Intervista a Vanda Fortes

          Vanda Fortes

“Vivi la vita al massimo. Godi ogni momento, ogni cosa perché non sai quando la vita può cambiare, basta un secondo e tutto cambia”.

Vanda Fortes nasce a São Nicolau il 30 agosto del 1980, all’età di quattro anni si trasferisce a Sal dai nonni paterni. È cresciuta in una famiglia umile, numerosa e protestante. I nonni l’hanno cresciuta come una figlia e per loro prova un amore infinito.

Lasciò gli studi all’età di diciotto anni e cominciò a lavorare con suo padre nell’azienda di famiglia.

Nel duemila si ammalò gravemente e restò molto tempo in ospedale. Non vedendo dei miglioramenti, il padre decisi di portarla in Italia per farsi curare. Nell’agosto dello stesso anno arriva a Roma. Una settimana dopo venne ricoverata in ospedale per un mese.

Nonostante le mille difficoltà e prove della vita, Vanda combatte ogni giorno contro una malattia dolorosa e distruggente, però non si scoraggia. Come dice lei “SONO UNA COMBATTENTE”.

Scopriamo Vanda:

Sandy: “Chi è Vanda?”

Vanda: “Parlare di me non è facile, ma credo che per molti sia così. Sono uno spirito libero e una combattente. Cerco di superare le avversità della vita sempre con sorriso e credo in Dio”.

Sandy: “Quando sei arrivata in Italia?”

Vanda: “Sono arrivata in Italia, a Verona, nell’agosto del 2000 e nello stesso giorno sono partita per Roma. Dopo una settimana fu ricoverata in ospedale per un mese. A Capo Verde mi ammalai gravemente. Dimessa dall’Ospedale, andai a Milano da mia zia e lì cominciai a lavorare come colf e nell’estate del 2001 venne in vacanza a Genova. Fu amore a prima vista! Ritornata a Milano mi ammalai di nuovo, altri venti giorni in ospedale. Non potevo più lavorare a causa della mia malattia e mi trasferì a Genova. E qui iniziò la mia avventura, venti anni ormai sono passati”.

Sandy: “Figli?”

Vanda: “Ho una figlia di quattordici anni, nata nel 2006 dal mio precedente matrimonio”.

Sandy: “Se non fossi venuta in Italia, cosa pensi che avresti fatto a Capo Verde?”

Vanda: “Sicuramente avrei gestito con mio padre l’azienda di famiglia oppure ora sarei morta e non avrei avuto la mia splendida figlia. È dolcissima ed è la figlia che ogni madre vorrebbe avere. Lei e il mio attuale compagno sono il mio sostegno, la mia forza e non so dove sarei ora senza di loro. Ringrazio il Signore ogni giorno per la gioia della maternità, in questi anni ho conosciuto poco o niente del mondo ma ho conosciuto il vero amore”.

Sandy: “Pensi che sia valsa la pena venire in Italia?”

Vanda: “ Sì con la S maiuscola, se non fossi venuta ora non sarei qui a raccontare la mia storia, la mia vita e non sarei diventata questa donna forte e combattente che sono oggi”.

Sandy: “Lavoro?”

Vanda: “Inizialmente, ho lavorato come quasi tutti i capoverdiani, come colf, badante e babysitter. Poi nel 2006 ho cominciato a fare il lavoro più bello del modo, la mamma. Un lavoro duro ma alla fine della giornata sei soddisfatta e il giorno dopo lo rifai. Poi un giorno decisi di fare la scuola alberghiera serale e oggi faccio il secondo lavoro più bello: cucinare per le persone che ami. È come stare sulle nuvole, una magia, sentire i profumi dei sapori e ti rilassa, non smetterei mai di cucinare”.

Sandy: “Hai dovuto compiere dei sacrifici per arrivare dove sei ora? Il gioco è valso la candela?”

Vanda: “Sì, per amore di mia figlia. La vita mi ha messa a dura prova ancora un’altra volta ed ho dovuto rinunciare al mio sogno. Ho dovuto lasciare gli studi purtroppo l’uomo che avevo sposato si è dimostrato egoista e molto geloso; ogni giorno sentire dire “non diventerai mai nessuna nella vita” non è bello. Dovevo crescere mia figlia in un ambiente sereno e volevo qualcosa di più per me stessa. Così lo lasciai e chiesi il divorzio. Dopo cinque anni di trambusti e spostamenti, eccomi qui con mia figlia in una nuova vita serena”:

Sandy: “Un tuo pregio?”

Vanda: “Sono sempre me stessa con tutti, quando tengo a una persona do l’anima però se tradisci la mia fiducia per me non esisti più”.

Sandy: “Un tuo difetto?”

Vanda: “Un po’ perfettina, assillante ah ah ah ah”.

Sandy: “Una frase o una citazione capoverdiana che non dimenticherai mai?”

Vanda: “Depois de passa sab, morre ca nada (Dopo il divertimento, morire non è niente)”.

Sandy: “Un proverbio capoverdiano?”

Vanda: “Se bo junta ma porc, bo ta prende cme farel (Se ti metti con un maiale, mangerai crusca)”.

Sandy: “In che cosa credi?”

Vanda: “In Dio, l’unico onnipotente. Colui che ha creato il cielo e la terra, che tutto può! La mia vita è sempre stata un “sali e scendi”, tante volte ho dovuto combattere con tutte le mie forze contro ogni avversità che mi si presentava, spesso amara. Ci sono stati dei momenti dove sono caduta nel vuoto più profondo e “arrendermi” per poi risalire. Non ho mai smesso di lavorare (alberghi e ristoranti), ed ho seguito sempre il mio sogno fare la cuoca. Quindi credo anche in me stessa”.

Sandy: “Cucina capoverdiana? Cucina italiana?”

Vanda: “Caldo de peixe (Brodo di pesce) e Feijoada. Italiana la parmigiana alla melanzana e gli spaghetti allo scoglio”.

Sandy: “Musica capoverdiana? Musica italiana?”

Vanda: “Mi piacciono le canzoni tradizionali capoverdiane e invece quell’italiana preferisco la lirica”.

Sandy: “Dammi il primo consiglio che ti viene in mente?”

Vanda: “Vivi la vita al massimo. Godi ogni momento, ogni cosa perché non sai quando la vita può cambiare, basta un secondo e tutto cambia”.

Sandy: “Cosa ti piace della tua città?”

Vanda: “Genova è bella, mi piacciano i vicoli… unici nel loro genere! I palazzi e il loro colori, ed anche il porto. La regione Liguria è meravigliosa, mi piace più la riviera”.

Sandy: “Un pregio e un difetto della tua città?”

Vanda: “Città bellissima, gente un po’ difendenti ma quando ti conoscono ti dimostrano il grande cuore che hanno”.

Sandy: “Cosa pensi del razzismo? Mai subito episodi di razzismo? Se sì, raccontaci un episodio”.

Vanda: “Per me è aver paura di aprire la mente al nuovo e la paura di nuove sfide. Personalmente non ne ho mai subito”.

Sandy: “Sei sicura di non aver mai subito atti di razzismo?”

Vanda: “Sinceramente non ho ricordi di averne subito, forse sì forse no. Io cammino per la mia strada e non guardo altro”.

Sandy: “Cosa ti piace dell’Italia e no?”

Vanda: “Italia è un grande paese e mi ha dato tanto ed ho imparato tanto dagli italiani (ovviamente senza rinunciare alla mia base capoverdiana). Quello che mi dispiace è che proprio gli italiani non diano valore alla loro eredità culturale, storica, artistica ecc.”.

Sandy: “Cosa puoi “offrire” all’Italia come persona?”

Vanda: “Il mio amore per questo paese e il mio dovere di cittadina”.

Sandy: “Come ti vedi fra dieci anni? Oppure dove ti vedi fra dieci anni?”

Vanda: “Sicuramene con qualche ruga in più e qualche capello bianco, spero di aver raggiunto il mio obbiettivo: aver un ristorante tutto mio. Dove fare sia cucina italiana che quella capoverdiana. Mi vedo per ora in Italia”.

Sandy: “Ti ringrazio Vanda per aver partecipato a quest’intervista e per aver condiviso la tua storia personale”.

Vanda: “E’ stato un piacere. Ci sarebbe molto da dire, purtroppo non si può allungare tanto si rischia che la gente non legga tutto. Grazie!”

Visitate il suo canale YouTube per tantissime ricette: https://www.youtube.com/channel/UClpmkP58epmlBrj4r36Ffmw

E il suo blog personale: Semplicemente Vanda

Vanda e le sue creazioni

5 risposte a "Intervista a Vanda Fortes"

  1. Bellissima la sua intervista, una donna di colore, volevo fare solo una osservazione: che ha salvato la vita Lei, sono i Bravi Dottori e il sistema sanitario italiano, (Finché dura). Dio se voleva salvarla la salvava a Capo Verde. Un caro saluto Bruno Garaventa

    "Mi piace"

    1. Ognuno ha il suo credo, io credo sempre in Dio,non vuol dire che non credo anche nei dottori. Dio agisce in modo diversi,poi sta a noi credere se sì o no.

      "Mi piace"

    2. Risposta intiligentissima questa… Bravo ma per piacere va.. Meno male Che essere inteligenti nn e scrivere due parole…… Un buon motivo per tenersi le opinioni stupide per se stessi cara Bruno Garaventa

      "Mi piace"

    3. Mi scusi , ma perché sottolinea “donna di colore”? E poi, Vanda ha detto di credere in Dio ma ha più volte sottolineato che la hanno salvata i medici Italiani! Impari a leggere ! Grazie.

      "Mi piace"

I commenti sono chiusi.