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Frammenti di una Capoverdiana

Viaggi e Racconti

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Storia

Isola di Brava (l’isola dei fiori)

Parte 3

Aspetti tradizionali

La tradizione orale è stata sempre quella più usata a Capo Verde per diffondere il patrimonio letterario, storico, pensieri e insegnamenti.  Uno degli aspetti più importanti del folclore bravense sono le storie tradizionali di Nho Lobo e Chibinho (da piccola, mia nonna mi raccontava sempre le loro storie).  Chibinho con la sua maestria e saggezza vinceva sempre contro il goloso e bugiardo Nho lobo.

Il matrimonio: una volta il matrimonio a Brava era un avvenimento molto importante e rispettava tutti gli aspetti tradizionali. Tutto cominciava con la richiesta di fidanzamento, l’interessato ad esempio mandava dei fiori o una collana di conchiglie alla ragazza. Se accettava il regalo, era un sì, sennò era un no. Spesso si usava anche di tirare un sassolino alla ragazza per strada se lei, lo raccoglieva, era un segnale positivo. Quando il segnale era un fiore, lei sfilava per le strade con il fiore in mano annusandolo di tanto in tanto per fare capire al ragazzo che era interessata.

Dopo un periodo di fidanzamento nel rispetto della ragazza, tramite una persona di fiducia si andava a parlare con i genitori della ragazza. Generalmente i genitori accettavano la proposta di matrimonio dopo numerose domande e garanzie. E per celebrare l’evento, cioè, l’accettazione del matrimonio si beveva tutti insieme una bottiglia di aguardiente (Grogue) di Ferreiro. Dopo i numerosi preparativi, il matrimonio avveniva con i rituali tradizionali, il valzer, la mazurca con cui il violino e la chitarra a dieci corde rimasero gli strumenti musicali più usati nei matrimoni.

“ As Bombenas”: canzoni di lavoro tradizionali che erano cantate nella stagione di pioggia, nella speranza che piovesse tanto e in modo moderato per avere un buon raccolto. Le “Bombenas” sono un prodotto di creazione individuale e collettiva. C’era la figura delle “mondadeiras” che partecipavano con commentari ed esclamazioni e, del “bombador” che rispondeva alle “mondadeiras”.

Il famoso “Djedji Porteru”: con le poche risorse economiche, il capoverdiano ha dovuto da sempre appoggiarsi alla medicina tradizionale. L’uso delle piante curative, preghiere erano molto frequenti nei paesini o nei villaggi. Una delle figure più conosciute a Brava è Djedji Porteru, era un guaritore diventato famoso per il modo come curava le persone e per il suo spirito sempre felice.

La festa dei Re e l’Anno Nuovo

La festa dei Re e dell’Anno nuovo nell’isola di Brava fu celebrata diversamente dal resto delle isole. Una volta esistevano vari gruppi che si sfidavano tra di loro. Vinceva chi aveva presentato la miglior canzone.  Nelle feste suonavano il violino con accompagnamento acustico, i cavalieri e le dame usavano costumi tradizionali e ballavano al ritmo della canzone dei Re. Il gruppo “ Triunfador” conservò per lungo tempo una parte importante della tradizione dell’isola.

La commemorazione dei Re cominciava alle otto con la concentrazione dei membri di ogni gruppo per la sfilata.  Il corteo sfilava per tutta la città, finito il giro, si riunivano tutti in una sala per la cerimonia e per tutta la notte ballano sfidandosi avvicenda. All’alba uscivano tutti per le strade e bussando alle porte della casa cantando la canzone di “buone feste”.

La culla del protestantesimo

L’isola di Brava è la culla del protestantesimo in Capo verde. Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti molti bravense emigrarono per gli Stati Uniti con la caccia delle balene, ma la nostalgia della terra madre fece sì che molti tornassero all’isola.  Alcuni ritornarono anche nella vecchiaia con i soldi messi da parte per vivere gli ultimi giorni della vita.

Quando le navi ritornavano a Capo Verde, non portavano solo passeggeri ma anche buon legno “pitch-pine”, generi alimentari e mobili per le case.

Molti diventarono protestanti, il reverendo Francisco Xavier Ferreira scrisse un libro “ I primordi dell’Evangelico a Capo Verde” e così molti non portarono solo mobili, soldi, generi alimentari ma sì: L’Evangelo di Cristo. Così arrivò il Protestantesimo a Capo Verde e si diffuse per tutta l’isola grazie ai primi credenti più conosciuti arrivati dagli Stati Uniti: Joao Joaquin di Cova Rodela, Severino Lomba di Travessa e Manuel de Sousa Caneca di Monte.

Inizialmente i nuovi “simpatizzanti” offrirono le loro case per il culto e si vedevano di nascosto, dovuto alla presenza della Chiesa Cattolica, molti di loro non erano visti bene…erano considerati “figli del demonio”.  Alcuni di loro finirono anche in prigione, ad esempio, Severino Lomba, José Balla e Joao Rufino Lomba con l’accusa di “ abuso della manifestazione del pensiero”. Beneficiarono comunque dall’amnistia della Regina Vittoria d’Inghilterra del Bollettino 3 Gennaio del 1901.

Nel 1909 sotto il comando del Reverendo è costruita la prima Chiesa del Nazareno a Nova Sintra. Con la proclamazione della Repubblica portoghese il 5 ottobre del 1910, il protestantesimo inizia a diffondersi per tutte le isole di Capo Verde.

Sao Joao (San Giovanni Battista)

La festa di San Giovanni Battista si celebra ogni 24 giugno in tutte le isole di Capo Verde. Il patrono di Nova Sintra è proprio il santo, così ogni anno tutti gli abitanti dell’isola vanno in città per venerare il santo, pagare le promesse e festeggiare.

I veri preparativi iniziano quattro/tre giorni prima con le donne che preparano il mais che poi sarà usato per lo Xerém con il “Pilao o Pilon” (una specie di pestello). Sono cantate canzoni al ritmo del suono del “Pilon” e la gente si raduna intorno cantando e ballando. Una volta esistevano le cosiddette “colexas”, erano donne che usavano dei bastoncini per dare il comando alle altre donne che pestavano il mais nel “pilon”.


( donne usando il “pilon” per la preparazione dello Xerém. /Foto preso dal sito: pordentrodalinguaportuguesa.com)

Esiste la figura del “festeiro”, cioè il festaiolo, il responsabile per l’organizzazione e per le spese economiche della festa. Il “pilon” è usato o nel cortile della sua casa oppure in un luogo in anticipo scelto da lui. E’ anche il responsabile per la bandiera.

Le navi sono costruite su piccola scala, con una grande apertura al centro che consente a un uomo di entrarvi e tenere la nave con due mani usando cinghie poste strategicamente in modo che sia alto fino alla vita. Quest’uomo è considerato il navigatore e gestisce la nave in linea con i fischi e i tamburi, come se fosse in mare, sotto la guida del comandante o del capitano vestito come se fosse un ufficiale di marina. Lungo la passeggiata, gli uomini si alternano, perché la piccola nave non è leggera.

I tradizionali nastri

E’ il “festeiro” che incarica di addobbare il nastro di Cutelo Grande con pane, torte, cocco, frutta e bottiglie di bevande.

Sostanzialmente sono i presenti che la popolazione mette nel nastro. Quando arriva il momento della consegna del nastro, i tre guardiani tirano una corda che lo sostiene e quello che cade per terra è presa dalla gente.

La cerimonia inizia con il corteo per il centro della città con il “festeiro” cavalcando un cavallo con la bandiera, le navi con gli uomini dentro, uomini che suonano i tamburelli, donne e bambini che ballano e cantano. Il corteo prosegue fino alla chiesa del patrono per la messa.

Il luminare di San Giovanni Battista è un altro aspetto importante dell’isola. E’ fatta con legna e altri materiali combustibile e, secondo la tradizione ogni persona doveva “saltare” il luminare tre volte e poi fare un desiderio / una richiesta al santo.  Gli anziani predicevano le piogge con le ceneri del luminare, se erano umide, vuol dire che prossimo sarebbe un buon anno agricolo. Se invece le ceneri non erano umide, le prendevano e le buttavano nel vento e pregavano al santo. Le donne predicevano il futuro buttando un uovo dentro un bicchiere d’acqua, questo presentava forme diverse: barre, navi, chiese etc. Barre significava morte, navi segnale che la persona emigrava, e chiesa che, la persona si sposava.

La festa si finisce con il passaggio della bandiera. 

Secondo i dati statici dell’INE (Instituto Nacional de Estatisticas) di Capo Verde, oggi l’isola di Brava ha soltanto 5.579 abitanti, 50.9% donne e 49.1% uomini e la media della popolazione è di trentuno anni. Invece nel 1990 aveva 7000 abitanti.

Bibliografia:

Fragata, Revista de Bordo dos TACV- Cabo Verde Airlines- n° 9- setembro 1995

Ponto & Virgula, Rivista de Intercambio  Cultural n°9- Maio/Junho 1984

Migraçoes nas ilhas de Cabo Verde, Antonio Carreira

Instituto Nacional De Estatistica de Cabo verde (http://ine.cv/)

Isola di Brava (l’isola dei fiori)

Parte 2

Foto di Bravanews Network (www.brava.news/)

Da Marinai ad Agricoltori

I capoverdiani, bravense, emigrati nelle baleniere americane diventano agricoltori nelle piantagioni a Cap Cod e nelle varie piantagioni di cotone negli Stati Uniti. Con l’espansione dell’industria tessile nell’area di New Bedford, molti capoverdiani diventano anche impiegati nelle fabbriche, a causa del duro lavoro e delle condizioni di vita a bordo delle navi. Ci sono anche dei registri della fuga di capoverdiani dalle navi baleniere alle barche a vela della polizia costiera nei cabotaggi di Fall River nella caccia all’oro.

Con l’aumento dell’emigrazione capoverdiana verso gli Stati Uniti d’America, il governo di questo paese emana una legge nel 1917 proibendo l’entrata di analfabeti e persone di razza nera con più di sedici anni. Così i capoverdiani cercarono di entrare nel paese tramite matrimoni combinati ad esempio.

Uno dei grandi poeti capoverdiani è sicuramente Eugénio Tavares, nato il 18 ottobre del 1867 a Brava.

Eugénio Tavares

Tra il 1998 e il 2004 una serie di terremoti ha scosso l’isola Brava. L’ultimo sisma ha avuto una magnitudine di 4,3 sulla scala Richter.

Gli insediamenti principali sono:

  • Nova Sintra: la capitale dell’isola, una piccola città costruita su un altopiano con una struttura architettonica identica a quella della città portoghese Sintra. Intorno alle case ci sono tantissimi fiori ( ibisco, fiori cardinali etc.)
  • Cachaço
  • Campo Baixo
  • Cova Joana
  • Fajã de Agua: zona verde per eccellenza rimane vicino al campo di aviazione di Esparadinha, lungo il pendio, gli alberi si moltiplicano in un manto verde lussureggiante che rinfresca e accattiva gli occhi del visitatore, e più avanti si estende una baia che riceve le barche nei giorni di tempesta.  
  • Furna: un piccolo villaggio di pescatori e dove c’è il porto .
  • Lime Doce
  • Mato Grande
  • Nova Sintra do Monte
  • Santa Bárbara
  • Tantum
  • Fonte vinagre: questo luogo si chiama “ Fonte Vinagre” cioè  “Fontana/sorgente di Aceto”. Situata poco distante, da Nova Sintra c’è una sorgente che sgorga un’acqua così acida come l’aceto. Comunque si tratta di un’acqua minerale con effetti medicinali.
  • Fontainhas
  • Cova Rodela
  • Nossa Senhora do Monte: in questo paesino si trovano le donne tipiche di Brave, alte, robuste e forti, con lo scialle sulle spalle e trecce lunghe giù per la schiena.

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