Sociale

Si sa poco del mio paese, che è un arcipelago nell’oceano Atlantico composto da dieci isole e si trova in Africa di fronte al Senegal. Tutti pensano soltanto ad un paese con delle belle spiagge, persone simpatiche e accoglienti… infatti viene chiamato il paese della “Morabeza” (è una parola creola introducibile che significa pressappoco amorevolezza, cortesia). Però non c’ è soltanto questo, c’è molto di più…. Capo Verde è un paese nuovo, che è evoluto e cresciuto nel tempo con le sue proprie.

La mia esperienza in Italia ha avuto i suoi lati positivi e negativi.

Appena arrivata in Italia ho vissuto per un periodo a Roma dove, contrariamente a quanto si può pensare, ho incontrato diverse difficoltà.

A Genova, invece, mi sono trovata subito a mio agio, forse perché è una città più piccola o forse perché Genova mi ricorda Capo Verde nel suo contesto: il mare, il vento, i vicoli, l’arte vista attraverso i palazzi, monumenti che una città di mare può offrire agli occhi di un visitatore incuriosito.

I caruggi (vicoli) e le creuze (scalinate) caratterizzano il centro storico di Genova.  Con l’avvento della globalizzazione, le aperture delle frontiere e del mercato molti popoli e culture sono entrati in contatto diretto non solo attraverso gli scambi economici ma soprattutto culturali.

Una passeggiata tra le vie di Prè o di Maddalena ci porta a scoprire un nuovo mondo fatto di colori e sapori.

A Genova sono cresciuta, ho conosciuto un’altra cultura, un’altra realtà e così questa città è diventata la mia  nuova casa.

Nel 2011 inizia il mio percorso nel ” Sociale”;  ho partecipato come relatrice ai seguenti congressi:

  • Aprile: “V congresso dos Quadros Cabo-Verdianos da Diaspora” a Capo Verde con un intervento su:
    “La cultura come fattore di identità e di sviluppo”.
  • Novembre: “ Giornata della coscienza nera” organizzato dall’associazione Luanda con un intervento su:
    “La formazione dell’identità capoverdiana”.

Ho lavorato come operatrice in diversi soggiorni organizzati dalle Cooperative Sociali di Roma, che mi hanno permesso di sviluppare passione e competenze spendibili professionalmente.

Durante questa esperienza ho imparato a relazionarmi con vari operatori e utenti e ho imparato ad ascoltare i loro bisogni e le loro esigenze.

Nei soggiorni sono stata a contatto 24 ore su 24 con gli utenti e questo mi ha permesso di conoscerli più a fondo e instaurare un rapporto di fiducia reciproco che mi ha fatto crescere anche dal punto di vista umano.

Col passare del tempo sono diventata presidente dell’Associazione Italo-Capoverdiana e continuo il mio percorso imparando e scoprendo sempre realtà nuove.

DISCORSO 10 ottobre 2015: 

CAPO VERDE OGGI

Festa Marinara

“ Anton da Noli”

In occasione dell’arrivo del Veliero Salina ed il suo equipaggio sulla rotta di Capo Verde

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“Frammenti di quale continente, / di quale cataclisma,/ di quali misteri ? …isole perdute / in mezzo al mare, / dimenticate / in un angolo del mondo / – che le onde cullano ,- maltrattano ,-abbracciano …”  Jorge Barbosa ( Poeta capoverdiano)

Buon pomeriggio a tutti , prima di iniziare vorrei ringraziare a nome di tutti i membri dell’Associazione Italo-Capoverdiana e della comunità capoverdiana a Genova:

  • Il professore Alberto Peluffo
  • Il Comune di Noli e il Sindaco Giuseppe Niccoli
  • Salina ed il suo equipaggio
  • E la città di Noli

Come sappiamo, oggi, Capo Verde è una famosa meta turistica soprattutto per gli italiani, ma cosa si sa realmente di queste isole?

Capo Verde viene immaginato solo come un luogo di belle spiagge e di bella gente, un posto ideale per fare kitesurf or surf. Ma anche questi piccoli granelli di sabbia in mezzo all’Oceano Atlantico hanno una loro storia e una loro tradizione ed una loro cultura.

Prima dell’indipendenza,  il 5 luglio 1975, Capo Verde ebbe un movimento letterario, “CLARIDADE”,  di grande impatto culturale e sociale. Questo movimento è stato la chiave principale per rivendicare l’indipendenza culturale dell’arcipelago.  Claridade rappresenta il canto di libertà, attraverso il quale il popolo capoverdiano inizia a prendere coscienza della propria realtà e si affronta per la prima volta il tema del “ Capoverdianismo”, cioè, essere capoverdiano cosa vuole dire?

Proclamata  l’indipendenza nel 1975 insieme alla Guinea Bissau, grazie al leader politico Amilcar Cabral, Capo Verde era uno dei paesi più poveri nel mondo con un reddito pro capite di 270 dollari, nonostante  la mancanza di risorsi naturali il paese registra una rapida crescita soprattutto nel settore dell’istruzione e della sanità ( attualmente il reddito pro capite è di 3600 dollari).  Grazie anche agli aiuti internazionali, oggi, è uno dei paesi  con i migliori indicatori sociali in Africa.

Nel 1991 viene istituito a Capo Verde una democrazia parlamentare con 3 partiti nel parlamento e un presidente che occupava la funzione di arbitro.  E’ una Repubblica Sovrana, Unitaria e Democratica.

E’ uno dei pochi paesi africani di essere riuscito a raggiungere gli obiettivi di sviluppo del Millennio e così nel 2008 esce dal gruppo dei paesi meno sviluppati.

L’arcipelago fa parte delle seguenti organizzazioni internazionali:

  • ONU (organizzazione delle nazioni unite)
  • OMC ( organizzazione mondiale del commercio)
  • UA (Unione Africana)
  • CEDEAO ( Comunità economica degli stati di Africa Ocidentale)
  • CPLP ( comunità dei paesi di lingua portoghese).

Nel 2007 è stato firmato un accordo speciale con l’Unione Europea nell’ambito dell’Accordo di Cotonu, cioè un accordo commerciale.

Capo Verde, secondo la fondazione Mo Ibrahim, è il secondo paese in Africa con il migliore progresso nella governance  e nello sviluppo economico sociale.

E’ una società meticcia,  strettamente legata alla formazione e all’emigrazione che iniziò con la caccia delle  balene nel 1790 verso l’America. Le rimesse inviate dagli emigrati contribuiscono per lo sviluppo economico delle isole.

La popolazione capoverdiana secondo i dati dell’Istituto Nazionale delle Statistiche nel 2010 era di 491.875 abitanti. Il 69% della popolazione corrisponde ai giovani. Nella società e nella cultura la donna capoverdiana ha sempre avuto un ruolo fondamentale, ma anche nella politica ( il 21 % in parlamento, con posizioni ministeriali il 47 %).

Educazione: la formazione dei giovani e non solo è uno degli obiettivi principali del Governo di Capo Verde. Prima dell’indipendenza esistevano solo due licei ( uno a Praia e l’altro a Mindelo), ora il paese può contare non solo di licei nelle varie isole ma anche università e istituti.

Alfabetizzazione maschile 79% e femminile 89%.

Ad esempio:

  • Istituto universitario di Educazione
  • Università Jean Piaget
  • Università Lusofona e Umanistiche e Tecnologie
  • Università di Capo Verde, che ha 5 dipartimenti: scienze sociali e umane; ingegneria e scienze del Mare ecce cc
  • Università Intercontinentale

E tanti altri istituti nel campo alberghiero turistico, scienze giuridiche e arte.

Riguardo alla sanità è sempre stata una delle principali preoccupazioni del governo, l’aspettativa di vita è di 75 anni. Oggi Capo Verde ha:

  • 2 ospedali centrali ( Santiago e Sao Vicente)
  • 4 ospedali regionali ( Sal, Santiago, Fogo e Santo Antao)
  • 30 centri di salute
  • 5 centri di salute riproduttiva
  • 1 centro di recupero
  • 1 centro di salute mentale
  • 34 posti sanitari
  • 113 unità sanitarie di base

Capo Verde ha una forte tradizione gastronomica e culturale. Ogni anno vengono organizzati tre festival importanti:

  • Festival Internazionale del Jazz a Santiago
  • Festival Internazionale del Teatro, Mindelact, a Sao Vicente
  • Festival Internazionale del Cinema a Sal

Capo verde oggi è conosciuto nel mondo dello sport ( CAN) e della musica ( Cesaria Evora, Mayra Andrade, Lura, Tito Paris e non solo).

Prima di finire vorrei concludere con una poesia:

SODAD

Aspetto sempre le buone nuove

Aspetto sempre seduta in questo molo,

il vento che mi porta speranze nuove.

Sono prigioniera delle stagioni,

La mia anima è vagabonda della notte

La libertà è la speranza,

E la pioggia non è in abbondanza

da queste parti.

Sodad di un tempo lontano

Sodad di un cretcheu

Sodad di una promessa

Oh nha pove, il mio cuore piange

di un dolore soffocato

Che peccati ha quella terra?

E’ stato dimenticato negli abissi

di quell’oceano “malcriado”?

Sono prigioniera degli abissi

Sodad di un luogo perduto

Sodad di un cretcheu

sodad di una promessa

Sodad d nha terra.

GRAZIE PER L’ATTENZIONE E PER IL VOSTRO TEMPO. GRAZIE NOLI!!!

Gara del Pesto 

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(Guardare Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCNsLtTLRe8YX07t_E0vsX3w

Calcio femminile 

(Capo Verde vs Brasile) 

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Incontro con la comunità capoverdiana di Firenze

Tre incontri ( 2 a Firenze e 1 a Genova) di condivisione delle varie attività svolte, scambio di opinioni, cibo e musica caratterizzano un grande momento di unione rafforzando il contatto con la comunità di Firenze.

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(Guardare Youtube : https://www.youtube.com/channel/UCNsLtTLRe8YX07t_E0vsX3w)

Seminario preparatorio per la presentazione di progetti nel programma Erasmus +: Gioventù in Azione

( dal 11 al 12 giugno 2014)

Ho partecipato al seminario formativo come rappresentante dell’associazione Italo-Capoverdiana. Le tre azioni chiave sono: KA1, mobilità degli individui; KA2 cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buona Prassi; KA3 Politica per riformare. Si sono svolti diversi Workshops e i vari partecipanti sono stati divisi in gruppi di lavoro per Key Action, ho partecipato al gruppo di lavoro KA2 che aveva come tema L’industria Creativa.

Laboratorio di teatro Migrantes IV
Genova, Pavia e Milano
( sei mesi di laboratori e due spettacoli)

Argentina mi amor
Born in the USA
Una notte a Venezia
Destinazione Capo Verde 

Una quadrilogia che tratta il tema dell’immigrazione; una serie di viaggi che partono dall’Italia verso l’Argentina, attraversando gli Stati Uniti, Venezia con destinazione finale Capo Verde. Alla fine di una serie di laboratori tenutisi tra Genova e Pavia l’attività si è conclusa con la presentazione di due spettacoli tenuti il 4 maggio presso il teatro Fraschini di Pavia e un altro il 2 giugno presso il parco Ex Trotter di Milano. I laboratori sono stati condotti dal Drammaturgo e regista Francesco di Maggio.

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(Guardare Youtube : https://www.youtube.com/channel/UCNsLtTLRe8YX07t_E0vsX3w)

Giornata di educazione alla prevenzione delle malattie vascolari

Galata Museo del Mare

Incontro con il Primo ministro della Repubblica di Capo Verde, José Maria Neves

3 aprile 2014

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Su invio ufficiale da parte S.E Ambasciatore della Repubblica di Capo Verde a Roma, l’associazione Italo-Capoverdiana rappresentato da Sandra Andrade,  ha partecipato all’iniziativa con entusiasmo.
L’incontro era rivolto alla comunità capoverdiana in Italia, dove S.E il primo ministro Josè Maria Neves si era messo a disposizione per ascoltare le varie problematiche che la comunità capoverdiana affronta e presentare gli accordi che nelle giornate precedenti S.E e la sua delegazione di ministri avevano concluso con gli INPS di Capo Verde e di Italia, lo Stato del Vaticano e la FAO.

Una Biblioteca per Capo Verde
12 dicembre 2014

(Vedere http://associazioneitalocapoverdiana.blogspot.it/p/eventi.html)

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Discorso:

“ Il mondo è un libro, e chi non viaggia legge solo una pagina.”

E con questa celebre frase del filosofo, vescovo nonché teologo Sant’Agostino, che vi do il benvenuto alla cerimonia, di donazione della collezione dei libri appartenuta a Tito Caterino da parte del figlio Luigi e della Famiglia.
Bem-vindo Sua Excelencia Embaixador da Republica de Cabo verde, Manuel Amante da Rosa.
A nome dell’Associazione Saluto e ringrazio di essere presenti qui stasera il Presidente del Consiglio Comunale Avv. Giorgio Guerello,la Dott.ssa Paola Profumo presidente Mu.Ma, il Dott.Aldo Caterino Editore e storico della navigazione, il Prof Francesco di Maggio drammaturgo e Vice-direttore del centro italiano per lo studio delle culture africane e mediterranee di Pavia.
Per ultimo e non ultimo ringraziamo di cuore il Sig. Luigi Caterino che ha avuto questa iniziativa e ha deciso di donare proprio alla nostra Associazione la sua preziosa collezione di libri ereditata dal padre.
Prima di concludere vi leggerò la lettera inviata dal Ministero delle Comunità di Capo Verde ministro Maria Fernanda Tavares Fernandes.

Ringrazio tutti buona continuazione.

Lascio la parola a S.E l’ambasciatore.

(Guardare Youtube : https://www.youtube.com/channel/UCNsLtTLRe8YX07t_E0vsX3w)

Migrazioni e Cambiamento Sociale

 Scienze della Formazione

20 novembre 2014
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In occasione della giornata della coscienza nera e in previsione della giornata mondiale dei diritti umani le associazioni gestite da cittadini di origine straniera hanno presentato i loro lavori svolti agli studenti. Lo scopo era quello di far conoscere agli studenti uno dei tratti che caratterizzano la città e quindi l’impegno sociale tramite realtà associative da parte di nuovi cittadini. L’Associazione Italo-Capoverdiana è stata rappresenta dal suo membro, Sandra Andrade, per raccontare la propria esperienza e presentare i lavori svolti dell’associazione nella società genovese. Dunque un laboratorio di diritti umani, migrazioni e sviluppo in collaborazione con il corso di geografia sociale applicata.

 

Sarau in onore di S.Giovanni Battista patrono di Genova Promosso da:

(Associazione Luanda)

Un evento ricco di contenuti culturali, musica, balli tradizionali brasiliani e genovesi, letture e tanta condivisione, piatti tipici delle terre di origine delle associazioni partecipanti, un insieme di colori, sapori e profumi che hanno fatto dell’evento un grande ponte tra le tante culture che convivono e che ormai caratterizzano la città capitale della cultura nel 2004.
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Manifestazione “Violenza contro le donne”

(E’ stato letto in questa giornata un mio test/articolo: “Nel mondo di oggi… le donne sono viste…”).

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Schegge di Culture

23 maggio 2013

(Vedere http://associazioneitalocapoverdiana.blogspot.it/p/eventi.html)

Il primo convegno organizzato dell’Associazione Italo-Capoverdiana

(Vedere http://associazioneitalocapoverdiana.blogspot.it/p/eventi.html)
Convegno MORABEZA
Mercoledì 15 maggio 2013

Buonasera, mi chiamo Sandra Andrade e sono membro dell’Associazione Italo-Capoverdiana.

Vi do il benvenuto il benvenuto al convegno “Morabeza”.

Prima di parlarvi dell’Associazione e del Convegno, dò la parola al presidente del consiglio comunale di Genova Avvocato Giorgio Guerello che ci porterà i saluti delle istituzioni.

Perché abbiamo scelto come titolo del nostro convegno, Morabeza? Morabeza è una parola creola introducibile che significa pressapoco amorevolezza, cortesia… ma come dice il professore Roberto Francavilla e sono d’accordo con lui, non si può descrivere un popolo da un semplice aggettivo, infatti “ LA FORZA DI CAPO VERDE, LA SUA ORIGINALITA’ (E LA SUA BELLEZZA CULTURALE) RISIEDE PROPRIO IN QUESTO ESSERE “SOLO” CAPO VERDE, ISOLE ATLANTICHE LONTANE E ALLO STESSO TEMPO VICINO ALL’EUROPA E ALL’AFRICA.

L’ Associazione Italo-Capoverdiana nasce nel 2002 grazie ad un gruppo di italiani e capoverdiani per iniziativa del presidente Crisanto Borja con lo scopo di promuovere la cultura e le tradizioni di Capo Verde a Genova.

Nel 2012 sempre per iniziativa di Crisanto Borja, Ilaria ed io insieme ad altri giovani abbiamo deciso di ridare un volto nuovo all’Associazione, e questo convegno oggi è stato organizzato per lanciare l’Associazione in modo da realizzare progetti tanto a Genova come a Capo Verde.

Lascio la parola a Ilaria Filippo che vi illustrerà meglio un progetto che ci teniamo molto a cuore. Grazie.

Le Casette per l’Equatoria Onlus

Tradizionale Festa Multietnica

“Serata Insieme”

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Il giorno 15 dicembre 2012, l’Associazione Italo-Capoverdiana con i membri Ilaria Filippo e Sandra Andrade, ha partecipato a questo incontro organizzato dall’Associazione Mabota a.s.a che opera a Genova dal 2005. Ha come obiettivi la realizzazione di progetti di cooperazione per lo sviluppo dell’Africa e per favorire l’integrazione degli immigrati in Italia. Tra le altre attività è in corso la formazione di una squadra di calcio multietnica.
Durante questo incontro l’Associazione Italo-Capoverdiana ha presentato il blog attraverso la proiezione di slide, ricevendo grande entusiasmo da parte del pubblico.
La serata era divisa in due parti:
  • inizialmente una conferenza in cui sono intervenuti: Jean Claude Lemba Mayizola presidente dell’Associazione Mabota a.s.a; Dott. Angelo Cifatte- Uff. Cooperazione Internazionale- Portavoce della Pace Ligure; Dott.ssa Camilla Spadavecchia- Responsabile Un Women Delegazione Ligure; Associazione Luanda e Associazione Italo-Capoverdiana; Moderatrice Laura Pesce.
  • nella seconda parte della serata è stata organizzata una tombolata a premi a cui hanno partecipato anche i bambini. Non mancava il cibo e la buona musica a cura di Dj Ludo.
Per l’Associazione Italo-Capoverdiana è stata una bellissima esperienza per farsi conoscere e per condividere le proprie idee insieme alle persone coinvolte in questa serata… tutto in perfetta armonia. La serata si è conclusa al ritmo di musiche e danze africane, dove tutti ballavano. 

Zonta Club of Genova Uno

Member of Zonta International

“Giovani donne PER il mondo, testimonianze e progetti”

Il 16 maggio 2012 presso l’Hotel NH Plaza a Genova, il membro dell’ Associazione Italo-Capoverdiana, Sandra Andrade ha partecipato all’ incontro/dibattito organizzato dalle donne dello Zonta Club di Genova.
Il convegno era dedicato alle giovani donne PER il mondo che raccontavano le loro testimonianze e i loro progetti.
L’ espressione “ per il mondo” non significa solamente moto per luogo ma ha il significato di complemento di fine ovvero progetti a favore del mondo.
Infatti molti giovani trovandosi a studiare e lavorare in altri paesi d’ Europa e del mondo son riusciti ad accomunare ai loro impieghi e professioni anche attività sociali ed umanitarie.
Discorso di Sandra Andrade:

Voler partire ma dover rimanere, Voler rimanere ma dover partire

Questo è un verso di un famoso poeta capoverdiano Jorge Barbosa che ben rappresenta lo stato d’animo di chi espatria e quindi anche il mio.

Mi chiamo Sandra Andrade e ho 27 anni, sono nata a Capo Verde sull’isola di Sal e vivo a Genova da quasi 10 anni.

Si sa poco del mio paese, che è un arcipelago dell’ oceano Atlantico composto da dieci isole e si trova in Africa di fronte al Senegal.

Nel 1460 le isole di Capo Verde sono state scoperte:da  Antonio de Noli di origine genovese; dai portoghesi Diogo Gomes e Diogo Afonso; dal veneziano Alvise Cadamosto, sotto la direzione di Dom Henrique, il navigatore.

Dopo la scoperta e l’insediamento nel 1462, Capoverde è diventato un punto strategico per la potenza portoghese e europea nella tratta degli schiavi.

Le navi partivano dal Portogallo con merci (tabacco, liquori, stoffe, armi da fuoco, vino, ecc.) che servivano come merce di scambio per l’acquisto degli schiavi da portare come manodopera nelle colonie americane, dando origine al “commercio triangolare”.

Capo Verde ha conquistato l’indipendenza insieme alla Guinea-Bissau dal Portogallo nel 1975, grazie al leader politico Amilcar Cabral.

La mia esperienza in Italia ha avuto i suoi lati positivi e negativi.

Appena arrivata in Italia ho vissuto per un periodo a Roma dove, contrariamente a quanto si può pensare, ho incontrato diverse difficoltà.

A Genova, invece, mi sono trovata subito a mio agio, forse perchè é una città più piccola o forse perché Genova mi ricorda Capo Verde nel suo contesto: il mare, il vento, i vicoli, l’arte vista attraverso i palazzi, monumenti che una città di mare può offrire agli occhi di un visitatore incuriosito.

Essendo un città piccola si riesce  a girarla più facilmente e si hanno più possibilità di fare conoscenza e  di integrarsi.

La difficoltà maggiore che ho trovato in Italia è stata l’individualismo.

A Capo Verde non si è  mai soli, si lavora in gruppo, si uniscono le forze e si condividono problemi e successi.

Qui invece ho trovato una realtà diversa; si lavora da soli e la fiducia nel prossimo è molto scarsa.

Ho sofferto molto questo senso di isolamento, ma non mi sono mai arresa e ho lottato per superarlo e abbattere le barriere culturali ed etniche che mi separavano dai tanti amici che ora ho sia italiani che di altre nazionalità.

Prima di iscrivermi all’università ho lavorato in diverse realtà e ho viaggiato e visitato l’Italia sia per lavoro che per turismo, il contatto diretto e costante mi ha aiutato a capire il mio nuovo paese di adozione e a farmi conoscere e capire meglio.

Anche l’università è stata molto importante anche perché i genovesi sono discreti e riservati come noi capoverdiani ed esattamente come noi non si aprono facilmente ma quando lo fanno è per sempre.

La nostra comunità è abbastanza piccola rispetto alle altre, soprattutto quelle dei paesi latino-americani, intorno alle 300 persone.

E’ una comunità poco conosciuta, silenziosa e pacifica.

Come dicevo, si sa poco di Capo Verde: della sua storia, della sua cultura, della sua musica.

Tutti pensano soltanto ad un paese con delle belle spiagge, persone simpatiche e accoglienti. Però non c’ è soltanto questo, c’è molto di più…. Capo Verde è un paese nuovo, che è evoluto e cresciuto nel tempo con le sue proprie forze.

Un anno fa sono stata invitata a partecipare ad un congresso a Capo Verde sull’ identità Capoverdiana. In questo congresso ho capito che vivendo in Italia avevo perso parte della mia identità.

Il mi desiderio di integrazione mi aveva fatto trascurare le mie origini e dimenticare la storia del mio paese natale.

E’ stato traumatico, ma  anche utile, In quel momento ho deciso di colmare le mie lacune, leggendo e frequentando associazioni e circoli culturali.

Attualmente sono membro attivo dell’associazione italo-capoverdiana; che si occupa di promuovere la nostra cultura e conoscere quella genovese in un continuo interscambio di idee e attività grazie soprattutto al dinamismo del nostro Presidente Crisanto Borja.

Da sempre lavoriamo in sinergia con altre associazioni che rappresentano le varie comunità straniere a Genova, per la realizzazione di  eventi e manifestazioni.

E, a questo proposito Vi invito a visitare il nostro blog e a lasciare la vostra mail per comunicarvi il nostro prossimo evento.

Con l’occasione desidero ringraziare lo Zonta nelle persone delle Presidente Anna Balbi e la Signora Patrizia Riservato per avermi dato fiducia e concesso l’opportunità di raccontare la mia esperienza. Desidero anche ringraziare la Signora Laura Pesce che mi ha introdotto in questo ambiente così ricco di iniziative culturali interessanti e stimolanti.

III GIORNATA DELLA COSCIENZA NERA

(ASSOCIAZIONE LUANDA)

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 L’ Associazione Luanda  ha organizzato il convegno “ III Giornata della Coscienza Nera” il 20 novembre 2011 presso lo Starhotel  President a Genova, con l’ obiettivo di far incontrare diverse associazioni.Hanno partecipato i correlatori delle varie associazioni raccontando e illustrando con delle slide la storia di ogni Paese africano e americano interessati nella tratta degli schiavi, ed è stato trattato l’argomento dell’importanza che l’ Africa ha avuto nella diffusione di nuove culture e nuove razze nell’America Latina.

L’ Associazione Italo-capoverdiana, come citato sopra, ha affrontato il tema della nascita dell’identità capoverdiana dai tempi della scoperta delle isole fino ad oggi, il ruolo che ha avuto nella tratta degli schiavi, le coltivazioni sperimentali, la lingua creola.

Discorso: 

“Frammenti di quale continente, / di quale cataclisma,/ di quali misteri ? …isole perdute / in mezzo al mare, / dimenticate / in un angolo del mondo / – che le onde cullano ,- maltrattano ,-abbracciano …”  Jorge Barbosa ( Poeta capoverdiano)

Buongiorno a tutti,

Oggi sono qui per presentarvi la nascita dell’identità capoverdiana attraverso il contesto storico di riferimento, il vero e proprio insediamento della cultura creola, l’economia della Repubblica (tra coltivazioni sperimentali e la tratta degli schiavi) dalla scoperta delle isole alla formazione di una società consolidata e schiavista.

Partiamo dal contesto storico:

Nel 1460 le isole di Capo Verde sono state scoperte dai presunti navigatori ( perché non ci sono documenti che attestano o che contraddicono chi è sbarcato prima o  dopo anche se ci sono loro tracce nelle diverse isole ) tali sono : Antonio de Noli di origine genovese; i portoghesi Diogo Gomes e Diogo Afonso; il veneziano Alvise Cadamosto, sotto la direzione Dom Henrique il navigatore.

Le grandi spedizioni partivano da Terreiro do paço in Lisbona. Ci sono documenti che attestano che al loro arrivo, le isole erano disabitate, deserte senza alcuna presenza umana, anche se alcune tesi, tra cui quella dello storico Joaquim Feijo’,  sostengono che prima dei portoghesi erano già stati in quelle isole i jalofos (wolof).

L’insediamento della popolazione è iniziato a partire dal 1462 nell’isola di Santiago che presentava un paesaggio meno arido delle altre isole, bagnato dal fiume Ribeira Grande, dal quale prese il nome la prima città che oggi si chiama Cidade Velha (Città Vecchia), città che fu sotto il comando di Antonio de Noli , il quale si stabilì nell’isola con la sua famiglia dando inizio ad un vero e proprio insediamento dell’ isola nel 1466.

Le risorse naturali  scarse, le condizioni atmosferiche non favorevoli e la lontananza dal regno del portogallo hanno causato tale ritardo dell’ insediamento.

In quell’ anno il re portoghese Afonso V, per incentivare il popolamento delle isole, scrive la lettera regia offrendo dei privilegi di tipo fiscale e commerciale nel traffico degli schiavi, a chi andasse a vivere là; con l’ unica restrizione di commerciare nel tratto di Arguim (costa della Mauritania) , invece era concessa la licenza per il traffico degli schiavi in Guinea.

Già prima della scoperta di Capo verde il Portogallo aveva rapporti commerciali con la Guinea, quindi Capo verde diventa un punto strategico.

Alla fine del XV secolo l’ isola aveva 2 insediamenti che erano Ribeira Grande (sotto dominio di Antonio de Noli) e Alcatraz (sotto dominio Diogo Gomes),in questa epoca inizia anche l’ insediamento nell’ isola di Fogo.

Nel 1472 dopo questa espansione, il re decide di revocare la lettera regia del 1466, imponendo sanzioni che potevano essere commerciati schiavi in cambio dei soli prodotti tipici dell’ isola di Santiago.

Per far fronte a questa decisione, la popolazione era, quindi, obbligata a coltivare sul quel territorio creando un conflitto di interessi tra la corona e gli abitanti dell’ isola.

Nel regno di Dom Manuel successivo a quello di Dom Afonso è stata istituita una legge nel 1514 che prevedeva la pena di morte a chi andasse a commerciare, trattare o riscuotere illegalmente dalla costa della Guinea.

L’importanza di questa città si vede nel 1512 dagli scambi di lettere tra il Portogallo e l’isola, che dimostrano il continuo sviluppo di essa (grande scalo per navi velieri reali portoghesi, le navi di Sao Tome e Principe dirette in Brasile e tutta la Guinea.)

Nel corso del XVI secolo quasi tutte le flotte di commercio atlantico passavano per Ribeira Grande e non a caso la corona decise di dotarla di infrastrutture essenziali per fiscalizzare tutte le transazioni, che si intensificarono soprattutto con la scoperta dell’America.

Le navi partivano dal Portogallo con merci (tabacco, liquori, stoffe, armi da fuoco, vino,)che servivano come merce di scambio per l’acquisto degli schiavi da portare come manodopera nelle colonie americane, dando origine al “commercio triangolare”.

L’immagine della berlina ( Pelourinho) è uno dei simboli della schiavitù dove venivano flagellati gli schiavi, struttura ancora presente nella Città Vecchia (Cidade Velha).

Ribeira Grande è stata la prima capitale di Capo Verde e la sede del vescovado della costa occidentale africana nel 1533.

L’insediamento nelle altre isole avviene dopo il 500.

L’IDENTITÀ CAPOVERDIANA:

Per la formazione della società capoverdiana contribuirono due elementi essenziali provenienti da due aree geografiche: quello del continente europeo e quello del continente africano.

Gli europei erano: portoghesi, castigliani, genovesi e cristiani-ebrei provenienti del regno portoghese;  quanto alle origini africane non si hanno molte notizie, poiché lo schiavo era considerato una merce come tante altre, valutato in base alla struttura fisica e non in base alla provenienza. Contava poco per la corona se erano jalofos, balanta, mandinga, fula, manjaco o di qualsiasi altra etnia.

Nella società dell’epoca si contavano tre grandi gruppi: il primo i bianchi, il secondo gli africani liberi e “forros” ossia coloro che nascono da genitori già liberi, il terzo gli schiavi.

Bisogna sottolineare che molti schiavi riuscivano a fuggire nell’entroterra dell’isola, stabilendosi lì e formando un vero e proprio gruppo autonomo che nel tempo vennero chiamati “rebelados” (rivoltosi), ancora oggi vivono lontani dalla città e dalla società.

Dalla continua fusione etno – culturale nasce quella che è oggi la cultura capoverdiana; il meticcio nato da questo incrocio è il primo a confrontarsi con le differenze culturali dei suoi genitori,

nasce da una cultura ibrida senza un’identità ben definita che in un primo momento sarà divisa tra quella del padre (l’uomo europeo) e quella della madre (donna africana).

Il capoverdiano è chiamato “Creolo” termine diffuso nel XVI secolo da portoghesi e francesi per identificare i nati nelle colonie, probabilmente è una parola di derivazione latina che significa nuovo, nuova creazione.

Quindi nasce dalla fusione di 2 culture completamente diverse : da un lato quella prepotente e con manie di espansione, di conquistare il mondo e dall’altra quella pacifica, chiusa nelle sue tradizioni e cultura.

Per questo l’uomo capoverdiano si sente disorientato, perso, senza un’identità bene delineata ma allo stesso tempo questa fusione lo rende forte a tal punto di credere di essere diverso dagli africani continentali rifiutando le origini portoghesi sentendosi una cultura nuova, creola.

Non riguarda il colore della pelle questo fatto di sentirsi diverso ma riguarda la coscienza interiore di ognuno nel senso di avere qualcosa in più degli altri come 2 tipi di sangue diversi che scorrono nelle stesse vene, sentendo un essere libero di ogni condizionamento.

L’identità capoverdiana oggi è molto discussa dagli studiosi e dalla società stessa; ognuno da la sua definizione in base a un punto di vista non oggettivo ma soggettivo.

L’ECONOMIA DELL’ISOLA:

Dopo l’ insediamento, la società e l’economia inizia a svilupparsi nel corso degli anni.

Per i residenti dell’isola di Santiago, la principale attività economica era la tratta degli schiavi.

La domanda di africani aveva effetti anche sul mondo animale infatti l’economia oltre a essere basata su un’ agricoltura di sussistenza, era basata soprattutto sull’allevamento dei cavalli e bestiame che servivano come scambio nei mercati africani, europei, americani.

Prima del 1505 i cavalli erano scambiati con gli schiavi secondo il rapporto 1 cavallo per 10 neri o 1 cavallo in cambio di 14 neri , dopo il 1505 il rapporto cambia per 1 cavallo in cambio di 6 schiavi neri.

I principali prodotti che venivano coltivati erano: il sale (estratto dalle isole Sal e Maio), infatti Cadamosto e Gomes parlano dell’esistenza di “sale bianco e puro”, ambra , per la produzione di profumi, prodotto di notevole importanza commerciale nel XVI secolo; la canna da zucchero, cocco che veniva esportato in Brasile, e importato dallo stesso il mais smerciato poi in Europa e in Africa.

Esistono delle piante a Capo Verde come l’aloe (Babosa), la dracena o sangue del drago (una pianta da cui si estrae una resina che nei tempi antichi veniva usata in medicina, per laccare il legno, incenso ed anche come tinta), urzela (una pianta da cui veniva estratta il colore porpora per tingere i tessuti), jatropha (purgueira) , etc.

Trapiche (Mulino)-Lavorazione della Canna da zucchero, ha tante finalità come dolcificante, succo, etc…..ma a Capo Verde veniva lavorato per produre un liquore che viene chiamato  “Aguardente o Grogue”, un prodotto tipico delle isole, specialmente coltivate nelle isole di Santo Antao e Santiago ancora nei nostri tempi.

Oggi Capo Verde basa la sua economia sul turismo proveniente da tutto il mondo , rimane un punto strategico per le varie rotte non solo navali ma anche aree.

Ha acquisito l’indipendenza dal Portogallo nel 1975 grazie al leader politico Amilcar Cabral.

L’arrivo del turismo portò tante modifiche nell’ambito culturale presentando una società sempre più globalizzata come il resto del mondo. Oggi abbiamo una forte presenza degli italiani, portoghesi, spagnoli che vanno ad investire, fra l’altro da notare che questi investitori sono gli stessi che arrivarono per primi nelle isole;  e questo ha provocato un incremento nell’economia attraendo popoli africani (dal Senegal, Nigeria, Guinea-Bissau, etc). Ma distruggendo allo stesso tempo la flora, la fauna, i posti e spiagge selvagge portando un aumento della criminalità e prostituzione minorile.

Credo fortemente che c’è un bisogno di un risveglio culturale, letterario non solo a Capo Verde ma in tutta l’Africa. Oggi più che mai abbiamo bisogno di scrivere la nostra storia, raccontarla e lasciarla alla futura generazione. Bisogna ricordare il passato ma non perdere in essa in modo tale di farci sentire prigionieri ,ma liberi di ogni condizionamento e pregiudizio.

Dobbiamo renderci conto che in Africa ancora il colonialismo non è finito, esiste sotto una forma sottile, ossia, che quelli che investano lì non cercano i nostri interessi o benessere della popolazione ma il loro. C’è bisogno di un’ unificazione non una separazione che spesso accade per ragioni varie in Africa.

Un tempo fummo schiavi ma ora rischiamo di diventarci di nuovo, gli schiavi della globalizazzione.

La FMI, la Banca Mondiale e le multi-nazionali sono sempre più presenti in Africa, offrendoci soluzioni nuove per i nostri problemi, ma ogni giorno che passiamo il nostro debito non fa che aumentare e questo non ci sta rendendo liberi. Questa non è l’Africa che i nostri avi, quelli che sono stati portati via dalle loro terre avrebbero voluto . I nostri bambini sono il nostro futuro, bisogna insegnarli che l’intelligenza, sensibiltà, umanità, rispetto non si ha attraverso le cose materiali che ci arrivano da terre straniere/lontane ma che tutto questo si conquista con il sapere, la conoscenza e la ricerca.

 

V CONGRESSO DOS QUADROS CABOVERDIANOS DA DIASPORA

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Ho partecipato al V Congresso Dos Quadros Cabo-Verdianos da Diaspora dal 18 al 21 aprile 2011, organizzato nella città di Mindelo nell’ isola di Sao Vicente.

Il tema principale dell’ incontro era “La cultura cabo-verdiana como factor de identidade nacional e de desenvolvimento de Cabo Verde”.

Il congresso si è svolto in quattro giornate e ha visto la partecipazione di congressisti, rappresentanti del mondo letterario, musicale, teatrale, ovviamente il Presidente del congresso Wladimir Brito, le associazioni della diaspora, il Sindaco di Sao Vicente, l’ormai ex Presidente della Repubblica, gli ambasciatori, il direttore esecutivo dell’ UNITAR di Ginevra (United Institution for Training and Resarch), il Primo Ministro, i ministri delle varie comunità e altre entità pubbliche, la RAI, la RTP televisione e radio.

I Paesi rappresentati erano Portogallo, Italia, Francia, Olanda, Stati Uniti.

La delegazione italiana era guidata da Maria Ramos Silva ed erano presenti associazioni di Roma, Friuli, Napoli, Genova.

Questa delegazione era la più dinamica, piena di iniziative e di interventi precisi sugli argomenti discussi.

Infatti è stata lanciata la proposta di organizzare il prossimo congresso in Italia.

Durante queste giornate si svolgevano dei workshop che affrontavano temi diversi di interesse pubblico:

musica, come veicolo della diffusione della cultura di Capo Verde e della diaspora

lingua e letteratura

espressione artistica: teatro, cinema, danza, pittura e artigianato

educazione, investigazione, innovazione.

Ad ogni workshop erano presenti coordinatori specializzati in quel settore.

Ad esempio nel workshop di lingua e letteratura vi erano due scrittori capoverdiani di grande rilievo: Germano Almeida, Cursino Fortes.

Ogni partecipante o congressista poteva scegliere quale workshop seguire e una volta scelto vi era la possibilità di intervenire, dialogare e discutere sui vari temi proposti.

I convegni si svolgevano alla mattina dalle 9.30, seguiva una pausa pranzo per poi proseguire nel pomeriggio.

Al mattino si riunivano i presidenti delle associazioni per discutere sulle varie problematiche ed incontrare i giovani affrontando il tema dell’ identità. Molte critiche e polemiche sono nate dal fatto che il Creolo dovesse diventare la lingua ufficiale del Paese. Questa questione viene tuttora affrontata e non si è ancora trovata una soluzione anche perché non esiste una vera e propria grammatica e poi perché il Creolo è diverso da isola a isola.

Il pomeriggio era più operativo: o si seguivano i workshop o avvenivano incontri con gli esponenti politici.

Le giornate “lavorative” si concludevano con cene tutti insieme, spettacoli teatrali, presentazione di libri e cd, serate musicali, cocktail offerto dal Sindaco di Sao Vicente con le massime autorità e per concludere

l’ ultima serata è stata organizzata una festa di gala il cui ospite d’ onore era il cantante Tito Paris che ha deliziato le orecchie di tutti con le canzoni tradizionali di Capo Verde.

E’ stata un’ esperienza utile e che in qualche modo ha cambiato la loro vita e il loro modo di vedere e interpretare la cultura capoverdiana ed è stato uno stimolo per creare nuove iniziative in ambito sociale anche nella realtà genovese.

Quindi imparando ad amare, esprimere ed apprezzare le loro radici e a rispettare il paese che li ospita.

Il fatto di aver avuto un contatto diretto con gli esponenti politici, molto disponibili anche ad ascoltare le opinioni dei più giovani, e ascoltare gli scrittori/artisti, è stato un modo per vivere la storia e la cultura capoverdiana.

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