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Frammenti di una Capoverdiana

Viaggi e Racconti

Mese

febbraio 2020

Il Carnevale di Mindelo


Carnaval t’aí, vamos vadiá, vamos vadiá pra policia não pegá!
(Carnevale è arrivato, andiamo a girovagare, andiamo a girovagare così la polizia non ci prende!)

Il carnevale è una manifestazione culturale di grande rilievo e nel tempo è diventato anche una tradizione folkloristica nelle isole di Capo Verde, soprattutto nell’isola di Sao Vicente. La città di Mindelo per la sua posizione geografica e per il suo porto internazionale (Porto Grande) è sempre stata un punto d’incontro tra varie culture, infatti il carnevale di Sao Vicente ha avuto una forte influenza del Brasile.

Per tre giorni vari gruppi sfilano per la città portando, creatività, fantasia, colori vivaci e caldi, trucchi impeccabili, carri allegorici, maschere e tantissimo divertimento. Le canzoni sono studiate e scritte per l’occasione. Una vera festa con gruppi che gareggiano per un premio finale e che verrà consegnato il giorno dopo della festa da una giuria di esperti.

I primi gruppi iniziarono a sfilarsi per le strade di Mindelo nel lontano 1920, per la festa del Re Momo, tra cui il più conosciuto “OS FLORIANOS” composto per lo più da dipendenti pubblici con un’orchestra. ”. Nel 1936 due gruppi contribuirono alla crescista del carnevale di Mindelo, “Sousa Cruz” nel quartiere Ribeira Bote e il “Gruppo Monte dos Amores” nel quartiere di Monte Sossego.

Il primo carro allegorico rappresentava un “Avião Lusitânia”, un aereo con cui Gago Coutinho e Sacadura Cabral arrivarono in Brasile nel 1922 e appare nel 1939 con il gruppo “NACIONAL”.

Negli anni  ’40 e ’50 tantissimi gruppi carnevaleschi a São Vicente aderiscono a questa manifestazione, il carnevale, tra cui il Nhô Fula, il Lorde, Júnior, Juvenil, Pérola e Unidos.

Il carnevale nelle isole per molti anni, è stato considerato un “carnevale dei poveri”, cioè ognuno si travestiva a modo suo. Uscivano tutti per le strade di Mindelo, bambini, giovani, anziani per festeggiare la festa del re Momo.

Con il passare degli anni iniziarono a costruire i primi carri allegorici più grandi e a formare gruppi carnevaleschi gareggiando fra loro.

Ogni anno il carnevale di Sao Vicente cresce e diventa sempre più conosciuto nel mondo  non solo per i sui carri allegorici o per la musica, ma per il suo grande umorismo nei costumi.

Quando si avvicina il periodo carnevalesco, la città cambia… la tensione e la gioia aumentano. Fervono i preparativi, le scuole e gli asili aderiscono alla festa (i bambini iniziano a sfilarsi prima dei tre giorni importanti) e c’è molto attesa per la grande sfilata dei “ Mandingas”. Os Mandingas sono i mandingo, uno dei gruppi etnici dell’Africa occidentale.  Quando arriva il giorno del carnevale le persone si travestono da mandingo usando olio, catrame, impugnano armi come dei veri guerrieri mandingo e alcuni sputano fuoco. Inizialmente erano gli uomini a travestirsi da mandingo, ora anche donne e bambini. E’ considerato il miglior carnevale in Africa.

Quest’anno hanno vinto:

  • Primo posto: Monte Sossego
  • Secondo posto: Cruzeiros do Norte
  • Terzo posto: Vindos do Oriente
  • Quarto posto: Estrelas do Mar
  • Quinto posto: Flores do Mindelo

Canzone migliore: Costantino Cardoso, Monte Sossego

Migliore carro allegorico: Vindos do Oriente

Maestro di sala: Monte Sossego

Regina di batteria: Andrea Gomes, Cruzeiros do Norte

Porta bandiera: Monte Sossego

First lady: Monte Sossego

Second lady: Monte sossego

Re: Fred Sousa, Monte Sossego

Regina: Monte sossego

Alcune foto di ZP Art & Nature Photography

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Il carnevale dei bambini

Os Mandingas

Graffi

Graffi

(Quod scripsi, scripsi)

“Si frammenta il corpo nel veleno dei serpenti.

Il cuore smette di battere.

La mente si spegne,

e l’anima vola nel catalizzatore delle bugie più dolci.”

Il cambiamento fu interrotto dai pensieri degli idioti. I bambini ruppero i loro giuramenti con i suoni della tecnologia e il signor Joaquim andò a comprare il calore del sistema. Tutto ciò che ci è rimasto, è quella gioventù dei clown.

Le urla delle anime perdute andarono nel mare dei furbi e le pentole della signora Joana Seresma svegliarono i sentimenti dell’errante. E la cosa peggiore è che i nostri cuori, accidentalmente, si fermarono al centro dell’egoismo di parole vuote.

Sono andata a nutrire i poveri di spirito e la corrente violenta delle onde del sistema mi allontanò dalle mie emozioni, così  finì per dimenticare di dare il messaggio al maestro della conoscenza … tutto si è perso nelle profondità dell’oceano di perdizione.

Sistema pazzo, di idioti e di non verità. Tutto è completamente pazzo. Qual è la verità per noi esseri di un sistema pazzo? La verità non esiste più … tutto è capovolto. E la ragione, se esiste, è per quelli che vivono in un universo di colori.

Dov’è andata la nostra consapevolezza? La nostra umanità? Il nostro essere? Il nostro coraggio? Uno, due, tre…  finito tutto nel confessionale dei poteri più forti.

Il sesso è l’onda del più intelligente, o sei bravo a catturare le onde o sei stupido. Chi vuole emozioni forti, deve comprarle! Il prezzo può aumentare o diminuire in base al prezzo del mercato.

Corri, corri, corri che il sistema ti sta cercando. Non guardare indietro …. è vietato! Non guardare avanti è proibito! Non pensare a quello che stai facendo perché è severamente proibito! Pensare è il male! Fermarsi è perdere dei soldi! Soldi, soldi, soldi … business, business, business  il patto perfetto che l’uomo fece con il signor 666.

Oh tu, svegliati!  Il gallo stamattina ha cantato e il maiale ha appena  attraversato la strada … oh, che mal di testa! Dove sono i miei problemi? Sotto il cuscino … e a chi importa? A NESSUNO.

Tutto è un continuo movimento su questo pianeta delle emozioni proibite! Non ci sono né colori né sapori, ma solo quel ricordo di un’esistenza altrove. Dover accettare qualcosa significa smettere di combattere, ma puoi sempre riconoscere che tutto è già stato scritto.

E in questa danza di soli, le polveri calde cadono in questa terra arida. Corpi mutilati dall’egoismo e dalle tentazioni. L’ ignoranza vaga nelle menti e nel cuore dei perfetti e l’uomo della giacca verde ci sta ubriacando con il suo alito di disprezzo.  Basta una parola e sbam due colpi nell’aria che i parassiti corrono. Il tumulto copre la voce degli innocenti: taci, taci, taci piccola creatura.  Si alza la bandiera dei perdenti e cala il sipario della vergogna di quelli che un tempo tacquero.

#scopa

E così ho provato anch’io e la scopa è rimasta lì ferma ahahahaha… un po’ di scherzo in questo momento caotico.

Comunque questo gioco l’ho sempre fatto da piccola

Le mie utopie

L’immaginazione è pazzesca! Credo che il potere più potente che l’essere umano ha, è proprio l’immaginazione. Dal greco antico immaginazione è Eikasia, che significa la capacità di pensare. Se prendiamo un dizionario qualunque, troveremo che l’immaginazione (s.f.) significa inventiva, fantasia, ispirazione, creatività, talento, genialità/invenzione, illusione, visione, utopia, immagine, fantasticheria, allucinazione, chimera.

Perché ho scritto questa piccola introduzione? Volevo condividere con voi le mie fantasie o piccole utopie prima di venire in Italia. Tra i 14 e 15 anni sapevo già che sarei venuta in Italia finito i miei studi superiori. Il “programma” dei miei genitori dopo il diploma era portarmi qui per fare la facoltà di Economia e Commercio … cosa che non è successa, ma questa è un altro racconto.

Quando ero a Capo Verde immaginavo di trovare e di non trovare in Italia:

  • La polvere! Speravo di non trovare la polvere, ogni volta che dovevo spolverare qualche mobile per me, era un incubo. Era un compito che non mi piaceva proprio e dicevo a mia nonna: “Quando andrò in Italia non spolverò più, perché lì non c’è la polvere”. Lei rideva e mi diceva che non era così. Beh, in effetti aveva ragione e sapete così vi dico? Qui c’è più polvere dovuto allo smog e continuo ad odiarla.
  • Un cinghiale! Uno dei miei sogni era vedere un cinghiale, non avevo incontrato uno mai in vita mai. Speravo anche di vederlo con un orecchino nel naso hahahahhaha. Ora ne vedo tantissimi tutti giorni nel fiume Bisagno, famigliole di 10/15 membri.
  • Scala mobile! Prendere la scala mobile, salire e scendere tutti giorni magari fare anche una sfilata, capelli al vento, la gente che mi guardi, vestita bene. In realtà non mi può fregare più di tanto e se posso evito di salirci sopra.
  • Poeti e artisti! Sapendo un po’ di storia italiana, speravo di trovare gente per strada a declamare poesie, persone a parlare di letteratura, d’arte, di filosofia, di religione ecc. Purtroppo non è stato così, per me Italia è caduta in un abisso profondo grazie alle varie politiche adottate fino ai giorni nostri.
  • Vedere il tramonto dopo le ventuno, a Capo Verde questo non accade mai.
  • Prendere il treno e innamorarmi di qualcuno! Immaginavo una scena romantica del tipo: bacio, pianto e fazzolettino bianco dal finestrino.
  • Mangiare carne! Ero stufa di mangiare sempre pesce, volevo mangiare la carne…ora mi manca così tanto il pesce.  

L’immaginazione ci porta a viaggiare in un mondo di colori e di tante sfumature.

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Conoscere…Italia: Forte dei Marmi e l’Outlet di Brugnato!

Una gita a Forte dei Marmi e all’Outlet di Brugnato

A volte basta poco per uscire dalla solita routine. Spesso ci lamentiamo della nostra vita quotidiana,  è tutto monotono, che non succede mai niente, del tempo poco tempo a nostra disposizione, si lavora tanto e siamo sempre a pagare le bollette e così via. Non cerchiamo di guardare se c’è una minima possibilità di fare un piccola gita.

Forte dei Marmi è una località marittima e di villeggiatura, infatti, mentre cammini per strada, è possibile scorgere tantissime villette, alberghi e appartamenti chiusi pronti a essere riempiti nei mesi primaverili e soprattutto estivi.

Partendo da Piazza della Vittoria, Genova, con un viaggio organizzato dall’agenzia di viaggi  “Praga Viaggi” alle ore 7.30 siamo arrivati a Forte dei Marmi alle ore 10. 15. Ci siamo fermati solo due volte: la prima volta per prendere delle persone a Genova Nervi poco prima d’imboccare l’autostrada e la seconda volta in un Autogrill. A parte le variazioni e restringimenti di careggiate in autostrada causa lavori di manutenzioni che ci hanno rallentato un po’, il viaggio è andato bene.  La nostra guida era una ragazza molto gentile e disponibile.

Arrivati a Forte dei Marmi siamo andati al mercato, “Boutique al cielo aperto”  del made in Italy come spesso viene chiamato.  Con oltre 200 bancarelle in piazza Marconi è possibile acquistare prodotti di ottima qualità e i prezzi sono accessibili per ogni portafoglio. Spesso ho sentito dire che il prodotto costava tanto e in verità tutti noi possiamo comprare qualcosa, quindi non fatevi spaventare e quando avete un’occasione, fate un giro… merita davvero!

Passando da Piazza Garibaldi si può trovare ristoranti (per chi volesse mangiare) e si arriva alla chiesa dei Sant’Ermete che è il principale culto cattolico di Forte dei Marmi. Girando si possono trovare tanti negozi di alta moda, Max Mara, Moncler, Gucci e via… ovviamente non sono i miei negozi ahahahahah sia per via dei soldi e perché mi dispiacerebbe “buttare” dei soldi in una borsa da 600 euro…sinceramente preferisco viaggiare. E dunque non mi soffermo a guardare, passo dritta e velocemente.

Vi consiglio di andare a mangiare al ristorante “ Pesce Baracca” in via Achille Franceschi. Pesce fresco e ottimo, il personale gentile e disponibile, ambiente tranquillo e il servizio è ottimo.

Alle ore 14.30 siamo partiti direzione Outlet di Brugnato. Piccolo, facile da girare rimane nel Val di Vara vicino alle Cinque Terre. E’ possibile raggiungerlo anche con la NAVETTA GRATUITO da Genova, andando sul sito si può trovare il numero o scaricare il modo per la prenotazione della navetta (https://www.shopinnbrugnato5terre.it/il-villaggio/i-servizi/servizio-navetta/).

Alle 19.30 eravamo in piazza della Vittoria, tutti contenti e soddisfatti della nostra piccola gita.

Curiosità: Avete mai notato, sull’A12, una casa con un punto interrogativo prima di arrivare a Brugnato venendo da Spezia direzione Genova ? La casa con il punto interrogativo, conosciuta anche come la casa del “perché” rimane nel paesino Cavanella di Vara.  Sapevate che c’è una storia dietro? Anzi io ne ho sentite ben due storielle:

  1. La prima storia è: Dicono che la casa apparteneva a un uomo emigrato in Scozia che fece fortuna come gelataio. Fece ritorno al suo paesino per vivere serenamente i suoi ultimi giorni di vita con sua moglie e il suo figlio. Poco dopo la moglie si ammalò e morì, il figlio perse la vita in un incidente e lui nel suo dolore iniziò a perdere la vista. Così fece dipingere sulla facciata di quella casa un enorme punto interrogativo: “ Perché mi è successo tutto questo?”, “ Perché di un destino così crudele?”. Nel testamento lasciato ai parenti, il punto interrogativo sarebbe dovuto rimanere lì per sempre.
  2. La seconda storia: In quella casa abitava un uomo che una sera scese per andare ad un ballo in un altro paesino vicino. Arrivato al ballo, conobbe una bella ragazza, fu amore a prima vista.  Ballarono per tutta la sera e la notte. Lei poi se ne andò alle prime luci dell’alba e l’uomo fece ritorno a casa sua. Lui non riusciva a dimenticarlo, così il giorno stesso ritornò al paesino del ballo. Cercò la ragazza, chiese agli abitanti e nessuno aveva mai visto o sentito parlare di quella ragazza. Così per giorni e giorni lui continuò a cercare la ragazza… e nessuno l’aveva mai visto, neanche negli altri paesini vicini. Disperato cade in agonia, in depressione e così  fece dipingere sulla facciata di quella casa un enorme punto interrogativo: “ Ma perché non riesco a trovarla?” .

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