Cerca

Frammenti di una Capoverdiana

Viaggi e Racconti

Categoria

Conoscere…Genova!!!

" Quarantena" à moda Cabo-Verdiana em Genova, Parte I

“È un momento difficile e delicato per tutti noi. In questi abbiamo condiviso, foto, video, pensieri, sogni, desideri e molta energia positiva attraverso i nostri scherzi. Abbiamo affrontato le nostre paure insieme e soprattutto abbiamo ascoltato i nostri cuori. Non sappiamo quando finirà tutto ciò, ma una cosa è certa ” TAMOS JUNTOS”. Ho raccolto un po’ di video e di foto pubblicati in questi giorni sul nostro gruppo su Facebook ” Comunità Capoverdiana a Genova” e ho deciso di fare un video unico per ringraziarvi della vostra “Morabeza” e simpatia. Il video è diviso in due parti. Spero che questi giorni ci servano per riflettere, che la famiglia e gli amici sono i tesori più grandi che abbiamo. Um abraço à todos.”

Sandra Andrade

Sergio Frusoni, il poeta italo capoverdiano

Dati Biografici:

Sergio Frusoni è un poeta italo-capoverdiano nato il 10 Agosto del 1901 nella città di MIndelo nell’ isola di Sao Vicente. Figlio di genitori italiani, Giuseppe Frusoni commerciante di corallo e di Erminia Bonucci. Giuseppe Frusoni era in società con Pietro Bonucci, fratello della moglie, a Mindelo.

A Capo Verde Sergio Frusoni ha frequentato gli studi sino alla quarta elementare. Dopo il padre decise di mandarlo insieme al fratello Emanuele in un collegio in Italia. In collegio erano spesso picchiati e così il padre gli fece ritornare a Mindelo.  Ancora giovane ha lavorato alla Western Telegraph Company come telegrafista. Dopo un periodo di lavoro ha lasciato l’impiego, causa litigio/ incomprensioni con un collega inglese. Nel frattempo, lui aveva già raggiunto l’età del servizio militare e il padre decise di mandarlo in Italia. A Livorno ha conosciuto Mary Carlini con la quale si sposa il 26 Giugno del 1924.

Nel 1925 Sergio Frusoni torna a Mindelo con la moglie. Nello stesso anno è nata la prima figlia Lilia. Sergio Frusoni trovò subito lavoro nella compagnia italiana Italcable concorrente della compagnia inglese Western Telegraph.

Nel 1931 ottiene il trasferimento ad Anzio, e dopo un anno circa viene trasferito a Roma. Nel 1932 muore la figlia Lilia. Sergio Frusoni e consorte hanno avuto ancora quattro figli: Franco, Giovanna e Mario sono nati a La Spezia e l’ultimo Fernando a Roma.

Scoppia la Seconda guerra mondiale e Sergio Frusoni entra a far parte dell’esercito italiano. Prigioniero è internato in un campo di concentramento americano a Coltano. Nello stesso campo c’era prigioniero anche il figlio Franco ancora minorenne. Liberati alla fine della guerra padre e figlio si sono incontrati.

Nel 1947 Sergio Frusoni e famiglia sono partiti da Genova per Capo Verde passando da Lisbona.

A Sao Vicente sono stati accolti dallo zio Pietro Bonucci nella sua casa. Sergio Frusoni ha lavorato aiutando lo zio nel suo negozio.  Col tempo era riuscito a essere padrone di un caffè di nome “Caffè Sport”. Fortunatamente qualche tempo dopo è entrato a lavorare di nuovo all’Italcable che era stato chiuso nel periodo della seconda guerra mondiale perché gli inglesi avevano tagliato il cavo sottomarino. Ha lavorato fino al 1964. Arrivata la pensione parte nel 1966 per Genova insieme alla moglie dove sono rimasti fino al 1971. Sono ripartiti di nuovo per l’isola di Sao Vicente e nel 1974 decidono di andare a Lisbona dal figlio Franco e dove nel 1975 è deceduto.

Curiosità:

Uomo di rara sensibilità ha osservato la società di Mindelo descrivendola con maestria nei sui vari poemi scrivendo in creolo di Sao Vicente. Ha scritto anche dei poemi in portoghese, inglese e italiano.

Molti dei poemi suoi sono riuniti nel libro di Dott. Augusto Mesquitela Lima con il titolo in portoghese “A Poética de Sergio Frusoni – Uma Leitura Antropologica”, edizione dell’Istituto di Cultura e Lingua Portoghese e Istituto Caboverdiano do Livro e Disco, 1992.

Ha fatto la libera traduzione del libro “Er Vangelo Secondo Noantri!” di Bartolomeo Rossetti scritto nel dialetto romano in creolo “Vangêl Contód d’nôs Móda “una edizione della “Terra Nova” Sao Filipe-Fogo e finito di stampare nel 1979   Grafica e stampa: Comunicazione s.n.c. Bra (CN).

Ha scritto dei racconti come Ti Karanga e Mari Matchim facendo parte del “Mosaico Mindelense” che sono stati trasmessi alla Radio Barlavento di Mindelo.

Utilizzando la musica di “Manché” ha scritto le parole di un’operetta musicale di nome “Cuscujada” recitata dal figlio Franco in teatro con il Congiunto Scenico Castilhano. Ha offerto anche alcuni monologhi allo stesso Congiunto.

Nell’ambito musicale ha scritto le parole e ha composto la musica della morna

(musica tipica di Capo Verde) “Tempe d’ caniquinha”, “Ó Maria Hortensa” ed ancora una marcia che la banda municipale suonava nella piazza principale di Mindelo.

All’età di cinquantadue anni dedicò il suo tempo libero alla pittura. Ha dipinto vari quadri tra cui un ritratto de Papa Giovanni XXIII e uno di Kennedy. Ha dipinto anche quadri con figure tipiche di Mindelo, ritratti della moglie e di una nipote.

Genova, 8 di Novembre 2012

Fernando Frusoni, il figlio. 

(Le sue poesie sono sul blog dell’Associazione Italo Capoverdiana, che è gestito da me e da un’altra collaboratrice)               

Conoscere… Genova: Ex Manicomio di Quarto dei Mille!

Nel 1894 dove sporgeva la Villa Isola di proprietà della famiglia Spinola nel quartiere Quarto dei Mille a Genova, fu costruito un ospedale psichiatrico. E’ stato progettato dall’architetto Vincenzo Canetti.

E’ una struttura molto vasta con lunghe stradine che s’intrecciano fra i vari palazzi, spazi verdeggianti e un gabbiotto (portineria) subito all’entrata. Dopo la chiusura dei manicomi rimase chiuso e abbandonato per lunghi anni. Oggi una parte della struttura ospita il Centro Residenziale e Diurno per disabili, Lo Speciale.

Facendo il lavoro di assistente domiciliare, mi è capitato di andare a prendere un’utente al centro “ Lo Speciale” per fare una passeggiata. Il posto è molto triste e suggestionale, percorrendo il suo interno hai una sensazione di melanconia e di brividi… il tempo lì si è fermato, si sente solo il dolore dei tanti pazienti ospitati in passato.

Mentre percorrevo i lunghi corridori, pensavo agli “ospiti” di questo luogo: “ com’erano trattati?”, “cosa facevano all’interno di quella struttura?” o “avevano sofferto?”…

#BisagnoGenova

Stamattina l’acqua nel Bisagno è così. Cosa sarà mai? 🤔🤔🤔😲😲😲

Acqua di color verde nel Bisagno

#genovameuamor

This is Genova… What you want, you can find

#genovameuamor

Genova è anche questo… cammini, guardi ed eccolo là…

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: