Dialogo nella notte

PARTE I

In una notte fredda d’inverno, la nonna Jabar era seduta al tavolo dei pensieri insieme alla bambina Araci. L’aveva invitata per il solito tè della mezzanotte. Nonna Jabar segue il calendario lunare per misurare il tempo delle anime, pertanto ogni plenilunio invita la triste bambina per “sfilare” i filamenti della vita. Dopo un paio di sorseggi e di scambi di sguardi furtivi e compassionevoli tra i due, nonnina iniziò a parlare:

“Ogni essere umano ha un animale interiore, giusto? A volta viene nutrito da un essere tiranno, a volte da un essere benevolo. Ne più ne meno, questa è la logica degli esseri umani malati in questa dimora arcaica…”.

Araci: ” Nonnina, cos’è una dimora arcaica?”

Nonna Jabar: “Piccola insolente, come osi interrompere la nonna?”

Araci: “Scusa, nonnina”.

Nonna Jabar: “va bene, scuse accettate. Vuoi un ancora un po’ di dolcini? Sai, li ho fatti io. Sono buonissimi!”

Araci:” Sto bene così, grazie”.

Nonna Jabar: “Sei sicura? Li ho fatto con le mie manine”.

Araci: ” Sto bene così, nonnina”.

Nonna Jabar: Dunque dov’eravamo rimasti? Ah sì, dicevo prima, in questa dimora arcaica, le anime di questi disgraziati vagano spensierati e nostalgici nei corpi dei Jin. Non fare domande, capito? Il “perché” non si usa qui. TU ASCOLTAMI”.

Araci: “Sì, nonnina! Nonnina sai, mi piace immaginare QUESTA DIMORA ARCANAAAAA come un grande barca dove ci sono tanti esseri viventi, minuscoli e piccoli. Zizi dice che è bello vivere in mezzo all’oceano”.

Nonna Jabar: ” E chi è Zazi?”

Araci: “No nonnina, Zizi”.

Nonna Jabar: ” Zazi, Zizi non importa. Chi è?”

Araci: ” E’ un mio amico e si chiama Zizi! Ora è qui con noi”.

Nonna Jabar: ” Io non vedo nessuno… uhm, strano! Molto strano. Chi sarà mai quest’ospite inaspettato? Nella notte dei peccati alcuni esseri si trasformano in bestie feroci, contempo altri si trasformano in piccole sardine. Da lontano si sente il sospiro delle onde e il canto del vento. Tutto è così simmetrico e perfetto nell’imperfezione! Chi è Zizi in questo oceano?”

Araci: ” Dice di essere soltanto un piccolo pesce”.

Nonna Jabar: “ Dunque, povera anima pietosa sei un piccolo pesce? Oh, tu essere impavido non hai sentito la chiamata del Signore? Perché sei qui? Mostrati alla luce della luna . Non costruite case su questo oceano, così ho sentito dire! I vostri figli non sono i vostri figli, così ho sentito dire! Mia dolce e innocente Araci, tra l’inferno e il paradiso c’è un grande deserto chiamato Vita, e tu, del resto come io, siamo solo granelli di sabbia. Il tuo amico non è un pesce, è qualcos’altro!”

Araci: “Nonnina, è buono con me”.

Nonna Jabar: ” Araci, alza lo sguardo verso il cielo. A nessuno interessa ciò che pensi, ma ciò che fai. Dove vai non è importate, quello che conta è essere sempre in buona compagnia. Dunque chi sei?”

Araci: ” Nonnina, io non sono nessuno“.

Nonna Jabar: “Brava piccola, continua così…al tuo amico ci penserò più tardi”.

Tra un sorseggio e l’altro di tè Barbidjaca, i pensieri dei due fluttuavano nell’aria come gli atomi nell’universo… la sinfonia imperfetta. La presenza del non invitato si faceva sempre più oscura…

Sandra Andrade

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