Intervento di tonsillectomia nell’età adulta

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Ho deciso di scrivere questa mia esperienza perché se ne parla poco, cioè, facendo qualche ricerca su internet è possibile trovare più informazioni riguardanti agli interventi di tonsillectomia fatto ai bambini che agli adulti. Ho trentacinque anni e questa è la mia esperienza:

Dopo due anni di esami medici in cui i globuli bianchi erano sempre sballati, di cambio ospedali perché non mi sono trovata bene con il primo otorino, di grandi russamenti notturni rischio di andare in apnea, della presenza e dell’aumento di linfonodi alla gola, di tonsilliti acute ricorrenti, di molte incertezze e di paure, sono riuscita finalmente a convincere me stessa a fare l’intervento di tonsillectomia.

Sul consiglio del mio dottore della mutua ho prenotato tramite l’ASL la visita otorinolaringoiatra all’Ospedale Galliera di Genova, ovviamente erano da togliere le tonsille. Ormai stavamo arrivando all’estate e quindi dovevo aspettare il freddo per essere operata.

Prima dell’intervento:

Sono stata chiamata per fare le solite analisi preoperatorie e così il 18 ottobre 2019 mi sono presentata presso l’Ente Ospedaliere. L’anestesista mi ha fatto alcune domande e me ne ha spiegata come sarebbe stato eseguito l’intervento.  Alla fine l’anestesista aggiungesse: “ E’ probabile che lei sveglierà dopo l’anestesia con un sondino nel naso, glielo dico così non si spaventa al suo risveglio”. Dopo questa bellissima frase d’incoraggiamento mi consegnò un modulo da leggere e da firmare a casa. Ho iniziato avere più paura, pensavo a questo sondino costantemente nei giorni successivi. Questo modulo doveva essere consegnato il giorno dell’intervento e  vi erano scritto le procedure e cosa fare prima dell’intervento.

Paura dell’anestesia? Sì, tanta! Pensavo di non svegliarmi più o di entrare in coma. Eppure in passato ne avevo già subiti tre interventi, ma questo notevolmente mi spaventava di più.

L’ospedale mi chiamò per l’intervento il 17 dicembre ma rifiutai, stava arrivando il Natale e non volevo sconvolgere la mia famiglia e sinceramente volevo mangiare e bere. Così è stato rimandato a gennaio. Dovevo fare l’intervento il prima possibile, se ho capito bene gli esami preoperatori hanno una validità di tre mesi. Così è stato fissato il 7 gennaio, alle ore 14 presso l’Ospedale Galliera al Day Surgery 1B3.

Il giorno dell’intervento, mi sono alzata presto alle 6.30, ho preso un caffè e ho fumato una sigaretta per rilassarmi. Devo dire che la paura era tanta, soprattutto dopo i tanti racconti sentiti a riguardo di farsi asportare le tonsille da adulti.

Una mia conoscente: “ Un mio vicino  è stato operato di tonsille all’età di 50 anni, non si è più ripreso. Non che capiterà la stessa cosa a te, ma è veramente doloroso e rischioso.”

Una mia amica: “ Conosco una ragazza, i giorni dopo l’intervento sono stati i peggiori.”

Un conoscente: “Il giorno dopo l’intervento, ho avuto un’emorragia…ho sofferto tantissimo.”

Il giorno dell’intervento:

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Arrivata all’Ospedale alle 14 (giorno 7 gennaio), sono stata ricevuta da un’infermiera, credo che fosse il caposala (molto gentile). Ho consegnato il modulo firmato, mi ha fatto delle domande e mi ha spiegato le procedure del Day Surgery. Alla fine mi ha consegnato un braccialetto identificativo, la capa e mi ha accompagnata in una camera, anzi al Box uno e il mio letto era il numero tre. Nel box con me c’erano una ragazza e una signora, più i nostri accompagnatori.

Ho aspettato fino alle 17.30, avevo fame e tanta sete. Ero a digiuno della sera precedente, praticamente .

E’ venuta un’infermiera a prendermi…ormai non potevo più scappare, era arrivato il momento. Abbiamo percorso un corridoio lungo e poi siamo scesi giù in ascensore. Prima di entrare in questo luogo misterioso ed enorme, mi ha fatto salire su un letto, ho tolto le ciabatte, il cappotto e poi mi ha “consegnata” a un altro infermiere che mi accompagnò in una stanza dove c’erano altri infermieri. E così pian piano hanno iniziato a prepararmi, nel frattempo continuavano a uscire persone delle varie sale operatorie.  Dopo sono stata trasferita nella sala operatoria c’era già il Dottor Moratti, un altro dottore, tre infermieri e l’anestesista.  L’anestesista mi dice: “ Ora le do una roba buona”… mi sono messa a ridere, ho guardato verso il muro, dove c’era un orologio appeso … mancava cinque minuti alle 18… e poi buio totale.

Sono tornata in camera per le 19.30 …. un dolore soffocante!!! Dovevo aspettare cinque ore per mangiare e bere, comunque non avevo nessuna voglia, ormai era sera e quindi il giorno dopo potevo mangiare. Mia madre aveva portato il gelato e l’aveva lasciato nel freezer del reparto.

Dopo l’intervento:

Primo giorno: la notte è stata dura, non ho dormito per via del dolore. Verso le 6 del mattino, mi sono alzata dal letto da sola e pian piano sono andata in bagno. Ho provato a mangiare ma non riuscivo proprio. Usciva tanta saliva insieme a catarro e sangue. Credevo di riuscire a mangiare il gelato. Tutti che mi dicevano: “ Mangerai tanto gelato”…. Niente di niente. Sono stata dimessa la mattina stessa. E’ venuto il dottor Moratti, mi controllò, consegnò un foglio con le istruzioni per i pazienti operati di tonsillectomia e l’antibiotico da prendere almeno per cinque giorni. Poi mi fissò l’appuntamento per lunedì 13, al padiglione otorinolaringoiatria sempre all’Ospedale Galliera e mi consegnò la lettera di dimissione. A casa non ho mangiato né bevuto. Non riuscivo neanche a prendere gli antibiotici.

Istruzioni per i pazienti operati di tonsillectomia (ho trascritto dal foglio solo alcuni punti che ho ritenuto più importanti):  

  • Evitare sforzi fisici;
  • Evitare bagni caldi, docce caldi e l’uso dell’asciugacapelli fino al controllo;
  • Sciacquare le bocca 4-5 volte al giorno e lavare i denti delicatamente e senza fare gargarismi;
  • Evitare le bevande gassate, la frutta e i succhi di frutta;
  • Nei primi giorni non forzare assolutamente l’alimentazione;
  • La comparsa di macchie di sangue fresco nella saliva è normale nel 1° giorno e verso il 7°-10°;
  • Alito cattivo per la presenza di fibrina in gola (la patina biancastra che ricopre la ferita);
  • Dolore all’orecchio specie nella deglutizione.

Secondo giorno e terzo giorno: ancora dolori, non sono riuscita a mangiare né a bere. Con l’intervento rischi la disidratazione, infatti, non riesci a deglutire. Neanche il gelato andava giù, ho provato ma soltanto dolore. Non riuscivo a parlare, facevo molta fatica e la saliva continuava a uscire. Se cercavo di fare qualunque cosa in più, tornava il dolore. Riposo assoluto.

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Quarto giorno e quinto giorno: un po’ di miglioramento, ho iniziato a bere un po’ di tè freddo e a mangiare il gelato. Sempre tanta saliva. Dolore alle orecchie (è normale).

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Sesto giorno:  sono andata a fare la visita di controllo. Il dottore mi ha visitato e mi ha detto che procedeva tutto bene. Mi ha raccomandato di non fare sforzi, perché iniziava la cosiddetta “ settimana della discesa”, quella più delicata.  Mi ha detto della patina biancastra, di non toccare assolutamente e di lasciarla “cadere” da sola. Sono riuscita a mangiare un po’ di vellutata di zucca finalmente, non calda…un po’ tiepidina. Tornata a casa, avevo un po’ di freddo e la temperatura un po’ alta 37.6.

Settimo giorno: mattino un po’ di perdita di sangue e i dolori sono tornati. La sera sono riuscita a mangiare un po’ di vellutata. L’acqua per me? E’ stato veramente difficile da mandare giù in questi giorni.

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Ottavo giorno: sempre tanta salivazione, ho fatto fatica a dormire di notte.  Sembravo un lama, un continuo sputare. Ho lavato i denti pian piano e ho fatto dei piccoli risciacqui, ma l’alito pesante e cattivo erano sempre costanti. Ho bevuto il tè freddo e il latte. Ho mangiato semolino e carne tritata di sera.

Nono giorno: ho mangiato zucchini bolliti e carne tritata a pranzo (tutto tiepido, niente cibo caldo).  Verso la sera non mi sentivo tanto bene, mi è venuta un po’ di tosse. Ho faticato a prendere sonno.

Decimo giorno: mi sono svegliata con dolori alla gola, perdita di sangue nella saliva e non riuscivo a deglutire niente. Sono andata all’ospedale di nuovo a fare la visita di controllo, comunque il dottore mi disse che procedeva tutto bene, la ferita stava guarendo.

Gli ho fatto alcune domande… non ho mangiato niente per tutto il giorno, di sera sono riuscita a mangiare un po’ di gelato. Se provo a mangiare qualcosa, mi veniva male all’orecchio destro e alla gola.

Le mie domande al dottore:                                                                                          

  • Quando posso iniziare a lavare i capelli? R: E’ meglio aspettare ancora un po’, però può provare con l’acqua tiepida e assolutamente non calda.
  • E’ normale avere tanto catarro insieme alla saliva? R: sì, è normale.
  • La patina biancastra cade da sola? R: sì, non deve toccare.
  • Quando finisce questa salivazione? R: Quando sarà guarita, per ora è normale.
  • Posso prendere una caramella per togliermi il gusto aspro e cattivo che ho in bocca? R: No.

Undicesimo giorno: dolori ancora, non riuscivo a mangiare né a bere. La patina biancastra dalla parte destra della gola stava staccando. Faceva troppo male. Mattino ho avuto un po’ di perdita di sangue. Parlavo poco. Ho fatto la doccia e lavato i capelli, non con l’acqua troppo calda. Meno saliva in bocca.

Dodicesimo giorno: ho dormito meglio finalmente! Non sono riuscita a mangiare nient’altro che non fosse gelato. Ho provato a mangiare un budino al gusto banana e mi ha bruciato tanto che è uscito anche del sangue.  Ho bevuto il latte per tutto il giorno, qualche volta ho provato anche l’acqua.  La sera, ho provato e sono riuscita a mangiare ricotta e pollo (fatto nella piastra senza alcun condimento). Ho ancora un po’ di saliva.

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Tredicesimo giorno e quattordicesimo giorno: ho dormito bene, come la notte precedente. Mattino non riuscivo a mangiare niente. Però pomeriggio ho mangiato di nuovo ricotta e carne tritata. La sera ricotta di nuovo. Sempre tanta salivazione.

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Inizialmente ero contenta del fatto di dimagrire (hahahahaha), ma sinceramente col passare del tempo pensavo solo al cibo. Volevo mangiare normalmente, prendere una bottiglia d’acqua e berla tutta di un colpo solo. Momenti drammatici dove “sognavo”  l’acqua a occhi aperti… qualche momento di pianto ho fatto!!! E’ decisamente un intervento fastidioso negli adulti, la guarigione è lunga. Per riuscire a mangiare nei giorni precedenti, bevevo un bicchiere di latte, prendevo gli antibiotici (Codamol, Bentelan e Ugurol), aspettavo una mezz’oretta e poi mangiavo. Tutti gli antibiotici, gli scioglievo nell’acqua …non sono riuscita a prenderli normalmente, perché erano compresse. Non ho fumato per quasi un mese.

Gli odori sgradevoli:

  • Fumo di sigarette, sigaro;
  • La polvere;
  • Detersivo, detergenti;
  • Odore di smog (quando andando a fare le visite di controllo, appena mettevo il piede fuori dal portone del palazzo mi sembrava di morire. Non riuscivo a respirare!);
  • Odore di chiuso…

Vi consiglio di non mangiare: cioccolato, yogurt, omogeneizzati di frutta. Per dimenticanza ho mangiato uno yogurt, mi ha provocato dolore e uscita di sangue.

Alla fine tutto passa…basta avere un po’ di pazienza! Sto molto meglio…

Qamar Sandra Andrade

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