Intervista a Nays Monteiro

Manuel Lopes Monteiro meglio conosciuto come Nays Monteiro è nato nell’isola di Sao Vicente l’11 aprile 1964. All’età di quattro anni, la madre partì per l’Italia e lui si trasferì da sua nonna a Porto Novo nell’ Isola di Santo Antao.

È cresciuto, quindi, con la nonna in un contesto particolare, ricco di cultura e tradizioni. Tutto questo suscitò in lui la voglia di scrivere poesie e testi musicali ispirandosi a vari cantanti e artisti capoverdiani e non solo, come “Bana”, “Voz de Cabo Verde”, “Cabo Verde Show”, “Kassav”, “Tubaroes”, “Bulimundo”, “Kings”, “Bob Marley”, “Gilberto Gil”, “Roberto Carlos” e tanti altri.

Come per la maggior parte dei bambini, aveva la passione per il calcio; anche se sentiva qualcosa dentro il suo cuore che lo spingeva sempre di più verso la strada della musica. Partecipò due volte al famoso concorso canoro delle isole: “Tud mundo canta/ Tutto il mondo canta”.

Nel 1986 raggiunse la madre in Italia, a Genova. Inizialmente non fu per lui un’esperienza facile: lasciare la sua isola e sua nonna è stato come se gli avessero portato via qualcosa.

Per “affrontare” e reagire a tutto ciò iniziò a scrivere piccoli brani dove parlava della sua terra natale, dell’amore e della costante nostalgia… “Saudade”.

Con il passare del tempo iniziò a conoscere nuova gente, nuove culture, soprattutto quella sudamericana e scoprì la band/ gruppo brasiliano “Nos Quatro” che a quei tempi aveva grande successo.

Nays cominciò ad animare varie serate nei locali di Genova e questo gli permise di conoscere altri generi musicali come: Samba, Bossa Nova, Lambada, Merengue, Salsa, etc.

Nello stesso periodo iniziò anche la sua carriera come DJ e come organizzatore di eventi musicali per le varie comunità straniere, inclusa quella capoverdiana.

La sua prima esperienza a livello di registrazione musicale fu nel 1992, quando insieme a Adao Ramos incisero sei canzoni del suo repertorio.

Più tardi incontrò i due artisti Carlos do Rosario e Manuel Gomes, e decisero di “giocare” con nuovi pezzi musicali. Insieme a loro incise il suo primo CD intitolato “Azul” nel 2002.

Hanno partecipato alla realizzazione del Cd anche Jorge do Rosario nella parte tecnica; Toy Avelino (chitarra), Roger Morreira (chorus/coro), Suzana Lubrano nella canzone “Antuninha Gorduchinha”. L’album per lui fu una grande soddisfazione e la canzone “Antuninha Gorduchinha” ottenne un grande successo a Capo Verde.

La musica per Nays è come l’acqua, senza di essa non potrebbe vivere, sente dentro di sé il bisogno di cantare e attraverso le sue canzoni ci racconta la storia di Capo Verde, i suoi sentimenti, i suoi ricordi d’infanzia, la sua esperienza vissuta e i suoi sogni.

Nel 2008 lanciò un nuovo CD intitolato “Ceu di nha Alma”, i testi sono tutti suoi, gli arrangiamenti sono di Jorge do Rosario e Franco Ramos, con la partecipazione di Jacqueline Fortes, Roger Moreira, Miss Carine Mota, Johnny Fonseca (chitarra), Kinkim Gomes e Skontje (cavaquinho). L’album è stato sponsorizzato da Epicerie Creole e Ricci-pro. Nel 2014 esce il suo CD dal titolo “Romantica inspiraçao” e nel 2018 “Reflexos di Paraiso”.

Sandy: “Ciao Nays! È sempre un piacere parlare con te, soprattutto condividere pensieri e informazioni. In questi anni abbiamo collaborato in vari progetti, soprattutto quelli legati all’Associazione Italo-Capoverdiana. Credo sia stata una bella esperienza e che ci abbia permesso di conoscersi un pò. Anche per te è stato così?”.

Nays: “E’ stata un’ottima esperienza e di grande condivisone. Penso che avrebbe potuto funzionare, purtroppo i nostri compaesani non hanno sposato la nostra causa e sinceramente poteva essere anche molto utile per noi tutti”.

Sandy: “Sei arrivato a Genova nel 1986. La tua prima impressione?”

Nays: “Uhm, era una città molto… come si può dire? Direi un mix tra Italia e America, che si è trasformato nel mito più esotico dopo l’arrivo di brasiliani e cubani. Negli anni 90 andavamo tutti in discoteca a ballare Lambada, Salsa, Merengue. Poi negli anni molto è cambiato e mi sono trovato in un mondo dentro una città”.

Sandy: “Quindi era già all’epoca una città multiculturale?! So che la comunità capoverdiana a Genova era costituita per lo più da donne. Come ti sei trovato?”

Nays: “Sì! La comunità capoverdiana contava con la presenza di soli cinque uomini su un numero più esteso di donne capoverdiane. Le capoverdiane erano tutte sposate o fidanzante, in più mi vedono minorenne e troppo magro. Comunque mi sono trovato bene”.

Sandy: “Non amo parlare d’Integrazione, preferisco usare la parola “Inclusione”. Trovo che l’inclusione sia un processo naturale e spontaneo. Quando mi parli di questa “mescolanza di culture”, mi viene da pensare che forse a quel tempo c’era più inclusione, secondo te cosa è cambiato allora in questi anni? L’influenza dei social network?”

Nays: “Sì, forse perché le persone erano più incuriosito dal “nuovo”; c’era più apertura e le persone volevano scoprire il nuovo mondo aldilà del libro che si leggeva. Quindi nel tempo è cambiato qualcosa, oggi non si parla di qualità, ma sì di quantità e questo porta un po’ di frustrazione ai più scalmanati. Quei tempi tutti lavoravano, il paese offriva più possibilità lavorative ed “i nostri figli” non erano in giro senza fare niente”.

Sandy: “Nays cambiando un po’ il discorso, un tuo pregio e un tuo difetto?”

Nays: “Un mio pregio è Adattare e un mio difetto è Accontentare”.

Sandy: “Quindi da quello che posso dedurre, allora ti sei “adatto” ed “accontentato” di vivere a Genova? Se sì, trovi che sia giusto così?”

Nays: “Non ho mai rischiato o pensato qualche volta di cambiare aria, ma c’è stato un momento…niente di concreto”.

Sandy: “Una frase o una citazione capoverdiana che ti è rimasto nel cuore?”

Nays: “Quem tem fé, tem esperança”. (Chi ha fede, ha speranza).

Sandy: “Un proverbio capoverdiano?”

Nays: “Quem não escuta conselhos, depois tem coceira”. (Chi non ascolta i consigli, dopo avrà prurito).

Sandy: “Se non fossi venuto in Italia, cosa pensi che avresti fatto a Capo Verde?”

Nays: “E’ una bella domanda. Penso che avrei seguito i miei sogni quello di fare il musicista a 360 gradi oppure l’insegnante o il comico”.

Sandy: “Il tuo lavoro primario è quello del portinaio ma hai un secondo lavoro che è quello del musicista. Ogni giorno continui ad animare le nostre serate ed a divulgare la musica capoverdiana nel mondo. Pensi che sia valsa la pena venire in Italia?”

Nays: “Sì! Non mi piace lamentare, ho la salute e un lavoro. La mia pace interiore, mi rende felice”.

Sandy: “Un tuo piatto preferito capoverdiano? E un piatto italiano?”

Nays: “Assolutamente Catchupa. Melanzane alla parmigiana”.

Sandy: “Genere musicale capoverdiano ed italiano preferiti?”

Nays: “Mi piace un po’ tutto, non ho canzoni preferite ad esempio. Ascolto qualsiasi genere musicale”.

Sandy: “Cosa ti piace di Genova? Un pregio e un difetto della tua città?”

Nays: “Mi piace il clima temperato e la sua bellezza. Un pregio? Mare e monte in poco tempo. Invece un difetto, poco strategica”.

Sandy: “Nays, cosa pensi del razzismo?”

Nays: “Non penso al razzismo, ignoro”.

Sandy: “Tu come cittadino di questa città cosa puoi offrirla?”

Nays: “Posso offrire la mia collaborazione come cittadino per bene”.

Sandy: “Cosa intendi per: Cittadino per Bene?”

Nays: “Che rispetta le regole, le leggi, i costumi del paese che mi ospita”.

Sandy: “Come ti vedi fra dieci anni? E dove ti vedi fra dieci anni?”

Nays: “Mi vedo un po’ invecchiato. Mi vedo qua se Dio vorrà”.

Sandy: “Grazie Nays per il tuo tempo e per le tue parole”.

Nays: “Grazie a te!”

2 Comments on “Intervista a Nays Monteiro”

  1. Bellissima intervista Sandra,buon lavoro… Voglio vedere ancora i altri… Principalmente quelle donne che sono arrivati prima di noi… Complimenti Nais

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    • Grazie a te per la tua disponibilità e per le tue parole. Grazie per avermi dato la possibilità di “entrare” nel tuo mondo. Un abbraccio ☺️
      P. S riguardo alle altre interviste arriveranno😅

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