Isola di Brava (Isola dei fiori)

Parte I

Nova Sintra

L’isola di Brava è l’ultima dell’arcipelago ed è la più isolata. Appartenente al gruppo sotavento (sottovento), il suo capoluogo è Nova Sintra. Si trova a ovest dell’isola di Fogo e al sud dei suoi due isolotti: Seco e Rombo.

Secondo il Dottore Julio Morais nel “ Bollettino d’informazione e di propaganda, Cabo Verde”, l’isola di Brava fu scoperta da Diogo Afonso, scudiere dell’infante D. Fernando tra il 1461 e il 1462.

Brava significa “selvaggia”, raggiungere l’isola non è molto facile a causa delle sue difficili condizioni climatiche (forte vento e molto rocciosa). Gli abitanti chiamano Brava “ Dja Braba”. Si può raggiungerla soprattutto via marittima partendo dall’isola di Fogo; la traversata è un’avventura, mare mosso e forti correnti. C’è un piccolo campo di aviazione, ma è utilizzata raramente sempre a causa del clima. A 20 km sudovest dell’isola sita il Cadamosto Seamount , un vulcano sottomarino che prese il nome di uno dei navigatori che scoprirono Capo Verde, Alvise Da Mosto, detto Cadamosto. Con una superficie di 64 km quadrati , una lunghezza di 10,5 km, una larghezza di 9,310 km e con un’altitudine massima di 976 metri, l’isola è la meno arida del gruppo di sottovento con tanti fiumi e torrenti d’acqua dolce. È chiamata anche l’isola dei fiori :

Secondo le carte di donazione datate tra il 19 settembre e il 29 ottobre del 1462, l’isola di Brava fu donata all’infante Don Fernando da Don Afonso V. Comunque solo nel regno di Don Manuel, la Corona portoghese prese maggior controllo dell’isola, affidandosi la sua gestione a Francisco da Fonseca e ai suoi eredi, dal 10 luglio del 1509. Per ragioni non chiare, forse per i servizi prestati alla Corona, l’isola è poi donata a Don Joao Pereira e ai suoi discendenti.

Nel 1582 fu costruita una chiesa per gli abitanti e nell’inizio del secolo XVII, Francisco da Fonseca iniziò una vera e propria coltivazione di cotone introducendo la manodopera schiava. Gli schiavi pulivano il cotone per poi essere venduto altrove.

Due elementi che contribuirono per il popolamento dell’isola furono:

  • Nel 1680 a seguito di una forte eruzione del vulcano dell’isola Fogo, molti abitanti scapparono verso Brava.
  • Schiavi liberi delle isole vicine, Santiago e Fogo, per “godere” della loro libertà andarono a Brava e costruirono piccoli orti e allevarono maiali, bestiame e uccelli.

Il Capitano George Roberts nel 1720 arriva a Brava, secondo il suo diario:

“All’alba ,tre isolani si avvicinarono all’imbarcazione, chiamai e risposero. Mi chiesero perché ero lì e mi diedero il benvenuto (…) chiesi se ci fosse dell’acqua sull’isola. Risposero di sì, potevano portarla in una grande “cabaça * … chiesi a loro se ci fosse del cotone nell’isola e risposero di sì, ma in poca quantità a causa della siccità (…)”.

Nell’800  la principale economica dell’isola era la caccia della Balena. Le baleniere americane (New Bedford e Rhode Island) andavano a cacciare nelle acque dell’arcipelago e così molti abitanti imbarcarono sulle navi alla ricerca di una vita migliore. Gli uomini scelti erano tra i quattordicenne e i trentenne, erano bravi marinai.  Una delle fonti principali di reddito dell’isola divenne le rimesse degli emigrati, grazie alla caccia della Balena.

Rapporto del 2 settembre 1880 dell’amministratore del Comune di Brava, José Arnaldo Ferreira:

“La popolazione dell’isola di Brava era, secondo i seguenti dati statistici nel 1878: 8138 individui naturali della provincia, sedici europei e 4 stranieri. La popolazione del 1867 era di 5874; C’è stato quindi un aumento negli ultimi dodici anni di 2284 anime. La seguente mappa (tabella I) mostra l’aumento della popolazione in un periodo di dodici anni:

La popolazione diminuì considerevolmente tra il 1872 e il 1875 a causa dell’emigrazione degli abitanti nelle navi mercantili e baleniere degli Stati Uniti d’America.

Un’altra testimonianza è del governatore Brandao de Melho, nel suo rapporto del 1890. Nel documento, sono trascritte le opinioni dei delegati sanitari su possibili malattie portate nelle isole da emigranti “americani”. A questo proposito scrisse:

“Il delegato sanitario, Joao Augusto Martins, riferisce all’influenza dell’emigrazione in America, cercando di dimostrare che la diffusione della sifilide e della tubercolosi in Brava è interamente lasciata in eredità. Finché il Consiglio sanitario non sia in grado di valutare ciò che abbiamo appena detto, è sufficiente pronunziare che molti dei cosiddetti balenieri dell’isola di Brava tornano nelle loro terre minate con la tubercolosi ed erosi dalla sifilide, contaminando i loro parenti e patrizi (…)”.

Nel 1893, il capitano José Gadinho partì per Capo Verde dagli Stati Uniti a bordo della nave “ Nellie May” proprietà di Antonio Coelho, il viaggio durò novanta giorni.

Continua…

*Cabaça è un frutto di una pianta che si apre da una piccola estremità per togliere il contenuto, si usa come un recipiente per portare dell’acqua.

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)