Neve in Liguria

Neve in Liguria

Abbiamo iniziato il 2021 con allerta neve in Liguria, anche sulle coste delle città. A Genova qualche spruzzo di neve in città è arrivato nel dicembre del 2020.

A pochissimi km da Genova è possibile ammirare e camminare tra la neve. Il Passo del Turchino e il Passo del Faiallo offrono un paesaggio eccezionale e singolare.

Dalla parte orientale del Bric Geremia, c’è il Forte Geremia. Dal Forte Geremia è possibile vedere la costa, Genova!

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Autunno in città: Genova!

Porto di Genova

Autunno è la stagione di pioggia, di temporali, di cambiamento e di rinascita! Sono nata in autunno e quindi per me è la stagione del raccoglimento spirituale e della scoperta interiore. Quando arriva l’autunno, arriva anche la nostalgia. Si affiorano quei ricordi nostalgici e quei pensieri sulla vita.

L’autunno è la stagione magica, degli elfi e dei folletti, della poesia e dell’amore. È il periodo dei tramonti spettacolari e dei temporali.

In Liguria, quando arriva l’autunno arriva anche la pioggia, spesso pericolosa e dannosa all’ambiente e alle persone (alluvioni, frane ecc.). Nonostante ciò, l’autunno lascia spazio anche ai colori e alla bellezza della natura.

Oggi vi presento alcuni dei miei scatti per la città di Genova. So che siamo già nell’inverno ma volevo rendere omaggio alla stagione “AUTUNNO”.

I colori delle foglie in autunno:

Le foglie si appoggiano delicatamente sulla terra, eseguendo una danza rotatoria e silenziosa.

Arte nel cielo:

La città:

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Facciamo un giro virtuale a Genova?

Oggi vi presento due video: “Alcuni scatti di Genova” e “Castello D’Albertis”.

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Buon Natale😄🎄🎁❄🎅 da Genova!

Albero di Natale🎄🎄🎄 in piazza De Ferrari

Piazza De Ferrari, Genova

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Intervista a Jasmeen Da Graça Vasconcelhos

Cabeça ca é feito so pa po bone (La testa non è fatta solo per metterci il cappello)

Jasmeen Da Graça Vasconcelhos

Jasmeen Da Graça Vasconcelos nasce a Genova nel 1994 da genitori capoverdiani. I suoi genitori sono originari dell’isola di Santo Antao, Capo Verde. È una ragazza di mille qualità: sincera, simpatica e molto creativa. Si definisce come una ragazza impaziente e indipendente. Ama le “Sfide” e cerca sempre di creare qualcosa di nuovo.

Dopo la maturità, a solo diciannove anni, si trasferisce a Madrid. Studia in una scuola privata il Make-up. Attualmente lavora come manager in un negozio di make-up.

Sandy: “Oi! È un piacere averti qui con noi a Tè con Sandy e Mea! Benvenuta!”

Jasmeen: “Grazie dell’invito!”

Sandy: “ Chi è Jasmeen?”

Jasmeen: “E’ una ragazza impaziente ed ama la Sfida”.

Sandy: “Una frase o una citazione capoverdiana che non dimenticherai mai?”

Jasmeen: “Cabeça ca é feito so pa po bone (La testa non è fatta solo per metterci il cappello), era una frase che diceva mio nonno a mia mamma per ricordarsi sempre di usare la testa”.

Sandy: “So che ti sei trasferita in Spagna. Come ti trovi?”

Jasmeen: “Sì! Adesso lavoro a Madrid, sono manager in un negozio di make-up. Mi trovo bene qui. Da sempre sono stata molto indipendente, così mi sono allontanata dai miei e da casa per cercare fortuna da sola. Ma mi manca la mia famiglia”.

Sandy: “Hai dovuto compiere dei sacrifici per arrivare dove sei ora? Il gioco è valso la candela?”

Jasmeen: “Sì, certo! Lo rifarei mille volte”.

Sandy: “Quando hai preso la decisione di trasferirti a Madrid i tuoi genitori ti hanno appoggiata?”

Jasmeen: “Sì, mi hanno appoggiata!”

Sandy: “In che cosa credi?”

Jasmeen: “In me stessa, o almeno ci provo! Ahahahaha alla fine credo che nessuno ci può aiutare più di noi stessi”.

Sandy: “Il tuo mestiere o il tuo lavoro ti ha resa felice?”

Jasmeen: “Direi di sì! Mi piace ancora il mio lavoro, però devo confessarti che mi piace imparare sempre cose nuove e quando non imparo o non c’è “sfida” non sono felice”.

Sandy: “Piatto capoverdiano? Piatto italiano?”

Jasmeen: “Buzios con patate e spaghetti al pesto (di mia mamma)”.

Sandy: “Musica capoverdiana? Musica italiana?”

Jasmeen: “Tutta la musica capoverdiana mi piace, ma in particolare quella di Mayra Andrade. Musica italiana invece ascolto quella di Cesare Cremonini!”

Sandy: “Dammi il primo consiglio che ti viene in mente?”

Jasmeen: “Sii cuoriosa!”

Sandy: “Cosa ti piace della tua città?”

Jasmeen: “Mi piace il Porto Antico! Mi è sempre affascinata quel luogo”.

Sandy: “Un pregio e un difetto della tua città?”

Jasmeen: “Un pregio il mare, difetto il mugugno!”

Sandy: “Cosa pensi del razzismo? Mai subito episodi di razzismo? Se sì, raccontaci un episodio”.

Jasmeen: “Penso che non abbia senso il razzismo e che molte volte è solo ignoranza. Molti razzisti lo sono perché non hanno mai avuto bisogno di uscire dal proprio paese o non hanno conosciuto bene persone di altre culture. Episodi razzisti? Purtroppo, sì ed è stato traumatico. Quando ero piccola una signora sull’autobus mi chiese se il posto dov’ero seduta era comodo e dopo iniziò a urlare che dovevo alzarmi e andare al mio paese (c’erano molti posti sull’autobus ma la signora si voleva sedere proprio dov’ero seduta io)”.

Sandy: “Cosa ti piace dell’Italia e no?”

Jasmeen: “Il cibo decisamente. Invece quello che non mi piace è la falsità”.

Sandy: “Come hai vissuto il periodo di lockdown a Madrid?”

Jasmeen: “Una situazione nuova per tutti quanti, l’ho vissuta bene”.

Sandy: “Come ti vedi o dove ti vedi fra dieci anni?”

Jasmeen: “Spero con figli e di avere un lavoro più gratificante!”

Sandy: “Pensi di ritornare un giorno a Genova? Capo Verde?”

Jasmeen: “A Genova a vivere per adesso no, a Capo Verde ci sono stata in vacanza varie volte”.

Sandy: “Sogni nel cassetto?”

Jasmeen: “Sogni nel cassetto? Troppi direi ahahaha”.

Sandy: “Ti ringrazio per la tua intervista, è stato un piacere! In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti!”

Jasmeen: “Viva il lupo! Grazie a te!”

Natale 🎄🎅🔔❄a Marassi🥰, Genova

Piazza Galileo Ferraris, Marassi

Conoscere Genova: Castello D’Albertis!

“Tra l’arti a gara qui la scienza adduce. Il tempo, il moto, il sol, l’ombra, la luce”

Il Castello d’Albertis fu ideato dal capitano Enrico Alberto D’Albertis. Fu costruito su resti di fortificazioni cinquecentesche e tardomedievali tra il 1886 e 1892, con la supervisione di Alfredo D’Andrade, sulla collina di Montegalletto a Genova.

La dimora è un viaggio nel mondo del capitano D’Albertis e al suo interno possiamo trovare oggetti esotici, neogotici e ispano-moreschi.

Oggi è la sede del Museo delle culture del mondo e del Museo delle musiche del popolo.

Nel 2018 feci una visita al Castello e rimasi colpita dalla raccolta di questi oggetti e manufatti, tra cui una meridiana. Oggetti che raccontano storie di popoli e tradizioni.

Quel giorno era presente anche una mostra fotografica, Witjai- Il gene verde della razza umana, biodiversità umana e vegetale nell’Amazzonia Ecuadoriana e il progetto Witjai, io esisto dell’artista e fotografo Gianluca Balocco.

(https://www.mentelocale.it/genova/eventi/78201-witjai-il-gene-verde-della-razza-umana-mostra-fotografica-al-castello-d-albertis.htm)

Il Castello

Il Museo

Il salotto turco

Mostra fotografica, Witjai- Il gene verde della razza umana, biodiversità umana e vegetale nell’Amazzonia Ecuadoriana e il progetto Witjai, io esisto dell’artista e fotografo Gianluca Balocco

Dicono che a Genova non c’è molto da fare o da visitare, ma vi garantisco che questa città ha dei tesori nascosti…basta cercarli!

Facciamo un giro virtuale a Villa Serra?

Ma quanto è bella la Liguria? Quanti posti incantevoli da scoprire? Tantissimi, la Liguria è tutta da scoprire e conoscere.

Nella Frazione di Comago a Sant’Olcese c’è una villa incantevole tra boschi, ruscelli, laghi con anatre, occa e cigni. Si chiama Villa Serra.

Facciamo un giro virtuale? Vi lascio alcune mie foto.

Per saperne di più visitate il sito: https://www.villaserra.it/

Intervista a Valentina

Image by Gordon Johnson from Pixabay

(Per motivi di privacy e per essere ancora un’adolescente di solo tredici anni, la nostra intervistata si chiamerà Valentina)

Valentina è un’adolescente di tredici anni che ha voluto raccontarci il suo primo viaggio a Capo Verde, alla scoperta delle sue origini. Nasce in Italia, a Genova, nel 1999, da genitori misti (padre italiano e madre capoverdiana).

Come per tutti i ragazzi di quell’età, l’adolescenza è il tempo delle scoperte, dell’affermazione della propria identità, degli scontri con i genitori, delle nuove amicizie e dei nuovi amori.

Capo Verde per lei è stata una rivelazione, un’esperienza del tutto particolare e nuova. Ha sempre sentito la madre e i suoi parenti parlare creolo e i racconti/storielle capoverdiani, ma non aveva ancora avuto un contatto diretto con la realtà capoverdiana che è anche parte della sua cultura.

Il suo primo viaggio è stato nel 2010 insieme alla madre Maria e sua sorella Joana.

Sandy: “Valentina, hai solo tredici anni e per noi è un piacere ascoltare la tua “piccola” avventura a Capo Verde, nell’isola di Sal; sei andata con tua madre Maria e tua sorella Joana, come è stato il tuo arrivo?”

Valentina: “Beh, sono rimasta molto colpita dalla poca vegetazione, infatti, prima di arrivare all’aeroporto pensavo che Sal fosse come l’isola di Santo Antao”.

Sandy: “Perché come l’isola di Santo Antao?”

Valentina: “Avevo visto uno spettacolo teatrale ambientato nell’ entroterra dell’isola di Santo Antao, in un DVD del gruppo “Juventude em Marcha” dove si vedeva tutto il paesaggio verde”.

Sandy: “Sai, sono dieci isole diverse fra loro e hanno caratteristiche assai diverse e particolari. C’era qualcuno ad aspettarvi all’aeroporto?”

Valentina: “Si, c’era mia cugina D. e la scena in cui abbraccia mia sorella mi ha colpito tantissimo… molto commovente e toccante”.

Sandy: “Ci puoi descrivere l’isola attraverso i tuoi occhi?”

Valentina: “La cosa che mi ha colpito di più sono state le case (quando le ho viste ho detto: “wow, qui non sono poveri come pensavo!”), le strade e i vicoli erano come quelli di Genova, i cortili delle case erano grandi e belli con tante piante. Non c’erano gli autobus, soltanto dei pullman che portavano le persone a Santa Maria e se volevi andare da altre parti bisognava prendere il taxi che là costa pochissimo e non c’erano nemmeno i semafori, solo tante rotonde”.

Sandy: “Quindi hai avuto una bella impressione dell’isola, nonostante la poca vegetazione! Ti confesso un piccolo segreto, ma non dirlo a nessuno!!!… Sono nata a Sal ahahahahaha e mi fa piacere sentire dalle tue parole questa bella descrizione. Parlaci dei parenti che hai conosciuto a Capo Verde”.

Valentina: “Ho conosciuto tanti parenti, il giorno dopo il mio arrivo ho conosciuto mia Zia Marguerida, cugine e cugini. La sua casa era grande, di quattro piani, mamma mia!! Ma la cosa più bella era vederli tutti quanti insieme e poter parlare con loro”.

Sandy: “E la gente?”

Valentina: “Sono molto socevoli e ricordo che quando ero in giro con mia madre e mia sorella tutti si fermavano a salutarle e la cosa divertente era che dicevano sempre: “bo tem um cara conchid / hai una faccia conosciuta” … ahahahahah, non si ricordavano di preciso chi fossero o i loro nomi!!”

Sandy: “Si, si, la classica frase che diciamo quando andiamo giù dopo tanto tempo. Le persone crescono (i bambini che hai lasciato là piccoli, li ritrovi ormai grandi), cambiano, ma loro non ti dimenticano mai…siamo noi immigrati che li “dimentichiamo”. Raccontaci della tua convivenza con gli altri bambini”.

Valentina: “Ero nel quartiere Boavista ed era un luogo molto vivace. Mio cugino Giacomo mi portava sempre in giro e ho conosciuto tanti bambini/ ragazzi. Erano simpatici e molto disponibili”.

Sandy: “Ma hai avuto problemi con la lingua?”

Valentina: “Non direi, all’inizio si ho avuto qualche blocco, ma siccome ero abituata a sentire il creolo in casa ho imparato in fretta, non alla perfezione… però capivo tutto”.

Sandy: “Sei stata bene e hai fatto delle amicizie nuove, e questa è la cosa bella di giù”.

Valentina: “Si è vero”.

Sandy: “Come passavi le tue giornate?”

Valentina: “Le passavo al mare a Santa Maria. Che bella spiaggia, bianca, immensa. Poi quando non andavo al mare rimanevo a giocare con i miei nuovi amici”.

Sandy: “A quali giochi giocavate?”

Valentina: “Banana verde, Macaquim Chines (Nascondino) e tanti altri. A volte andavo a giocare nella “tchada” e ci arrampicavamo su questo albero enorme, su cui avevano costruito una casetta in cui c’erano delle sedie, sdraio e una poltroncina dove si sedeva il più grande del gruppo…era bellissimo!”

Sandy: “Di che cosa parlavate?”

Valentina: “Parlavo a loro dell’Italia, della mia vita a Genova e loro mi parlavano di Capo Verde, mi spiegavano come funzionavano le cose giù e i vari luoghi”.

Sandy: “Un interscambio culturale, conoscenze e affetti. In qualche momento ti sei sentita esclusa da quel gruppo di amici?”

Valentina: “Mi hanno subito fatta integrare nel gruppo, non mi sono mai sentita esclusa o estranea. Ovviamente nel gruppo c’era qualcuno/a che mi stava più simpatico di altri, ma non mi sono mai sentita diversa da loro”.

Sandy: “Il cibo?”

Valentina: “Il cibo di Capo Verde è buonissimo, soprattutto, il pesce. Si mangia riso e non pasta come qui. La colazione era la parte che mi piaceva di più, perché era abbondante. Si mangiavano gli avanzi della sera prima, tipo cacthupa con pesce e uova, latte, caffè, biscotti (bolachas) e tante altre cose”.

Sandy: “Un episodio divertente o che ti ha colpito?”

Valentina: “Sì, quando sono andata con mio zio a dare da mangiare ai maiali tutti gli avanzi del cibo. Mentre andavamo siamo passati in tanti quartieri/ zone dove si vedevano le case fatte di latta o baracche. Era triste vedere tutto ciò… arrivati lì l’ho aiutato a dare da mangiare ai maiali che puzzavano da morire e ho dato il latte ai maialini. È stata un’esperienza nuova e indimenticabile. Poi una volta ho provato a fare surf con i miei amici, ma non sono stata molto brava e in più avevo paura degli squali”.

Sandy: “Alla fine hai fatto tante cose, quanto tempo sei stata a Sal?”

Valentina: “Se non sbaglio quaranta giorni insieme alla mia famiglia. Poi c’erano anche le mie cugine (Anna e Martina) che trascorrevano le vacanze giù. Non ero mai sola. Poi ho fatto il giro dell’isola su un pullman in mezzo al deserto, con le turbine d’aria (redemoinho). Ho visto Buracona, la montagna che rimane in mezzo a Espargos e da lì ho visto tutta la città. Sono stata nelle saline rosa di Pedra de Lume, che bello, eravamo dentro un vulcano e mi hanno raccontato una leggenda”.

Sandy: “Che leggenda?”

Valentina: “Di un uomo che ogni notte scavava nelle vicinanze del vulcano e la popolazione locale sentiva dei rumori provenire da là, finché un giorno si sono svegliati e hanno trovato un passaggio per arrivare dentro il vulcano. Qualcuno afferma che questo signore camminava sulle acque del mare, era partito dalla Francia ed era arrivato fin lì e dal suo arrivo in quelle terre, tutte le notti la gente sentiva dei rumori strani che provenivano dal vulcano”.

Sandy: “Quando ero piccola, questa storia mi faceva paura, il modo in cui veniva raccontata ti faceva venire i brividi e quando ero arrivata alle saline e attraversavo quel tunnel sentivo una strana sensazione…. in più mi avevano raccontato che quell’uomo aveva un asino e che entrambi sono morti nelle saline. In alcune saline se ti avvicini senti una forza che ti chiama verso di sé e rischi di caderci dentro e di non uscirne mai più. Ahahahahah…quante leggende!”

Valentina: “Per me è stato divertente ascoltarla ed essere stata nelle saline. Quando fai il bagno non si va giù, si sta a galla. Ho fatto anche un’altra gita in barca, tutti erano vestiti da pirata, scherzavano e ridevano. Abbiamo fatto il bagno in mezzo al mare, che paura degli squali!!!”

Sandy: “Ti manca Capo Verde?”

Valentina: “Si, tanto. Mi mancano i miei amici, i parenti e il fatto che lì potevo stare sempre fuori a giocare e a parlare… e ovviamente mi manca anche il mare!”

Sandy: “Ci torneresti?”

Valentina: “Certo, ma solo per vacanze. Qui ho tutta la mia famiglia, amici. Spesso a scuola dico che sono di un altro paese… Capo Verde. E quando sono con le mie cugine parliamo in creolo così nessuno ci può capire!”

Sandy: Grazie piccola per la tua intervista, spero che farai ancora ritorno a Capo Verde e che conoscerai meglio le tue radici che provengono anche da quelle isole!”