Intervista a Lucy Monteiro

Lucy Monteiro

“La vita è dura ed è bene accettarla fin da subito. La povertà non è una vergogna, l’importante è conservare la dignità.”

Nonna Olimpia

Lucialina Lopes Monteiro nasce a Capo Verde, nella città di Mindelo, il 4 ottobre del 1966. Il padre è originario dell’isola di Santo Vicente e la madre dell’isola di Sao Antao. I genitori si sperano presto, è ancora una bambina quando si trasferisce insieme a suo fratello maggiore dalla nonna materna, Olimpia. Fino all’età di due anni vive con la madre e la nonna paterna a Mindelo.

Per lei la sua infanzia fu molto bella e serena, ha dei bei ricordi di sua nonna materna, delle sue zie e dei suoi cugini. Seppure non abitassero tutti insieme nella stessa casa, erano tutti molti uniti e felici. Ringrazia ogni giorno di essere cresciuta in quella casa di “Fund de Lombo Branco” a Porto Novo.

Cresce in un ambiente cattolico molto rigido; già all’età di quindici anni prendeva il traghetto da sola per andare a trovare la nonna paterna Paula e fare delle commissioni a Sao Vicente. E così passa la sua infanzia e adolescenza viaggiando tra le due isole.

Il rapporto con la nonna materna è stato molto importante per la sua crescita personale e professionale. Nonostante l’isola di Santo Antao, a quei tempi, non disponesse di un liceo, la sua voglia di studiare era tanta. Finito gli elementari aspetta due anni per ricominciare gli studi e la sua caparbietà le porterà a frequentare anche il liceo, malgrado le tante difficoltà che vi si presentarono in quel periodo.

Arriva a Genova nel dicembre del 1983, all’età di 17 anni, con una sua cugina per ricongiungere la madre.

Con determinazione e con l’aiuto della madre si iscrive alla scuola per gli infermieri all’Ospedale Galliera, si diploma e diventa infermiera professionale. Oggi lavora all’Ospedale Galliera, con l’epidemia di covid-19 per lei ogni giorno è una benedizione.

Sandy: “Ciao Lucy! Benvenuta a “Tè con Sandy e Mea”. Nella tua presentazione abbiamo già detto che sei arrivata in Italia nel 1983 per ricongiungere tua madre. Com’è stato il tuo arrivo in una nuova realtà?”

Lucy: “Non è stato facile. Sono arrivata con mia cugina, che per me è come una sorella, per ricongiungerci alle nostre madri. Ho iniziato subito a studiare, Istituto Vittorio Emanuele II, ragioneria. Facevo la scuola serale perché di giorno lavoravo, pulivo uffici ecc. Poi decisi nel 1989 di fare la scuola per gli infermieri all’Ospedale Galliera, grazie all’aiuto di madre, e nel 1992 sono diventata infermiera professionale”.

Sandy: “Hai trovato subito lavoro? Hai avuto dei problemi nell’inserimento nel mondo lavorativo a Genova?”

Lucy: “Sì, ho trovato subito lavoro all’Ospedale Galliera e tuttora lavoro lì e mi trovo bene.”

Sandy: “Dalle tue parole il tuo lavoro ti piace e ti rende felice. È così?”

Lucy: “Sì! Ogni giorno per me è una gioia poter fare il mio lavoro”.

Sandy: “Invece cambiando un po’ tema, andando sulla sfera personale, figli? Sposata?”

Lucy: “Sono sposata e ho un figlio che è il centro del mio universo. Mi ritengo di essere una donna molto fortunata, di avere anche dei genitori fantastici e un fratello che adoro”.

Sandy: “Quindi tuo figlio è nato qui, cosa fa ora? Cosa ne pensa delle sue origini capoverdiane? Tuo marito è capoverdiano o italiano?”

Lucy: “Mio figlio è nato qui. L’abbiamo sempre portato a Capo Verde e ha fatto anche delle amicizie lì. A Capo Verde tutto è molto diverso, genuino e sincero. Infatti, a lui piace tutto di Capo Verde, dal cibo agli usi e i costumi. Riguardo alla comunità capoverdiana qui, frequenta poco. Sì, mio marito è capoverdiano, di Porto Novo. Siamo sempre stati persone riservate e preferiamo fare la nostra vita un po’ in disparte. Qui abbiamo grossi problemi di unione, di condivisione e a volte anche di rispetto. Perciò io e mio marito lo abbiamo tenuto un po’ al di fuori della comunità, sostenendo sempre le sue scelte e lasciandolo ragionare con la propria testa, in fine ha seguito i suoi sogni. L’anno scorso si è laureato in psicologia ed ora si prepara alla specializzazione”.

Sandy: “Un tuo pregio e un tuo difetto?”

Lucy: “Un mio pregio è essere molto generosa, aggiungo anche essere riservata. Vedi nella vita, purtroppo, quando si è troppo generosi con gli altri, a volte se ne approfittano. Ci sono rimasta male in tantissime occasioni, però sono fatta così e questo mi rende umana. Un difetto? Sono molto permalosa, ma sto lavorando su di esso”.

Sandy: “Mi piace osservare molto le persone, mi affascina l’essere umano nella sua bellezza e nella sua complessità. Mi ricordo quando ti vidi per la prima volta, quello che mi colpì di te è stato il tuo sguardo così lontano e così vicino, indiscreto e silenzioso. Dietro a quegli occhi profondi c’è una donna che avvolge qualche mistero lontano. E così?”

Lucy: “Mistero? No, assolutamente no. Di solito sono molto cristallina, mi piace abbracciare le persone … mi “apro” verso gli altri. Per me un abbraccio è come mangiare un pezzo di cioccolato, mi dà più calore che baciare le persone. Fin da bambina mi piaceva abbracciare le persone, sento qualcosa di diverso, sento il calore umano”.

Sandy: “Una frase o una citazione capoverdiana che non dimenticherai mai?”

Lucy: “Ci sono due frasi di mia nonna che costudisco nella mia mente e nel mio cuore: La vita è dura ed è bene accettarla fin da subito. La povertà non è una vergogna, l’importante è conservare la dignità”.

Sandy: “Un proverbio italiano e uno capoverdiano?”

Lucy: “Proverbio italiano: Paese che vai usanze che trovi. E un proverbio capoverdiano: Se ti viene dato un consiglio e lo disprezzi, otterrai la maledizione di Caino come compenso”.

Sandy: “Pensi che sia valsa la pena venire in Italia?”

Lucy: “Sicuramente sì. Per me è stato un forte cambiamento, sono cresciuta qui. Mi è servito a migliorare economicamente e culturalmente, Italia è diventata la mia seconda patria. Mi piace l’inno nazionale e la cucina italiana”.

Sandy: “Piatto capoverdiano preferito? Italiano?”

Lucy: “Non ho un piatto unico capoverdiano preferito. Mi piace la Catchupa, il pesce cucinato in vari modi, Canja, fagioli verdi ecc. La cucina italiana? Per me è la Queen of the world, è ricca e variegata. In assoluto mi piace Pasta con olio, aglio e peperoncino”.

Sandy: “Musica capoverdiana?”

Lucy: “Morna e Coladera sono i miei generi musicali preferiti. I miei cantanti sono: Cesária Évora, Ildo Lobo, Bana e Luís Morais.”

Sandy: “Riguardo alla comunità capoverdiana a Genova?”

Lucy: “Innanzitutto a Genova ci manca un Consolato di Capo Verde, siamo in tanti, abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti. Immagino persone come mia madre, anziane, il quanto può essere difficile e stressante sbrigare qualche pratica o semplicemente richiedere il passaporto. Sono costretti ad andare a Roma (il viaggio è lontano e costoso) oppure spedire dei documenti, per loro è molto più complicato. Riguardo alla comunità capoverdiana deve essere più civile e più aggregata nel bene e nel male perché a Capo Verde non siamo così, siamo persone splendide e unite”.

Sandy: “Cosa ti piace di Genova?”

Lucy: “Di Genova mi piace il connubio tra mare e monti. Insomma la Regione Liguria è splendida”.

Sandy: “In questo connubio perfetto della città, secondo te c’è qualche difetto?”

Lucy: “Un difetto? Secondo me la diffidenza dei Genovesi, questo blocca la città e le persone”.

Sandy: “Cosa pensi del razzismo? Mai subito episodi di razzismo? Se sì, raccontaci un episodio”.

Lucy: “Essendo nata in una nazione multiculturale, non ho conosciuto il razzismo lì. Qui invece mi sono capitati episodi di razzismo, ma grazie a Dio sono andata sempre avanti e non mi sono persa in questo vortice negativo. Penso che il razzismo sia ignoranza pura, quando una persona si mette a discutere con persone ignoranti rischia di scendere ai loro livelli, è solo una grande perdita di tempo e di energia”.

Sandy: “Com’è stato lavorare in questi giorni di emergenza?”

Lucy: “Per ora preferisco non parlare, è tutta una situazione abbastanza stressante e delicata. Però sono disponibile, più avanti, per un’intervista per raccontare la mia esperienza e il mio lavoro in questi mesi dell’epidemia di Covid-19″.

Sandy: “Un consiglio al volo per tutti noi?”

Lucy: “Essere felice sempre e fare tesoro di ciò che abbiamo”.

Sandy: “Dove ti vedi fra dieci anni?”

Lucy: “In pensione a Capo Verde a godermi la mia vita in perfetto stile relax, come si dice giù: NO STRESS!”

Sandy: “Lucy ti ringrazio per l’intervista e ti auguro il meglio”.

Lucy: “Grazie a te”.

7 Comments on “Intervista a Lucy Monteiro”

  1. Grazie Sandy .Complimenti per il bel lavoro che stai facendo,continua così vai pela tua stata a testa alta.Sei una Tosta sono orgogliosa di te Sii felice sempre e comunque.Grazie Grazie di cuore ❤💋.

    Piace a 1 persona

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: