Matchona “Il Grogue Casalingo”.

#frammentidiunacapoverdiana

Pelo-sinal-de-santa-cruz

Un bicchiere di grogue e il segno della croce, così viene mandato giù per la gola fino alle dita dei piedi.
Si dice a Capo Verde che, il grogue ” ta corta sangue” cioè “taglia il sangue”(penso che questa espressione veniva e viene usata per dire che migliora la salute, il grogue è capace di “fluidificare” il sangue), spaventa gli spiriti maligni e le streghe.


Ma c’è un grogue diverso da tutti gli altri, il Matchona.
Matchona è un grogue casalingo (non è solo fatto con la canna da zucchero, anche con aggiunta di altre robe sconosciute), molto forte e si può dire anche un po’ scadente. Tuttavia la parola “Matchona” può essere tradotta come “vero uomo”, ” uomo forte” oppure “qualcosa di molto forte”. Una volta era possibile trovarlo in molti piccoli bar nei vari paesini e nelle città di tutto l’arcipelago, finché poi la legge fu cambiata ed è stato proibito venderlo. Si rischia multe salatissime… anche se qualcuno di nascosto ti può farlo avere.

Mi ricordo i pomeriggi, dopo una giornata di lavoro, i bar si affollavano di uomini pronti per lasciarsi andare nei pensieri più profondi e tormentati tra un bicchierino e l’altro. Quando ero piccola passavo spesso da un bar che rimameva tra Ribeira Funda e Preguica (isola di Sal). Incontravi sempre i soliti tre personaggi, non mancavano mai a un appuntamento per bere matchona. A tarde pomeriggio li vedevi uscire barcollando e diventano grandi poeti e cantanti. Si diceva che se ti cadeva addosso una goccia di quel grogue, poteva bucarti persino un paio di Jeans, era acido e corrosivo.


Comunque tanti uomini nel corso degli anni hanno “lasciato la pelle”, nonostante ciò, tanti non hanno mai voluto abbandonare la tradizione di bere il grogue.


Si racconta di un professore che amava il grogue alla follia. Quando si ammalò fu ricoverato nell’ospedale di Espargos. Un giorno chiese a un amico di portargli del grogue. Lui glielo portò e il professore mise dentro la flebo, il grogue.
A volte era possibile anche trovare qualche donna a bere il grogue nei piccoli bar, ma lo facevano di nascosto per non essere considerate “una poco di buono”.
Per noi bambini il grogue rimameva un mistero, gli uomini l’amavano più delle loro donne, più di ogni cosa.


Arrivata all’età adolescenziale, un giorno presi 50 escudos (equivale più o meno a 50 centesimi, il costo di un bicchierino di grogue) decisa e spedita avviai verso un bar, volevo assaggiare Matchona… volevo diventare una vera adulta capoverdiana. Arrivata al bar, mesi i 50 escudos sul balcone e chiesi: ” un grogue”. Il signore mi guardò con aria stupefatta e mi chiesi se fosse sicura di volerlo. Risposi di sì e lui mi versò nel bicchiere l’acqua del diavolo.
Presi il bicchiere, la mano iniziò a tremarmi, le gambe si bloccarano e il cuore si fermò… era arrivato il tanto atteso momento, finalmente stavo per diventare una donna, una vera capoverdiana e così potevo raccontarlo anche ai miei amici.
Quello che ho provato in quel momento non vi posso raccontare… comunque non ho più bevuto il grogue o il Matchona.
Vi consiglio di bere il grogue, ma quello vero fatto con la canna da zucchero. Il grogue più buono proviene dalle isole di Santo Antao e Sao Nicolau.

Qamar Sandra Andrade

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: