il cappello)

Jasmeen Da Graça Vasconcelhos

Jasmeen Da Graça Vasconcelos nasce a Genova nel 1994 da genitori capoverdiani. I suoi genitori sono originari dell’isola di Santo Antao, Capo Verde. È una ragazza di mille qualità: sincera, simpatica e molto creativa. Si definisce come una ragazza impaziente e indipendente. Ama le “Sfide” e cerca sempre di creare qualcosa di nuovo.

Dopo la maturità, a solo diciannove anni, si trasferisce a Madrid. Studia in una scuola privata il Make-up. Attualmente lavora come manager in un negozio di make-up.

Sandy: “Oi! È un piacere averti qui con noi a Tè con Sandy e Mea! Benvenuta!”

Jasmeen: “Grazie dell’invito!”

Sandy: “ Chi è Jasmeen?”

Jasmeen: “E’ una ragazza impaziente ed ama la Sfida”.

Sandy: “Una frase o una citazione capoverdiana che non dimenticherai mai?”

Jasmeen: “Cabeça ca é feito so pa po bone (La testa non è fatta solo per metterci il cappello), era una frase che diceva mio nonno a mia mamma per ricordarsi sempre di usare la testa”.

Sandy: “So che ti sei trasferita in Spagna. Come ti trovi?”

Jasmeen: “Sì! Adesso lavoro a Madrid, sono manager in un negozio di make-up. Mi trovo bene qui. Da sempre sono stata molto indipendente, così mi sono allontanata dai miei e da casa per cercare fortuna da sola. Ma mi manca la mia famiglia”.

Sandy: “Hai dovuto compiere dei sacrifici per arrivare dove sei ora? Il gioco è valso la candela?”

Jasmeen: “Sì, certo! Lo rifarei mille volte”.

Sandy: “Quando hai preso la decisione di trasferirti a Madrid i tuoi genitori ti hanno appoggiata?”

Jasmeen: “Sì, mi hanno appoggiata!”

Sandy: “In che cosa credi?”

Jasmeen: “In me stessa, o almeno ci provo! Ahahahaha alla fine credo che nessuno ci può aiutare più di noi stessi”.

Sandy: “Il tuo mestiere o il tuo lavoro ti ha resa felice?”

Jasmeen: “Direi di sì! Mi piace ancora il mio lavoro, però devo confessarti che mi piace imparare sempre cose nuove e quando non imparo o non c’è “sfida” non sono felice”.

Sandy: “Piatto capoverdiano? Piatto italiano?”

Jasmeen: “Buzios con patate e spaghetti al pesto (di mia mamma)”.

Sandy: “Musica capoverdiana? Musica italiana?”

Jasmeen: “Tutta la musica capoverdiana mi piace, ma in particolare quella di Mayra Andrade. Musica italiana invece ascolto quella di Cesare Cremonini!”

Sandy: “Dammi il primo consiglio che ti viene in mente?”

Jasmeen: “Sii cuoriosa!”

Sandy: “Cosa ti piace della tua città?”

Jasmeen: “Mi piace il Porto Antico! Mi è sempre affascinata quel luogo”.

Sandy: “Un pregio e un difetto della tua città?”

Jasmeen: “Un pregio il mare, difetto il mugugno!”

Sandy: “Cosa pensi del razzismo? Mai subito episodi di razzismo? Se sì, raccontaci un episodio”.

Jasmeen: “Penso che non abbia senso il razzismo e che molte volte è solo ignoranza. Molti razzisti lo sono perché non hanno mai avuto bisogno di uscire dal proprio paese o non hanno conosciuto bene persone di altre culture. Episodi razzisti? Purtroppo, sì ed è stato traumatico. Quando ero piccola una signora sull’autobus mi chiese se il posto dov’ero seduta era comodo e dopo iniziò a urlare che dovevo alzarmi e andare al mio paese (c’erano molti posti sull’autobus ma la signora si voleva sedere proprio dov’ero seduta io)”.

Sandy: “Cosa ti piace dell’Italia e no?”

Jasmeen: “Il cibo decisamente. Invece quello che non mi piace è la falsità”.

Sandy: “Come hai vissuto il periodo di lockdown a Madrid?”

Jasmeen: “Una situazione nuova per tutti quanti, l’ho vissuta bene”.

Sandy: “Come ti vedi o dove ti vedi fra dieci anni?”

Jasmeen: “Spero con figli e di avere un lavoro più gratificante!”

Sandy: “Pensi di ritornare un giorno a Genova? Capo Verde?”

Jasmeen: “A Genova a vivere per adesso no, a Capo Verde ci sono stata in vacanza varie volte”.

Sandy: “Sogni nel cassetto?”

Jasmeen: “Sogni nel cassetto? Troppi direi ahahaha”.

Sandy: “Ti ringrazio per la tua intervista, è stato un piacere! In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti!”

Jasmeen: “Viva il lupo! Grazie a te!”

Natale 🎄🎅🔔❄a Marassi🥰, Genova

Piazza Galileo Ferraris, Marassi

Conoscere Genova: Castello D’Albertis!

“Tra l’arti a gara qui la scienza adduce. Il tempo, il moto, il sol, l’ombra, la luce”

Il Castello d’Albertis fu ideato dal capitano Enrico Alberto D’Albertis. Fu costruito su resti di fortificazioni cinquecentesche e tardomedievali tra il 1886 e 1892, con la supervisione di Alfredo D’Andrade, sulla collina di Montegalletto a Genova.

La dimora è un viaggio nel mondo del capitano D’Albertis e al suo interno possiamo trovare oggetti esotici, neogotici e ispano-moreschi.

Oggi è la sede del Museo delle culture del mondo e del Museo delle musiche del popolo.

Nel 2018 feci una visita al Castello e rimasi colpita dalla raccolta di questi oggetti e manufatti, tra cui una meridiana. Oggetti che raccontano storie di popoli e tradizioni.

Quel giorno era presente anche una mostra fotografica, Witjai- Il gene verde della razza umana, biodiversità umana e vegetale nell’Amazzonia Ecuadoriana e il progetto Witjai, io esisto dell’artista e fotografo Gianluca Balocco.

(https://www.mentelocale.it/genova/eventi/78201-witjai-il-gene-verde-della-razza-umana-mostra-fotografica-al-castello-d-albertis.htm)

Il Castello

Il Museo

Il salotto turco

Mostra fotografica, Witjai- Il gene verde della razza umana, biodiversità umana e vegetale nell’Amazzonia Ecuadoriana e il progetto Witjai, io esisto dell’artista e fotografo Gianluca Balocco

Dicono che a Genova non c’è molto da fare o da visitare, ma vi garantisco che questa città ha dei tesori nascosti…basta cercarli!

BUS 13

Rulli di tamburi, liberate il Kraken… inizia la storia del bus 13. Una storia che non ha principio né fine. Una storia così folle che io, la narratrice, ho paura a comprendere l’esigenza di narrarla. Forse spinto da questi viaggi ricorrenti, ho deciso di condividerla con te, lettore/ lettrice. Ho bisogno di un amico o di un’amica che mi possa comprendere.

Prima di leggere questo racconto prega… recita qualche preghiera per la tua anima. Dopo che leggerai questa mia triste storia, piangerai per notti e notti, diventerai il mio compagno/a di viaggio.

Image by Ana_J from Pixabay

Non molto lontano dalla terra, esiste un pianeta di esseri folli con paesi senza nomi, città senza regole e strade senza semafori che di notte vengono illuminate dalle lucciole.

In una città senza nome, di un paese senza nome di questo pianeta folle, c’è un autobus chiamato Bus 13. Ogni sera l’autobus è posseduto da esseri senza volti che camminano sul fuoco.

Spesso accade di ritrovarmi a “viaggiare” su questo bus dei dannati, dove il senso del pudore è andato a nascondersi dietro il sedere di un asino, dove il rispetto si è perso nel gioco “Girotondo” e dove la bellezza degli esseri si è spenta per sempre.

Image by pencil parker from Pixabay

Sul Bus 13 ho visto gli asini volare e ho sentito il canto della gallina. Credetemi, tutto è possibile su quest’autobus! Caro lettore, cara lettrice anche Caronte ha paura di viaggiare su questo bus, neanche nell’inferno esiste una simile tortura.. una simile follia. Non esiste perdono per i dannati, non esiste compassione per chi ha perso il senso delle vita e soprattutto per chi ha dimenticato di esistere. Esseri senza fede, senza speranza e senz’amore!  Cuori selvaggi!

Eh, quante volte ho chiesto il loro “intervento”???!!! Sono scesa anche agli inferì, ma nessuno è risalito con me!!!

Ho attraversato i sette cieli e l’aiuto mi fu negato, ho guardato l’orizzonte per due mille anni nella speranza di trovare una risposta a questo scempio e, quello che ho visto è stato solo una misera compassione. Con la mia arroganza ho creduto di poter salvarli.

I personaggi del Bus 13 sono unici, tra tanti mi ricordo di questi in particolare: l’uomo della giacca marrone, la donna iena, l’uomo che ride da solo, le anziane con gli occhiali da sole e con la pelliccia, la donna puzzola, la donna cagnolina, uomini di mille spezie, il venditore della polvere bianca, la ragazza nuda, il ragazzo buffone e l’uomo bastone. Gente che va, gente che viene!

L’uomo della giacca marrone, ogni sera puntualmente nella fermata X sale. Non ha un volto, di statura media, orecchie sventole, capelli neri, indossa sempre una giacca marrone e delle scarpe nere lucide; va sempre avanti e indietro sull’autobus. Quando passa, lascia una scia di sconforto nelle anime delle persone e sotto le sue belle scarpe nere brucia un fuoco lento di tristezza.

La donna iena, quando salgo sul bus 13 è già seduta sul posto X. Cerca di parlare con tutti, ma nessuno le risponde, ha metà faccia bruciata (dicono che ha ammazzato le sue piccole creature). Di statura media, capelli neri e bianchi, mani corte, labbra velenose, quando apre la bocca, esce il fuoco del peccato, questa donna fa parte del club dell’ignoranza e la sua risata spaventa anche i demoni.

L’uomo che ride da solo, sale quasi alla fine della corsia e non parla. Ride, ride, ride… un sorriso malizioso, frenetico e triste. Quando lo guardi, il tuo cuore si ferma per tre secondi giusto il tempo per farti desiderare la morte. Statura bassa, occhi piccoli, bocca tagliente ed è senza orecchie. Le sue mani sembrano che abbiano scavato le fosse e il suo tocco ti congela. Non si siede, di solito, sta in piede e si sposta di continuo alla ricerca di una preda nuova… lui desidera la carne fresca.

Le anziane con gli occhiali da sole e con la pelliccia, cosa c’è di peggio al mondo quando le comari s’incontro? Quando si siedono e iniziano a raccontare le vite degli altri? Quando passi vicino a lei, senti un freddo gelido attraversarti la schiena così velocemente che hai tempo solo per un respiro di consolazione! Queste due anziane hanno la pelliccia fatta dalla pelle umana, uccisero i loro mariti con le parole. Così sono chiamate le donne che sputano sentenze.

La donna puzzola, un vero mostro che condanna gli esseri alla brama del sangue. La sua puzza si sente da ovest a est (se esistono in questo mondo ). Un abominio dell’esistenza universale! Invece delle braccia ha due ali nere. Occhi azzurri come il ghiaccio, mani bianche ( si vede il sangue scorrere tra le sue dita), capelli lunghi fino ai suoi zoccoli (non ha piedi). Si veste sempre di nero e indossa sempre un cappello rosso con la scritta “Die for me”.

Eh caro lettore la creazione perfetta qui non esiste, tutti incompleti, imperfetti… qui non c’è nel bene e nel male; non c’è una via di mezzo, non esiste il bianco o il nero. Qui non c’è una realtà! Su questo bus tutto può accadere, ho visto cadaveri passarmi davanti e “loro” che li mangiavano. Esiste solo l’oscurità.

La donna cagnolina.. metà donna, metà cane. E’ la regina dei dannati! E’ lei quella che comanda questa mandria di squilibrati, di esseri (se così li possa definire). Ha un sorriso diabolico… in sostanza senza denti nella bocca, forse le sono rimaste giusto quattro che le danno quel tocco di malvagità. La sua testa gira da sinistra a destra, e spesso capita che giri tutto all’indietro. Oh credimi quando ti dico che è la regina del male. Ogni notte va a caccia di un bambino per mangiare; attraversa i mondi alla ricerca di bambini neonati per questo ti chiedo e t’imploro di fare al settimo giorno, dopo la nascita, la veglia ai tuoi piccoli amori.    

Non voglio descriverla… meno parliamo, meglio è. Ci può sentire, shhhhhh.

Uomini di mille spezie, tre teste in un corpo. Carnagione scura, occhi neri e capelli rossi e lisci. Si siedono sempre in mezzo nel bus. Occupano quasi tutto lo spazio.

Ma chi sta trainando questo bus 13?

Qamar Sandra Andrade

Murales a Certosa, Genova

Murales a Certosa, un progetto di Walk The Line ((4) Walk The Line | Facebook)