Intervista a Ornella Da Luz

Ornella Da Luz

Ornella Da Luz, figli di immigrati, è nata a Genova il 9 novembre del 1975. Sua madre partì da Capo Verde, sempre nel 1975, per l’Italia con un contratto regolare di lavoro, il padre invece rimase giù e Ornella lo conobbe quando ormai era una ragazza, all’età di diciotto anni.

Oggi lei è una cuoca/chef e le piace il suo lavoro nonostante i molti sacrifici che richiede questo settore, tra i quali lavorare nei giorni festivi e a volte le capite di mancare a cerimonie importanti.

Ornella è una donna solare, simpatica (la sua risata ti travolge e ti coinvolge), lavoratrice, indipendente, cerca di vivere la sua vita stando a distanza da persone che possono essere negative ed accetta consigli solo dalle persone a lei più care, con le quali ha instaurato un rapporto duraturo nel tempo. Non si ferma davanti alle avversità della vita e percorre la sua strada a testa alta.

Sandy: “Ciao Ornella! Benvenuta a Tè con Sandy e Mea, per noi è un immenso piacere averti qui con noi e ascoltare la tua storia. Chi è Ornella in realtà?”

Ornella: “Ornella ha quarantaquattro anni suonati e va per i suoi quarantacinque. Ho vissuto la mia infanzia e una parte della mia adolescenza in collegio perché mia madre lavorava come colf fissa in casa di famiglie benestanti ed ha quindi così affidato la mia educazione e la mia preparazione scolastica alle suore del Sacro Cuore di Quarto, in quanto unica persona responsabile della mia crescita. Poi ho scelto il Liceo Artistico Nicolò Barabino come ultima tappa della mia formazione scolastica. Preso il diploma iniziai a lavorare fino a che, il fato non mi portò dentro le cucine dei ristoranti, così a poco a poco, nacque la mia passione per la cucina”.

Sandy: “Un tuo pregio e un tuo difetto?”

Ornella: “Un mio pregio è sicuramente l’essere solare, mi piace trovare sempre, anche nelle situazioni più difficili il lato positivo delle cose. E uno dei miei difetti più evidenti è sicuramente la pigrizia”.

Sandy: “Una frase o una citazione capoverdiana che conosci?”

Ornella: “Una delle frasi che ho spesso sentito dire da mia madre e dalle sue amiche Capoverdiane è sicuramente: Deus ta companhob ub (Dio ti accompagni)!”

Sandy: “Sì, mi ricordo di questa frase. È usata soprattutto dalle persone anziane per augurarti fortuna e che il tuo cammino sia protetto dalla luce divina. Invece un proverbio capoverdiano?”

Ornella: “Non ricordo in questo momento nessun proverbio Capoverdiano ma ho la sensazione di averne sentito un paio”.

Sandy: “Sei nata qui, pensi che sia valsa la pena a tua madre di venire in Italia?”

Ornella: “Penso che per mia madre ne sia assolutamente valsa la pena, alla fine ha dato a sé stessa l’opportunità di una vita fatta, sì di sacrifici ma con un sostenimento migliore per lei e per me, visto che, le alternative non erano delle più rosee”.

Sandy: “Lavoro?”

Ornella: “Si oggi sono una Cuoca/Chef. Il mio lavoro è molto soddisfacente ma che richiede molti sacrifici, tra i quali non poter sempre essere presente nei giorni di festa e a volte mancare a cerimonie importanti”.

Sandy: “Hai dovuto compiere sacrifici per arrivare dove sei ora? Il gioco è valso la candela?”

Ornella: “Ad oggi direi che sto ancora giocando e che mi ritengo molto soddisfatta di dove sono arrivata ma si può fare ancora meglio!”

Sandy: “Il tuo lavoro ti ha resa felice?”

Ornella: “Il mio Lavoro occupa una parte importante della mia vita e spero di poter continuare a farlo ancora per molto tempo”.

Sandy: “In che cosa credi?”

Ornella: “Credo in me stessa!”

Sandy: “Riguardo alla gastronomia capoverdiana, un piatto preferito? Un piatto italiano?”

Ornella: “Il piatto Capoverdiano che prediligo è sicuramente la Catchupa! Ottima il giorno dopo per colazione passata in padella con un bell’ovetto al tegamino e uno chorîzo. Da buona Genovese adoro i Mandilli de Sêa al pesto, tipica sfoglia tirata molto sottile tanto da prendere il nome Mandilli de Sea ovvero fazzoletti di seta “.

Sandy: “Ci torni spesso in vacanza a Capo Verde?”

Ornella: “Saranno quattordici anni che non vado a Capo Verde, un po’ tantino mi rendo conto ma la motivazione è semplice, passavo le mie vacanze a Lisbona ultimamente perché mia madre sì trasferì lì tra il 2009 e il 2010. Quindi quando non lavoro andavo e vado tutt’ora a trovarla; in altri momenti, come d’estate, è più difficile per me spostare perché lavoro molto”.

Sandy: “Hai mai pensato di andare a vivere a Capo Verde? Di aprire un ristorante lì? Dedicarti alla cucina capoverdiana?”

Ornella: “Spero, e sicuramente ci ritornerò un giorno, mi piacerebbe molto entrare in qualche cucina e collaborare alla realizzazione o alla rivisitazione di piatti capoverdiani. Sono in grado di cucinare alcuni, primo su tutti la Catchupa ma anche la Canja oppure i Pastel piuttosto che il polpo. Sono conscia però che mi manca ancora una grande fetta di cucina creola e spero presto di saper fare molto di più”.

Sandy: “Musica capoverdiana? Musica italiana?”

Ornella: “Ho sempre apprezzato molto la musica Capoverdiana, la prima volta che misi piede a Capo Verde, ormai diciottenne, ricordo che rimasi incantata dalla musica e dal ballo, in quegli anni erano nel pieno del loro successo Gil Semedo e Suzanna Lubrano, due grandi artisti che stimo ancora oggi. Crescendo i miei gusti si sono amplificati ed ora apprezzo moltissimo anche la Morna che ascolto sempre molto volentieri da Bana, Tito Paris, per non parlare di Cèsaria Èvora, quest’ultima parte sicuramente me l’ha passata mia madre che a tempo di musica, cucinava, ballava e si puliva casa insieme. Per quanto riguarda la Musica Italiana prediligo i cantautori come Fabrizio De André, Franco Battiato, Claudio Baglioni ma anche Caparezza e Frenkie hi-nrg mc che parlano molto di temi sociali”.

Sandy: “Cosa ti piace della tua città?”

Ornella: “Della mia città mi piace il fatto che puoi trovare sia il mare che la campagna e ci sono molti posti da poter visitare, dall’acquario ai palazzi storici, insomma, se si cerca ci sono attività da fare per tutti dai più piccoli ai più grandi”.

Sandy: “Un pregio e un difetto della tua città?”

Ornella: “Un pregio di Genova è sicuramente legato al clima non ci sono inverni troppo freddi, il clima è sempre abbastanza mite e per una freddolosa come me è l’ideale. Un difetto è che i Genovesi rimangono sempre un popolo abbastanza diffidente non proprio aperto al nuovo che avanza, peccato!”

Sandy: “Cosa pensi del razzismo? Mai subito episodi di razzismo? Se sì, raccontaci un episodio”.

Ornella: “Fortunatamente ad oggi veri e propri episodi di razzismo non ne ho mai subito ma invece posso dire che, il solo fatto di avere un nome italiano, essere nata a Genova ed avere la pelle nera, a volte ad alcuni, porta un po’ di sgomento (della serie ma come è possibile che sei nera, parli pure bene l’italiano e ti chiami Ornella? Ecco questo atteggiamento mi dimostra solo di avere davanti delle persone stupide). Il resto è fuffa, nel senso che come abbiamo ben visto anche in questi ultimi tempi di Covid-19 tutti si sono messi contro tutti, americani, italiani ecc.”.

Sandy: “A proposito degli americani, cosa pensi di quello che sta accadendo in questi giorni in USA?”

Ornella: “In America il razzismo è molto più presente e sono molto più frequenti le ingiustizie da parte di poliziotti verso gli Afroamericani, ecco perché la reazione in risposta alla milionesima disumanità è stata così violenta da parte delle varie comunità afroamericane e non solo. Prima di tutto i diritti umani che devono essere uguali per tutti a prescindere dal colore della pelle. Stop allo sfruttamento, all’egoismo delle persone”.

Sandy: “E’ possibile che il Covid-19 abbia giocato un ruolo fondamentale nelle manifestazioni di questi giorni in America e nel resto del mondo?”

Ornella: “Tutto è possibile. C’è da dire però che il problema del razzismo è più vecchio del Covid-19. Ho un amico che per lavoro gira molto e mi ha confermato che gli americani sono proprio stanchi di vedere ingiustizie e cattiveria gratuita per le loro strade”.

Sandy: “Cosa ti piace e non ti piace d’Italia?”

Ornella: “Mi piace dell’Italia sicuramente la storia ed il cibo oltre che i paesaggi meravigliosi. Non mi piace la forma di sottomissione che gli Italiani dimostrano in certe situazioni dove invece si dovrebbe lottare di più”.

Sandy: “Cosa puoi “offrire” all’Italia come persona?”

Ornella: “A questo paese posso solo offrire una storia diversa per poter analizzare un punto diverso da quello a cui sono abituati”.

Sandy: “Dammi il primo consiglio che ti viene in mente?”

Ornella: “Il primo consiglio che mi viene in mente di darti è quello di lottare sempre per ciò in cui credi”.

Sandy: “Come ti vedi fra dieci anni? Dove ti vedi tra dieci anni?”

Ornella: “Tra dieci anni credo che lavorerò ancora spero di avere più tempo per stare vicino alle persone con cui ho costruito una famiglia e godere dei miei nipoti che per allora saranno adolescenti! Se Deus quizer (Se Dio vuole)”

Sandy: “Sogni nel cassetto?”

Ornella: “Preferisco non rivelare questa informazione, magari un giorno si avvera”.

Sandy: “Ornella che dire? Grazie mille e ti auguro il meglio e che i tuoi sogni si realizzano”.

Ornella: “Grazie a te!”

Vi presentiamo alcuni piatti realizzati da Ornella:

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