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Conoscere…Italia: Forte dei Marmi e l'Outlet di Brugnato!

Una gita a Forte dei Marmi e all’Outlet di Brugnato

A volte basta poco per uscire dalla solita routine. Spesso ci lamentiamo della nostra vita quotidiana,  è tutto monotono, che non succede mai niente, del tempo poco tempo a nostra disposizione, si lavora tanto e siamo sempre a pagare le bollette e così via. Non cerchiamo di guardare se c’è una minima possibilità di fare un piccola gita.

Forte dei Marmi è una località marittima e di villeggiatura, infatti, mentre cammini per strada, è possibile scorgere tantissime villette, alberghi e appartamenti chiusi pronti a essere riempiti nei mesi primaverili e soprattutto estivi.

Partendo da Piazza della Vittoria, Genova, con un viaggio organizzato dall’agenzia di viaggi  “Praga Viaggi” alle ore 7.30 siamo arrivati a Forte dei Marmi alle ore 10. 15. Ci siamo fermati solo due volte: la prima volta per prendere delle persone a Genova Nervi poco prima d’imboccare l’autostrada e la seconda volta in un Autogrill. A parte le variazioni e restringimenti di careggiate in autostrada causa lavori di manutenzioni che ci hanno rallentato un po’, il viaggio è andato bene.  La nostra guida era una ragazza molto gentile e disponibile.

Arrivati a Forte dei Marmi siamo andati al mercato, “Boutique al cielo aperto”  del made in Italy come spesso viene chiamato.  Con oltre 200 bancarelle in piazza Marconi è possibile acquistare prodotti di ottima qualità e i prezzi sono accessibili per ogni portafoglio. Spesso ho sentito dire che il prodotto costava tanto e in verità tutti noi possiamo comprare qualcosa, quindi non fatevi spaventare e quando avete un’occasione, fate un giro… merita davvero!

Passando da Piazza Garibaldi si può trovare ristoranti (per chi volesse mangiare) e si arriva alla chiesa dei Sant’Ermete che è il principale culto cattolico di Forte dei Marmi. Girando si possono trovare tanti negozi di alta moda, Max Mara, Moncler, Gucci e via… ovviamente non sono i miei negozi ahahahahah sia per via dei soldi e perché mi dispiacerebbe “buttare” dei soldi in una borsa da 600 euro…sinceramente preferisco viaggiare. E dunque non mi soffermo a guardare, passo dritta e velocemente.

Vi consiglio di andare a mangiare al ristorante “ Pesce Baracca” in via Achille Franceschi. Pesce fresco e ottimo, il personale gentile e disponibile, ambiente tranquillo e il servizio è ottimo.

Alle ore 14.30 siamo partiti direzione Outlet di Brugnato. Piccolo, facile da girare rimane nel Val di Vara vicino alle Cinque Terre. E’ possibile raggiungerlo anche con la NAVETTA GRATUITO da Genova, andando sul sito si può trovare il numero o scaricare il modo per la prenotazione della navetta (https://www.shopinnbrugnato5terre.it/il-villaggio/i-servizi/servizio-navetta/).

Alle 19.30 eravamo in piazza della Vittoria, tutti contenti e soddisfatti della nostra piccola gita.

Curiosità: Avete mai notato, sull’A12, una casa con un punto interrogativo prima di arrivare a Brugnato venendo da Spezia direzione Genova ? La casa con il punto interrogativo, conosciuta anche come la casa del “perché” rimane nel paesino Cavanella di Vara.  Sapevate che c’è una storia dietro? Anzi io ne ho sentite ben due storielle:

  1. La prima storia è: Dicono che la casa apparteneva a un uomo emigrato in Scozia che fece fortuna come gelataio. Fece ritorno al suo paesino per vivere serenamente i suoi ultimi giorni di vita con sua moglie e il suo figlio. Poco dopo la moglie si ammalò e morì, il figlio perse la vita in un incidente e lui nel suo dolore iniziò a perdere la vista. Così fece dipingere sulla facciata di quella casa un enorme punto interrogativo: “ Perché mi è successo tutto questo?”, “ Perché di un destino così crudele?”. Nel testamento lasciato ai parenti, il punto interrogativo sarebbe dovuto rimanere lì per sempre.
  2. La seconda storia: In quella casa abitava un uomo che una sera scese per andare ad un ballo in un altro paesino vicino. Arrivato al ballo, conobbe una bella ragazza, fu amore a prima vista.  Ballarono per tutta la sera e la notte. Lei poi se ne andò alle prime luci dell’alba e l’uomo fece ritorno a casa sua. Lui non riusciva a dimenticarlo, così il giorno stesso ritornò al paesino del ballo. Cercò la ragazza, chiese agli abitanti e nessuno aveva mai visto o sentito parlare di quella ragazza. Così per giorni e giorni lui continuò a cercare la ragazza… e nessuno l’aveva mai visto, neanche negli altri paesini vicini. Disperato cade in agonia, in depressione e così  fece dipingere sulla facciata di quella casa un enorme punto interrogativo: “ Ma perché non riesco a trovarla?” .

Conoscere…Italia: Alagna Valsesia!

Alagna o Lagna Valsesia è un piccolo paese dell’alta Valsesia in Piemonte.  Situato nella parte versante meridionale del Monte Rosa è il paradiso del fuoripista, il Freeride.  Nel XVIII secolo la valle alpina fu colonizzata dai Walser, una popolazione di origine germanica. Secondo la tradizione, il paese è stato fondato da un certo Enrico Staufacher.

Il suo centro storico con le sue casette di legno nordiche emerse nella neve, mi ha fatto vivere una giornata magica e rilassante.

Da visitare:

  • La chieda di San Giovanni Battista, 1511
  • Il castello o domus lapidea di Alagna
  • La Casa d’Henricis
  • Lo storico hotel Monte Rosa Guglielmina
  • Il museo Walser

Happiness

La felicità è sempre nei nostri cuori, a volte basta solo guardare… più nel profondo.

Il mio intervento di tonsillectomia

Ho deciso di scrivere questa mia esperienza perché se ne parla poco, cioè, facendo qualche ricerca su internet è possibile trovare più informazioni riguardanti agli interventi di tonsillectomia fatto ai bambini che agli adulti. Ho trentacinque anni e questa è la mia esperienza:

Dopo due anni di esami medici in cui i globuli bianchi erano sempre sballati, di cambio ospedali perché non mi sono trovata bene con il primo otorino, di grandi russamenti notturni rischio di andare in apnea, della presenza e dell’aumento di linfonodi alla gola, di tonsilliti acute ricorrenti, di molte incertezze e di paure… sono riuscita finalmente a convincere me stessa a fare l’intervento di tonsillectomia.

Sul consiglio del mio dottore della mutua ho prenotato tramite l’ASL la visita otorinolaringoiatra all’Ospedale Galliera di Genova, ovviamente erano da togliere le tonsille.  Ormai stavamo arrivando all’estate e quindi dovevo aspettare il freddo per essere operata.

Sono stata chiamata per fare le solite analisi preoperatorie e così il 18 ottobre 2019 mi sono presentata presso l’Ente Ospedaliere. L’anestesista mi ha fatto alcune domande e me ne ha parlato in parte come sarebbe stato eseguito l’intervento.  Alla fine l’anestesista aggiungesse: “ E’ probabile che lei sveglierà dopo l’anestesia con un sondino nel naso, glielo dico così non si spaventa al suo risveglio”. Dopo questa bellissima frase d’incoraggiamento mi consegnò un modulo da leggere e da firmare a casa. Ho iniziato ad avere più paura, pensavo a questo sondino costantemente nei giorni successivi.  Questo modulo  doveva essere consegnato il giorno dell’intervento e  vi erano scritto le procedure e cosa fare prima dell’intervento.

Paura dell’anestesia? Sì, tanta! Pensavo di non svegliarmi più o di entrare in coma. Eppure in passato ne avevo già subiti tre interventi, ma questo notevolmente mi spaventava di più.

L’ospedale mi chiamò per l’intervento il 17 dicembre ma rifiutai, stava arrivando il Natale e non volevo sconvolgere la mia famiglia e sinceramente volevo mangiare e bere. Così è stato rimandato a gennaio. Dovevo fare l’intervento il prima possibile, se ho capito bene gli esami preoperatori, hanno una validità di tre mesi. Così è stato fissato il 7 gennaio, alle ore 14 presso l’Ospedale Galliera al Day Surgery 1B3.

Il giorno dell’intervento, mi sono alzata presto alle 6.30, ho preso un caffè e ho fumato una sigaretta per rilassarmi. Devo dire che la paura era tanta, soprattutto dopo i tanti racconti sentiti a riguardo di farsi asportare le tonsille da adulti.

Una mia conoscente: “ Un mio vicino  è stato operato di tonsille all’età di 50 anni, non si è più ripreso. Non che capiterà la stessa cosa a te, ma è veramente doloroso e rischioso.”

Una mia amica: “ Conosco una ragazza, i giorni dopo l’intervento sono stati i peggiori.”

Un conoscente: “Il giorno dopo l’intervento, ho avuto un’emorragia…ho sofferto tantissimo.”

Arrivata all’Ospedale, sono stata ricevuta da un’infermiera, credo che fosse il caposala. Ho consegnato il modulo firmato, mi ha fatto delle domande e mi ha spiegato le procedure del Day Surgery. Alla fine mi ha consegnato un braccialetto identificativo, la capa e mi ha accompagnato in una camera, anzi al Box uno e il mio letto era il tre. Nel box con me c’erano una ragazza e una signora, più i nostri parenti.

Ho aspettato fino alle 17.30, avevo fame e tanta sete. Ero a digiuno in pratica della sera prima.

E’ venuta un’infermiera a prendermi…ormai non potevo più scappare, era arrivato il momento. Abbiamo percorso un corridoio lungo e poi siamo scesi giù in ascensore. Arrivati, prima di entrare in questo luogo misterioso ed enorme, mi ha fatto salire su un letto, ho tolto le ciabatte e il cappotto e poi mi ha “consegnata” a un altro infermiere che mi accompagnò in una stanza dove c’erano altri infermieri. E così pian piano hanno iniziato a prepararmi, nel frattempo continuavano a uscire persone delle varie sale operatorie.  Dopo sono stata trasferita nella sala operatoria c’erano già il Dottor Moratti, un altro dottore, tre infermieri e l’anestesista.  L’anestesista mi dice: “ Ora le do una roba buona”… mi sono messa a ridere, ho guardato verso il muro, dove c’era un orologio appeso … mancava cinque minuti alle 18… e poi buio totale.

Sono tornata in camera per le 19.30 …. un dolore soffocante!!! Dovevo aspettare cinque ore per mangiare e bere, comunque non avevo nessuna voglia, ormai era sera e quindi il giorno dopo potevo mangiare. Mia madre aveva portato il gelato e l’aveva lasciato nel freezer del reparto.

Dopo l’intervento:

Giorno uno: La notte è stata dura, non ho dormito per via del dolore. Verso le 6 del mattino, mi sono alzata dal letto da sola pian piano sono andata in bagno. Ho provato a mangiare ma non riuscivo proprio. Usciva tanta saliva insieme a catarro e sangue. Ed io che credevo di riuscire a mangiare il gelato. Tutti che mi dicevano: “ Mangerai tanto gelato”…. Niente di niente. Sono stata dimessa la mattina stessa. E’ venuto il dottor Moratti, mi ha controllato, consegnato un foglio con le istruzioni per i pazienti operati di tonsillectomia e l’antibiotico da prendere almeno per cinque giorni. Poi mi ha fissato l’appuntamento per lunedì 13, al padiglione otorinolaringoiatria sempre all’Ospedale Galliera e mi ha consegnato la lettera di dimissione. A casa non ho mangiato né bevuto. Non riuscivo neanche a prendere gli antibiotici, così il mio compagno è andato a comprarmi supposte di tachipirina.

Istruzioni per i pazienti operati di tonsillectomia (ho trascritto dal foglio solo alcuni punti che ho ritenuto più importanti):  

  • Evitare sforzi fisici;
  • Evitare bagni caldi, docce caldi e l’uso dell’asciugacapelli fino al controllo;
  • Sciacquare le bocca 4-5 volte al giorno e lavare i denti delicatamente e senza fare gargarismi;
  • Evitare le bevande gassate, la frutta e i succhi di frutta;
  • Nei primi giorni non forzare assolutamente l’alimentazione;
  • La comparsa di macchie di sangue fresco nella saliva è normale nel 1° giorno e verso il 7°-10°;
  • Alito cattivo per la presenza di fibrina in gola (la patina biancastra che ricopre la ferita);
  • Dolore all’orecchio specie nella deglutizione.

Giorni due e tre: Ancora dolori, non sono riuscita a mangiare né a bere. Con quest’intervento rischi la disidratazione, infatti, non riesci a deglutire. Neanche il gelato andava giù, ho provato ma soltanto dolore. Non riuscivo a parlare, facevo molta fatica e la saliva continuava a uscire. Se cercavo di fare qualunque cosa in più, tornava il dolore. Riposo assoluto.

Giorni quattro e cinque: Un po’ di miglioramento, ho iniziato a bere un po’ di tè freddo e a mangiare il gelato. Sempre tanta saliva. Dolore alle orecchie (è normale).

Giorno sei:  Sono andata a fare la visita di controllo. Il dottore mi ha visitato e mi ha detto che procedeva tutto bene. Mi ha raccomandato di non fare sforzi, perché iniziava la cosiddetta “ settimana della discesa”, quella più delicata.  Mi ha detto della patina biancastra, di non toccare assolutamente e di lasciarla “cadere” da sola. Sono riuscita a mangiare un po’ di vellutata di zucca finalmente, non calda…un po’ tiepidina. Tornata a casa, avevo un po’ di freddo e la temperatura un po’ alta 37.6.

Giorno sette:  Al mattino un po’ di perdita di sangue… e i dolori erano tornati. La sera, sono riuscita a mangiare un po’ di vellutata. L’acqua per me? E’ stato veramente difficile da mandare giù in questi giorni.

Giorno otto: Sempre tanta salivazione, ho fatto fatica a dormire di notte.  Sembravo un lama, un continuo sputare. Ho lavato i denti pian piano e ho fatto dei piccoli risciacqui ma l’alito pesante e cattivo erano sempre costanti. Ho bevuto il tè freddo e il latte il mattino. Ho mangiato semolino e carne tritata di sera.

Giorno nove: ho mangiato zucchini bolliti e carne tritata a pranzo.  Verso la sera non mi sentivo tanto bene, mi è venuta un po’ di tosse. Ho faticato a prendere sonno.

Giorno dieci: Mi sono svegliata con dolori alla gola, perdita di sangue nella saliva e non riuscivo a deglutire niente. Sono andata all’ospedale di nuovo a fare la visita di controllo, il dottore ha detto che procedeva tutto bene, la ferita stava guarendo.

Gli ho fatto alcune domande… non ho mangiato niente per tutto il giorno, di sera sono riuscita a mangiare un po’ di gelato. Se provo a mangiare qualcosa, mi viene male all’orecchio destro e alla gola.

Le mie domande al dottore:                                                                                              

  • Quando posso iniziare a lavare i capelli? R: E’ meglio aspettare ancora un po’, però può provare con l’acqua tiepida e assolutamente non calda.
  • E’ normale avere tanto catarro insieme alla saliva? R: sì, è normale.
  • La patina biancastra cade da sola? R: sì, non deve toccare.
  • Quando finisce questa salivazione? R: Quando sarà guarita, per ora è normale.
  • Posso prendere una caramella per togliermi il gusto aspro e cattivo che ho in bocca? R: No.

Giorno undici: Dolori ancora, non riuscivo a mangiare né a bere. Sembrava che la patina biancastra dalla parte destra della gola stava staccando. Faceva troppo male. Mattino ho avuto un po’ di perdita di sangue. Parlavo poco. Nonostante non riuscivo a mangiare ho fatto la doccia e lavato i capelli, non con l’acqua troppo calda. Meno saliva in bocca.

Giorno dodici: Ho dormito meglio finalmente! Non sono riuscita a mangiare nient’altro che non fosse gelato. Ho provato a mangiare un budino al gusto banana e mi ha bruciato tanto che è uscito anche del sangue.  Ho bevuto il latte per tutto il giorno, qualche volta ho provato anche l’acqua.  La sera, ho provato e sono riuscita a mangiare ricotta e pollo (fatto nella piastra senza alcun condimento). Ho ancora un po’ di saliva.

Giorno tredici: Ho dormito bene, come la notte precedente. Mattino non riuscivo a mangiare niente. Però pomeriggio ho mangiato di nuovo ricotta e carne tritata. La sera ricotta di nuovo. Sempre la salivazione.

Inizialmente ero contenta del fatto di dimagrire, ma sinceramente col procedere del tempo pensavo solo al cibo. Volevo mangiare normalmente, prendere una bottiglia d’acqua e berla tutta di un colpo solo. Momenti drammatici dove “sognavo”  l’acqua ad occhi aperti… qualche momento di pianto ho fatto!!! E’ decisamente un intervento fastidioso negli adulti, la guarigione è lunga e ti senti in una prigione. Per riuscire a mangiare nei giorni precedenti, bevevo un bicchiere di latte, prendevo gli antibiotici (Codamol, Bentelan e Ugurol), aspettavo una mezz’oretta e poi mangiavo. Tutti gli antibiotici, gli scioglievo nell’acqua …non sono riuscita a prenderli normalmente, perché erano compresse.

Gli odori sgradevoli:

  • Fumo di sigarette, sigaro;
  • La polvere;
  • Detersivo, detergenti;
  • Odore di smog (quando andando a fare le visite di controllo, appena mettevo il piede fuori dal portone del palazzo mi sembrava di morire. Non riuscivo a respirare!);
  • Odore di chiuso…

Vi sconsiglio di mangiare: cioccolato, yogurt, omogeneizzati di frutta. Per dimenticanza ho mangiato lo yogurt, mi ha provocato dolore e uscita di sangue.

Hotel Sodad- Un racconto Creolo

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