BUS 13

Rulli di tamburi, liberate il Kraken… inizia la storia del bus 13. Una storia che non ha principio né fine. Una storia così folle che io, la narratrice, ho paura a comprendere l’esigenza di narrarla. Forse spinto da questi viaggi ricorrenti, ho deciso di condividerla con te, lettore/ lettrice. Ho bisogno di un amico o di un’amica che mi possa comprendere.

Prima di leggere questo racconto prega… recita qualche preghiera per la tua anima. Dopo che leggerai questa mia triste storia, piangerai per notti e notti, diventerai il mio compagno/a di viaggio.

Image by Ana_J from Pixabay

Non molto lontano dalla terra, esiste un pianeta di esseri folli con paesi senza nomi, città senza regole e strade senza semafori che di notte vengono illuminate dalle lucciole.

In una città senza nome, di un paese senza nome di questo pianeta folle, c’è un autobus chiamato Bus 13. Ogni sera l’autobus è posseduto da esseri senza volti che camminano sul fuoco.

Spesso accade di ritrovarmi a “viaggiare” su questo bus dei dannati, dove il senso del pudore è andato a nascondersi dietro il sedere di un asino, dove il rispetto si è perso nel gioco “Girotondo” e dove la bellezza degli esseri si è spenta per sempre.

Image by pencil parker from Pixabay

Sul Bus 13 ho visto gli asini volare e ho sentito il canto della gallina. Credetemi, tutto è possibile su quest’autobus! Caro lettore, cara lettrice anche Caronte ha paura di viaggiare su questo bus, neanche nell’inferno esiste una simile tortura.. una simile follia. Non esiste perdono per i dannati, non esiste compassione per chi ha perso il senso delle vita e soprattutto per chi ha dimenticato di esistere. Esseri senza fede, senza speranza e senz’amore!  Cuori selvaggi!

Eh, quante volte ho chiesto il loro “intervento”???!!! Sono scesa anche agli inferì, ma nessuno è risalito con me!!!

Ho attraversato i sette cieli e l’aiuto mi fu negato, ho guardato l’orizzonte per due mille anni nella speranza di trovare una risposta a questo scempio e, quello che ho visto è stato solo una misera compassione. Con la mia arroganza ho creduto di poter salvarli.

I personaggi del Bus 13 sono unici, tra tanti mi ricordo di questi in particolare: l’uomo della giacca marrone, la donna iena, l’uomo che ride da solo, le anziane con gli occhiali da sole e con la pelliccia, la donna puzzola, la donna cagnolina, uomini di mille spezie, il venditore della polvere bianca, la ragazza nuda, il ragazzo buffone e l’uomo bastone. Gente che va, gente che viene!

L’uomo della giacca marrone, ogni sera puntualmente nella fermata X sale. Non ha un volto, di statura media, orecchie sventole, capelli neri, indossa sempre una giacca marrone e delle scarpe nere lucide; va sempre avanti e indietro sull’autobus. Quando passa, lascia una scia di sconforto nelle anime delle persone e sotto le sue belle scarpe nere brucia un fuoco lento di tristezza.

La donna iena, quando salgo sul bus 13 è già seduta sul posto X. Cerca di parlare con tutti, ma nessuno le risponde, ha metà faccia bruciata (dicono che ha ammazzato le sue piccole creature). Di statura media, capelli neri e bianchi, mani corte, labbra velenose, quando apre la bocca, esce il fuoco del peccato, questa donna fa parte del club dell’ignoranza e la sua risata spaventa anche i demoni.

L’uomo che ride da solo, sale quasi alla fine della corsia e non parla. Ride, ride, ride… un sorriso malizioso, frenetico e triste. Quando lo guardi, il tuo cuore si ferma per tre secondi giusto il tempo per farti desiderare la morte. Statura bassa, occhi piccoli, bocca tagliente ed è senza orecchie. Le sue mani sembrano che abbiano scavato le fosse e il suo tocco ti congela. Non si siede, di solito, sta in piede e si sposta di continuo alla ricerca di una preda nuova… lui desidera la carne fresca.

Le anziane con gli occhiali da sole e con la pelliccia, cosa c’è di peggio al mondo quando le comari s’incontro? Quando si siedono e iniziano a raccontare le vite degli altri? Quando passi vicino a lei, senti un freddo gelido attraversarti la schiena così velocemente che hai tempo solo per un respiro di consolazione! Queste due anziane hanno la pelliccia fatta dalla pelle umana, uccisero i loro mariti con le parole. Così sono chiamate le donne che sputano sentenze.

La donna puzzola, un vero mostro che condanna gli esseri alla brama del sangue. La sua puzza si sente da ovest a est (se esistono in questo mondo ). Un abominio dell’esistenza universale! Invece delle braccia ha due ali nere. Occhi azzurri come il ghiaccio, mani bianche ( si vede il sangue scorrere tra le sue dita), capelli lunghi fino ai suoi zoccoli (non ha piedi). Si veste sempre di nero e indossa sempre un cappello rosso con la scritta “Die for me”.

Eh caro lettore la creazione perfetta qui non esiste, tutti incompleti, imperfetti… qui non c’è nel bene e nel male; non c’è una via di mezzo, non esiste il bianco o il nero. Qui non c’è una realtà! Su questo bus tutto può accadere, ho visto cadaveri passarmi davanti e “loro” che li mangiavano. Esiste solo l’oscurità.

La donna cagnolina.. metà donna, metà cane. E’ la regina dei dannati! E’ lei quella che comanda questa mandria di squilibrati, di esseri (se così li possa definire). Ha un sorriso diabolico… in sostanza senza denti nella bocca, forse le sono rimaste giusto quattro che le danno quel tocco di malvagità. La sua testa gira da sinistra a destra, e spesso capita che giri tutto all’indietro. Oh credimi quando ti dico che è la regina del male. Ogni notte va a caccia di un bambino per mangiare; attraversa i mondi alla ricerca di bambini neonati per questo ti chiedo e t’imploro di fare al settimo giorno, dopo la nascita, la veglia ai tuoi piccoli amori.    

Non voglio descriverla… meno parliamo, meglio è. Ci può sentire, shhhhhh.

Uomini di mille spezie, tre teste in un corpo. Carnagione scura, occhi neri e capelli rossi e lisci. Si siedono sempre in mezzo nel bus. Occupano quasi tutto lo spazio.

Ma chi sta trainando questo bus 13?

Qamar Sandra Andrade

#raccontigetthebus


Comunque i genovesi sono felicissimi di viaggiare gratis sugli autobus 😜😂😂😂😂. Mai visto tanta gente sorridente e gioiosa 😂. Però lunedì dobbiamo ricordarci di timbrare, ci saranno a valanghe i controllori 😂😅😅😅
La gente prima di salire chiede urlando : “È ancora gratis il bus?”.
In coro rispondiamo : “Siiiiiii”. E via tutti sui bus 😂

#raccontigetthebus

Viaggio tra i miei pensieri.
Guardo il traffico scorrere lentamente e
la pioggia cadere sull’asfalto
Vedo gente con gli ombrelli per la strada.
L’ora passa e son del gatto!
L’affollamento è previsto sugli autobus,
ma nessuno sa che il servizio è gratuito.
Continuano a timbrare il biglietto,
guardo e non dico niente tra la la la…
timbra il biglietto dai dai dai.
Poi l’autobus si è rotto… tocca scendere e prendere un altro tra la la la, tra la la la

#raccontigetthebus


La giornata inizia bene ! Ore 7 prendo il bus in Corso Buenos Aires, ore 7.15 arrivo a Nervi. Gente, una bellissima avventura… stupenda! Da sola con l’autista, abbiamo sfidato buchi, marciapiedi, portiera delle macchine che volevano impedire il nostro traguardo… abbiamo quasi sfiorato della gente che stavano attraversando le strisce pedonali con molta calma. Sono saliti a metà strada due cristiani e nella mia mente era già partita la voce: “dai, dai, dai… su che dobbiamo andare”. Oh che sensazione di libertà!!! Il mare alla mia destra e la città a sinistra, nel mezzo del cammino il bus volante.

#raccontigetthebus

Il matto del quartiere X. Sei seduta al parco
⛲, passa lui in bici e improvvisamente gli cade dalla tasca medicine, cellulare e chiavi. Scende prende tutto e ingoia tutte le medicine. Dopo un lungo momento, raccoglie tutto il resto dalla terra e metti in tasca (gli mancava le forze e i movimenti giusti) e così riesce a partire. Dopo un’ora prendo il bus, mi siedo e chi arriva??? Lui!!! Si siede vicino a me, ma non ha più la bici… chissà dove l’avrà lasciata, forse a casa. Però oggi la mia pazienza è poca… e quindi decido di cambiare posto. Mi siedo ed ecco che lui si alza…fa un paio di giri vuoti sull’autobus… eeeee si siede accanto a me. A questo punto cosa fai? Ti sposti di nuovo, e lui cosa fa? Si sposta… e niente stiamo viaggiando insieme…

#raccontigetthebus


E poi puntualmente, alla stessa ora ed alla stessa fermata, becchi lui… il matto! E ti fa sempre le stesse domande 😭😭😭😭. Ma perché? 🙏🏽🙏🏽🙏🏽 allora inizi a pensare: no, no e no. Non prendo questo bus, aspetto l’altro. Ma se non prendo questo, non arriverò in tempo. Ok vai, non parlare con lui… ti prego non rispondere. Sali sull’autobus di corsa, trovi un posto ‘nascosto’… ma arriva lui e ti dici: ” buongiorno signorina, come sta? Ha visto che bella giornata?”. Noooooo 🙀🙀🙀🙀🙀🙀

#raccontigetthebus


Comunque ragazzi io ve lo dico, sono appena stata invitata a partecipare a Miss Molassana 2019 😂😂😂😂. E nella giuria ci saranno ben tre carabinieri 😂 così nessuno può imbrogliare. Ogni giorno un’avventura su questi autobus.

#raccontigetthebus


L’autobus volava, ormai Formula 1 in confronto a questo era niente. Il grande premio era vinto!!! L’autista con occhiali scuri, con la faccia arrabbiata e con una serietà unica che faceva paura anche agli dei lanciava il bus a ogni angolo della città. Noi, poveri viaggiatori, aggrappavamo uno all’altra poiché era l’unica soluzione. Ma ecco che sale una signora anziana e gli chiede: ” ce ne sono altri?” ;visto che oggi c’è sciopero. Nessuna risposta da parte sua. E la signora ci prova di nuovo: ” pronto!???!!”. Allora lui si sveglia dal suo mutismo e le risponde: ” prima di tutto buongiorno 😡 e non sono mica un telefono” . 😂😂😂😂😂 E lei si allontana quasi piangendo 😭 e dice: ” ma non volevo offenderlo, volevo solo un informazione”.
Breve storia triste: siamo tutti esauriti!!!

#raccontigetthebus


Una signora sull’autobus mi chiede: “mi scusi sa dirmi le ore?”
Io: “sono esattamente le 18”
Signora : ” Scusi?! Sono le 6? “
Ed io: ” si, sono le 6 del pomeriggio”
Signora : ” ma sono le 6 o le 18? Quindi sono le 6?”
Io: ” si signora sono le sei”
Signora : “ah quindi non sono le 18?!”
Dopo questa mi arrendo… mi guarda ora in modo strano… Non uso guardarla… Ho paura di qualche altra domanda