Non ho un gatto, ho una bimba pelosa.

Dicono che i gatti sono esseri indipendenti, liberi, mistici (poteri soprannaturali), molto intelligenti ed anche diffidenti. Dalla mia esperienza diretta posso confermare tutto ciò. Ogni gatto ha una sua personalità, un suo carattere e percepisce il mondo diversamente da noi esseri umani.

Sin dall’antichità, era venerato il gatto; il volto della dea Bastet, simbolo di fecondità e dell’amore eterno è una prova della venerazione e rispetto per questo felino. La passione per i gatti inizia con gli egiziani, arrivando ai romani fino al profeta Maometto:

“L’immagine del gatto nell’Islam è principalmente positiva, grazie all’affetto che portava loro Maometto, dopo essere stato salvato da un morso di serpente da una gatta soriana, Muezza, che poi venne adottata e amata dal Profeta. Per l’affetto e l’amore che nutriva nei confronti della sua gatta, secondo la leggenda, Maometto regalò ai felini la capacità di cadere sempre su quattro zampe, nonché la presunta facoltà di poter osservare contemporaneamente il mondo terreno e la dimensione ultraterrena.”

L’immagine del gatto nella letteratura (ad esempio Alice nel Paese delle Meraviglie o il Gatto Nero di Edgar Allan Poe) ha stimolato molto le fantasie di numerosi poeti e scrittori; nella musica (dai Queen con “Delillah e Bijou” a Gino Paoli con “La Gatta”).

La mia gattina ha tre anni, quando l’ho presa non avevo idea, che la mia vita sarebbe cambiata radicalmente e che avrei trovata un’amica e una compagna (anche se lei si comporta come se fosse la mia bambina, forse anch’io inconsapevolmente sono diventata sua “madre”). Non ho mai cercato di umanizzarla perché lo trovo sbagliato, è lei che ha saputo prendere i suoi spazi e chiedere ciò di cui ha bisogno. Non nego che ogni tanto le canto questa canzone: “Where is my baby cat? Who is my baby cat? It’s Mea, Mea, Mea” e lei mi risponde con le fuse. È un concerto meraviglioso, divino.

Per me è un modo per ringraziarla del suo affetto, è quasi una “venerazione” la mia. Spesso mi trovo a domandare cosa hanno così di tanto speciale? Perché davanti a lei mi “arrendo”?

Il mio ego si annulla davanti al suo sguardo. La sua eleganza nel muoversi? Mi fa vibrare il cuore di stupore.

Comunque, quando la cerco io, niente…NON VUOLE! Decide lei il momento, l’ora senza tanti giri di miagoli. Magari un morso, un graffietto e se ne va con eleganza.

In questi giorni di Lockdown sto avendo l’occasione di conoscerla meglio e di passare più tempo con lei. Così ho deciso di scrivere più o meno come passiamo le nostre giornate e le nostre notti d’insonnie.

Mattino: i nostri orari sono cambiati. Prima del lockdown mi svegliavo alle 6 o massimo alle 6.30, quindi lei era abituata a quella fascia oraria. Ora ci si alza un po’ dopo, ma nonostante tutto mi sveglia. Non posso dormire fino a quando voglio io.

D’inverno lei dorme più ore di notte ed è più serena, d’estate invece dorme pochissimo e mi sveglia alle 3 di notte, alle 5 di mattina…non importa, lei deve uscire sul terrazzino per vedere gli uccellini (che poi ha una paura tremenda di loro).

Qualche volta mi salta addosso, altre volte miagola oppure si mette a fissarmi nel buio accanto al letto e magicamente mi sveglio perché mi sento osservata. A volte restiamo ancora a letto una mezz’oretta a farci le coccole; poi si va verso la cucina per darle da mangiare ed aprire tutte le porte (anche quelle interne) e le finestre di casa, così lei è felice. Vedo dal suo sguardo: “Apri tutto umana, libertà”.

Verso mezzogiorno inizia il momento delle richieste di coccole, ha sonno ma vuole addormentarsi tra le mie braccia. Guai se non lo faccio, mi insegue per tutta la casa con forti miagoli!

Pomeriggio: Dorme di più, qualche volta si sveglia e vuole giocare. Mi invita spesso a prendere parte ai suoi giochi: lancio di palline; lancio di topolini giocatoli (li prende e poi me li riporta per lanciarli di nuovo); il gioco cucù (bubù-settete) dove mi nascondo e lei va a cercarmi; qualche volta si gioca al gioco “Alla ricerca dei giochi perduti”, cioè, alla ricerca dei suoi giochini sotto il divano (adora questo gioco, fa tante fuse).

S’è una bella giornata esce sul terrazzino, ogni tanto entra in casa di corsa miagolando e cercandomi e quando non mi vede…panico; devo dirle “Sono qui” così corre verso di me o sale in braccio o si nasconde dietro di me. La casa è piena dei suoi giochi sparsi qua e là.

Sera: è il momento più complicato per me nello svolgimento di qualsiasi attività. Ovviamente è più attiva e vuole più attenzione. Vuole stare sempre in braccio, mi salta addosso, mi fa gli agguati. Se mi siedo è finita e non si arrende facilmente. Tra bacini e fuse si addormenta. Poi se ne va per conto suo e si addormenta sul divano.

Notte: sto facendo molta fatica per addormentarmi, forse per l’ansia creata dalla situazione che stiamo vivendo. Ma lei è con me, mi è vicina. Dorme a fianco a me, sento il suo calore e questo mi dà conforto e speranza. La sua presenza è costante e dolce, in questo momento più che mai mi sta accanto tra una fusa e un miagolio so che c’è. Sta rendendo questa quarantena più morbida, più soft da superare. Gli animali ci amano incondizionatamente, ci riempiono i nostri cuori d’amore e sono una fonte d’insegnamento. Bisogna ascoltarli di più e non tagliare il loro spazi.

Grazie piccola Mea per esserci!!!

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