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Frammenti di una Capoverdiana

Viaggi e Racconti

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Conoscere…Capo Verde!!

Poesia: Sodad.

SODAD

 Aspetto sempre le buone nuove

Aspetto sempre seduta in questo molo,

 il vento che mi porta speranze nuove.

Sono prigioniera delle stagioni.

La mia anima è vagabonda della notte

La libertà è la speranza

 E la pioggia non è in abbondanza

da queste parti.

Sodad di un tempo lontano

Sodad di un cretcheu

Sodad di una promessa.

Oh, nha pove il mio cuore piange

di un dolore soffocato

Che peccati ha quella terra?

È stato dimenticato negli abissi

di quell’oceano “malcriado”?

Sono prigioniera degli abissi

Sodad di un luogo perduto

Sodad di un cretcheu

sodad di una promessa

Sodad d nha terra.

Qamar

Artigianato capoverdiano (Arte popolare)

#frammentidiunacapoverdiana
Balaios (cestini)

L’artigianato è un’attività lavorativa e creativa legata alla vita quotidiana di ogni popolo. L’immaginazione dell’artigiano è un elemento essenziale per la creazione di vere e proprie opere d’Arte. Gli oggetti sono fatti a mano e a volte vengono adoperati semplici strumenti nella loro realizzazione.

A Capo Verde “l’arte di arrangiarsi” nel tempo ha portato le persone a essere creative. Sfruttando la propria capacità, conoscenza e risorse, l’artigiano capoverdiano riesce a esprimere la sua cultura attraverso oggetti casalinghi e oggetti decorativi.

Secondo Manuel Ferreira nel libro “Aventura Crioula”: “…resteremo sorpresi dal numero o dalla varietà di abiti, vestiti, ornamenti, semplici manufatti, piccoli oggetti d’uso, prodotto della sensibilità o del genio del popolo capoverdiano.”.

L’artigianato capoverdiano discende direttamente dal continente africano (centro e costa occidentale): la tecnica di modellazione (uso dell’argilla rossa) – terracotta, il batik nella tintura dei tessuti, il lavoro in vimini o in canna, la tessitura del cotone e l’arazzo.

Con i granelli di sabbia si realizzano dei piccoli oggetti tradizionali, ci sono anche Gli spaventa spiriti realizzati con il casco di banane. I giocatoli: bambole di pezza e macchine fatte di latta.

Erano molto usati i gusci di tartarughe per l’elaborazione di oggetti decorativi finché il governo non proibì la loro caccia.

Il prodotto artigianale tipico capoverdiano è il “Pano de terra”, oggi è usato anche nella creazione di vestiti e borse.

Nell’isola di Santiago oltre a oggetti di terracotta, si realizzano oggetti decorativi con noce di cocco, borse di sacco di Juta e cestini (balaios).

Nell’isola di Sao Vicente si realizzano degli strumenti musicali con la corda (chitarre, violini ecc.), dipinti su stoffa, gioielli con conchiglie, oggetti in pietra e pezzi di vetroceramica.

L’isola di Boavista a parte gli oggetti in ceramica, è famosa per i sui cappelli di paglia e cestini di foglie di palma.

L’isola di Fogo con il suo vulcano scolpisce pezzi decorativi in pietra lavica e l’isola di Brava è famosa per il ricamo.

Le isole come Boavista, Sal e Maio caratterizzate per la loro meravigliosa fauna marina e per le belle spiagge (sabbia bianca), alcuni prodotti artigianali realizzati sono orecchini, collane e braccialetti di conchiglie.

La ceramica: la tecnica di modellazione con l’uso dell’argilla rossa è molto elaborata. L’argilla dopo varie fasi di trasformazione è modellata come un cilindro e posata sulla base sul pavimento per asciugare (avviene all’aria aperta). Il tempo impiegato nella costruzione di un oggetto in ceramica dipende dalla dimensione e dalla larghezza. La forma degli oggetti prodotti segue la tradizione africana, con eccezione dell’isola di Boavista che forse negli anni 60 ebbe l’influenza dai portoghesi.

La tessitura: probabilmente è un’eredità dal popolo arabo. È più presente nelle isole di Santiago e di Boavista, ed era un lavoro eseguito dagli schiavi. La coltivazione di cotone e d’indaco (Roccella tinctoria) ha contribuito allo sviluppo della tessitura soprattutto a Boavista.

Nel Museo d’Arte Tradizionale a Mindelo, possiamo trovare una varietà di oggetti artigianali capoverdiani.

Ramédi ti Terra (medicina casalinga): Chà com barba de midjo (Tè con i filamenti di mais).

Foto di Ponto & Virgula n°9

Ramédi di Terra

(Medicina Casalinga)

(Tratto da: Ponto & Virgula- Revista de Intercambio Cultural, n°9 Maio/Junho 1984)

In ogni paese o cultura nel mondo c’è sempre stata la tradizione di curarsi con le medicine naturali, soprattutto quelle casalinghe fate dalla nonna. Così ho deciso di scriverne alcune capoverdiane. Buona lettura.

Ramédi ti Terra (medicina casalinga): Chà com barba de midjo (Tè con i filamenti di mais).

Disturbo: Piedi gonfi????

Nella gravidanza, quando si avvicina il momento del parto, i piedi della donna si gonfiano. A Capo Verde si consiglia di usare le foglie di pannocchia di Mais (i filamenti).

Quando si prende: Bollire i filamenti della pannocchia di mais e bere una tazza di tè al mattino e un’altra al pomeriggio. Per alcuni giorni continui, finché i piedi non si sgonfiano.

Attenzione: Se una donna incinta ha le mani gonfie, la faccia gonfia e giramenti di testa è consigliabile andare dal dottore. Non mangiare cibi salati.

E qui in Italia? Quali sono le medicini tradizionali usate per i gonfiori ai piedi?

Nota: Non consiglio a nessuno di seguire o provare queste ricette, il mio “scopo” è soltanto scrivere e condividere con voi le tradizioni capoverdiane.

27 marzo festa della donna capoverdiana

Oggi, 27 marzo, è il giorno della donna CAPOVERDIANA!!! Volando tra i miei pensieri, mi è uscita questa poesia pensando alle nostre nonne, alle nostre madri ma soprattutto a mia cugina che sta combattendo una grandissima battaglia, quella del cancro. Così le dedico questa poesia:

Mia cugina Vanda!

Uno, due, tre, senti il ritmo del Batuque!

Ecco la donna capoverdiana,

che sorregge il nostro arcipelago nel firmamento.

Nell’ombra, splende!

Con i suoi colori,

fa brillare il cuore dei non credenti.

Oh, criola! Chiudi i tuoi segreti,

sotto sette chiavi.

Apri il tuo cuore verso i quattro venti,

Piangi sul terreno secco per far crescere i fiori.

Alza i piedi, sbatti sulla terra marrone il tuo dolore.

Chiudi il pugno e urla il tuo malcontento,

Sbatti i tuoi panni ed alza la polvere del pentimento.

E sul pensiero “dos Malcriados”,

risorge come il sole dell’infinito.

Batti le mani e sveglia il mondo,

e sii il volto femminile di Dio.

Qamar

"Quarantena" à moda Cabo-Verdiana em Genova, Parte II

"Bloccati a Capo Verde" Parte II

Foto di Alberto Zeppieri

Volevo scrivere qualcosa a riguardo di quello che sta succedendo a Capo Verde (isola di Sal) in queste ultime ore, ma poi ho letto questo post di Alberto Zeppieri su Facebook. Con il suo permesso riporto qui È una situazione veramente triste e drammatica per l’arcipelago, spero che tutto ciò passi velocemente e che la situazione ritorni normle.

Auguro a lui ed a sua moglie tanta forza e coraggio, un abbraccio!!!

Questa è la coda ADESSO, all’esterno dell’aeroporto di Espargos (Sal).

Vi lascio immaginare l’interno.

Tutti senza rispettare le distanze di sicurezza, senza mascherine, senza guanti… turisti da tutta Europa che cercano di tornare a casa e che non hanno neppure la certezza di poter ripartire. La scena si ripete da alcuni giorni.

Stasera l’ambasciata italiana a Dakar (e non certo quell’oca giuliva della “Maria Goretti D’Urso illuminata sulla via di Damasco”, che se ne prenderà il merito) farà rientrare un volo di italiani, con scali a Boa Vista, Sal, Malpensa e Fiumicino, mescolando turisti in quarantena con gli altri… tutti sullo stesso volo, strapagato! Non pensate che sia a spese del Governo, proprio no: è un volo commerciale, della Neos, che cercherà di tornare pieno zeppo e che ha stabilito un prezzo del biglietto che considera anche l’andata a vuoto.

Auguro a tutti un “travaglio” in aeroporto paziente e responsabile, un volo senza problemi e un rientro (soprattutto in Lombardia) il meno traumatico possibile.

Cinzia ed io restiamo a Sal…. hanno offerto anche a noi la possibilità di volare stasera, chiedendoci tuttavia di lasciare la precedenza a chi non ha qui una casa, un lavoro o la residenza.

Noi restiamo qui, consapevoli che la Sanità a Capo Verde è quello che è, praticamente anche noi in quarantena auto-imposta, anche noi nelle mani di Dio.

Quindi l’augurio “andrà tutto bene” lo facciamo anche a noi stessi.

È un momento di grande tristezza…

——–

Com o registo dos primeiros casos positivos no país, os nossos pensamentos vão sobretudo para a população da Boa Vista.”.

Pubblicato 22 marzo 2020, alle ore 16 sul profilo di Facebook di

Alberto Zeppieri

Pubblico anche due foto di una signora capoverdiana, Luceth Santos, per testimoniare quello che è accaduto poche ore fa a Sal.

Buon viaggio di rientro a tutti, speriamo di rivedervi tutti nelle nostre belle isole.

" Quarantena" à moda Cabo-Verdiana em Genova, Parte I

“È un momento difficile e delicato per tutti noi. In questi abbiamo condiviso, foto, video, pensieri, sogni, desideri e molta energia positiva attraverso i nostri scherzi. Abbiamo affrontato le nostre paure insieme e soprattutto abbiamo ascoltato i nostri cuori. Non sappiamo quando finirà tutto ciò, ma una cosa è certa ” TAMOS JUNTOS”. Ho raccolto un po’ di video e di foto pubblicati in questi giorni sul nostro gruppo su Facebook ” Comunità Capoverdiana a Genova” e ho deciso di fare un video unico per ringraziarvi della vostra “Morabeza” e simpatia. Il video è diviso in due parti. Spero che questi giorni ci servano per riflettere, che la famiglia e gli amici sono i tesori più grandi che abbiamo. Um abraço à todos.”

Sandra Andrade

Risposta a: “Bloccati a Capo verde non riusciamo a tornare”.

Stiamo attraversando un momento delicato e siamo tutti preoccupati ed angosciati. Ogni giorno è un giorno in più, ci si affaccia dalle finestre o dai balconi per vedere cosa succede fuori e si aspetta con ansia la fine di tutto ciò. Tutta l’umanità è coinvolta!!!

Come ci insegna la storia dell’arcipelago di Capo Verde dalla scoperta delle isole fino ai giorni oggi, c’è sempre stato un forte legame fra questi due paesi, Italia e Capo Verde.

Le isole di Capo Verde sono state scoperte nel 1460 da due italiani, Antonio de Noli e Alvise Cadamosto insieme a due portoghesi, Diogo Gomes e Diogo Alfonso, sotto la guida di Enrico I, il navigatore. Dai registri nazionali capoverdiani, il primo cittadino capoverdiano fu proprio Antonio de Noli. Ma questo non è tutto, ci sono tanti altri aspetti che ci accumunano: l’aeroporto internazionale, Amilcar Cabral, nell’isola di Sal fu costruito dagli italiani negli anni 40; i porti di Genova e di Mindelo negli anni precedenti hanno avuto un grande rapporto commerciale; il lavoro dei frati cappuccini nell’isola di Fogo; il partigiano capoverdiano, Nicolau do Rosario, che perse la vita il 24 aprile 1945 difendendo l’Ospedale di Galliera a Genova etc. etc.… fino ad arrivare al turismo. Ogni anno partano migliaia d’italiani per Capo Verde e ce anche chi si innamora del luogo e decide di rimanere lì.

Poi arriva uno “sciocco” pronto per rovinare tutto quello che è stato costruito nel tempo. Va in una trasmissione, Pomeriggio Cinque, il 18 marzo del 2020, alle ore 18.37 condotta da Barbara d’Urso e spara a zero…. Sbam!!! Da fonti certe il signore non è un turista, ma bensì un residente nell’isola di Sal che lavora in un ristorante (anzi lavorava e qui non entriamo nei particolari). Forse preso da un momento di panico o di smarrimento, è andato a raccontare cose non veritiere. Però prima magari di dare spazio a determinate persone, anzi a chiunque, bisogna andare a fondo della questione. Il signore non ha messo solo in cattiva luce una nazione, un popolo ma anche il suo Consolato a Capo Verde.

https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/pomeriggiocinque/bloccati-a-capoverde-non-riusciamo-a-tornare_F309938901127C14?fbclid=IwAR28JyWDWM4-Zb3ZvzUR4Bn7jUP7DWIvA-aFL_azZ1nykXZ8nxlBbaWtzKQ

In questo momento non bisogna istigare le persone perché la situazione a Capo Verde non è proprio così. Vi chiediamo di immaginare solo per un secondo, queste piccole isole sparse nell’oceano Atlantico con poche risorse economiche e con una sanità non nelle top 50 del mondo. Cosa potrebbe fare? Oppure come potrebbe affrontare questa pandemia? I voli per l’Europa volendo ci sono stati fino alle 23 d’ieri sera (da mezzanotte di oggi è entrato in vigore un decreto a Capo Verde, vi alleghiamo il contenuto), proprio ieri continuavano ad arrivare voli pieni di turisti a Sal, e le frontiere sono state chiuse per la sicurezza di tutti i cittadini, non solo dei capoverdiani, perché fino ad oggi non sono stati registrati casi Covid-19 nel paese e speriamo che continui così.

Resolução número 48/2020 de 17 de Março – Lista de Países com interdição de ligações aérea com Cabo Verde a partir das zero horas do dia 19 de Março até 9 de Abril de 2020.

(Elenco dei paesi con i collegamenti aerei sospesi con Capo Verde da mezzanotte del 19 marzo fino al 9 aprile 2020. Italia non c’è nella lista perché i collegamenti sono stati sospesi prima).

Sui Social Network ieri abbiamo potuto vedere tantissimi messaggi di italiani residenti a Sal contro questo signore. Ad un certo punto si è creato una corrente positiva, un gruppo di persone capoverdiane e di italiani tutti insieme a diffondere messaggi belli e di speranza.

Il popolo capoverdiano ha una caratteristica molto bella e particolare, la sua “Morabeza”. Siamo un popolo umile, un po’ pazzoide a volte e che mai abbandonerà nessuno. Tutti siamo figli della stessa terra.

Come diceva Amilcar Cabral:

“Ninguém pode estragar a coisa linda que temos, se existe alguém que o pode fazer esse alguém è nòs mesmos.”

(Nessuno può rovinare la cosa bella che abbiamo, se esiste qualcuno che può farlo questo qualcuno è noi stessi.).

E come si dice a Capo Verde: “No stress!”.

Cleo Lopes, Marina Andrade e Sandra Andrade

Le meraviglie naturali di Capo Verde, Parte 1.

Apri gli occhi e tuffati nella natura di questi dieci granelli di sabbia nell’oceano Atlantico:

Achada de Leite (isola di Santiago): è un villaggio sulla costa occidentale dell’isola di Santiago e fa parte del Comune di Santa Caterina. È molto caratteristico per il suo paesaggio: il Pilao/pilon e le grotte di “Aguas belas”.

È possibile organizzare una gita per andare a visitare il Pilao e le grotte di “Aguas bellas”, il costo è solo di 20 euro in barca e ha una durata di 25 minuti. Vi lascio qui il link: http://www.agendacultural.cv/index.php?paginas=21&id_cod=7

Baia di Murdeira (isola di Sal): è un piccolo villaggio situato nella costa occidentale dell’isola di Sal. È anche una riserva naturale e marina. Un’ampia baia semicircolare che rimane tra “Pico de Rabo Junca” e “Ponta do Rife”. La riserva marina:

  • Uccelli marini: gabbiani (Chroicocephalus Ridibundus), Fetonte beccorosso (Phaenthon aethereus), balene (Megaptera Novaengliae) e tartarughe

Ilheu dos Passaros (Djeu): è un isolotto roccioso con un faro e disabitato. Rimane tra la baia di Mindelo nell’isola di Sao Vicente e la città di Porto Novo nell’isola di Santo Antao. Il faro fu costruito nel 1882 e si chiama “Farol de D. Luis”.

https://www.google.it/maps/place/Ilhéu+dos+Pássaros/@16.9103444,-25.0135108,17z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x94f1bed576405a3:0x2a70106a7f161649!8m2!3d16.9105158!4d-25.0111956

Baia da Varandinha (isola di Boavista): situata nella parte occidentale dell’isola di Boavista, vicino al villaggio di “Povoaçao Velha”. È una meraviglia della natura con una grotta che si affaccia al mare tra la sabbia bianca e il mare di acqua cristallina.

https://www.google.it/maps/place/Varandinha/@16.0423386,-23.1057481,11z/data=!4m5!3m4!1s0x94b21b201e6e315:0x71092c4a1737bd6e!8m2!3d16.0423185!4d-22.9656724

Cova (isola di Santo Antao): è un antico cratere di un vulcano spento. Rimane a 1585 metri di altitudine nella parte orientale dell’isola. Santo Antao è un’isola adatta per il trekking con le sue montagne verdeggianti.

https://www.google.it/maps/search/cova,+santo+antao,+Capo+Verde/@17.0555454,-25.3022108,11z

I CAMMINI TURTUOSI DELL’ISOLA DI SANTO ANTAO

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