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Frammenti di una Capoverdiana

Viaggi e Racconti

Mese

dicembre 2016

Dialogo nella notte

In una notte fredda d’inverno, il leone Jabar era seduto accanto al fuoco del camino di casa sua a prendere del tè con la gallina Pina. Aveva invitato la Pina per il solito tè di mezzanotte, così dopo un paio di sorsi del suo tè iniziò a parlare:

” Ogni essere umano ha un animale dentro che, a sua volta viene alimentato da un essere tirano o no.  Ne più ne meno, questa è la logica degli essere umani… malati.

E in questa dimora le anime di questi animali vagano spensierati e nostalgici.

Immaginiamo che questa dimora è una carrozza, quale ha un carrozziere che muta alla velocità della luce. A volte si trasforma in una bestia feroce oppure si trasforma in un principe senza cuore ( freddo e gelido)… il giorno diventa notte fredda ed oscura, che da lontano senti il sospiro delle montagne.

Oh tu anima non hai udito la parola del messia?

“ Non costruite case su questo ponte…”

C’è un detto arabo di Gesù ( a.s) che dice:

“ Tra l’inferno e il paradiso c’è un grande deserto. Piangi, piangi solo così potrai attraversare il deserto”.

Sono tanti i condizionamenti, i bagagli che ci portiamo dietro che spesso non ci accorgiamo… che è solo un inutile peso. Riprendiamo le nostre vite!!!

Se solo per un breve istante lasciassimo tutte alle nostre spalle; se solo per un istante la luce spegnesse e le maschere cadessero… niente più scena, niente più teatro. L’uomo ha bisogno del palcoscenico per esprimere le sue emozioni o i suoi pensieri, per dimostrare i suoi valori oppure le sua azioni di pure buonismo, per buttare fuori la sua rabbia o ipocrisia.

Piangiamo quando vediamo i bambini morire in Africa di fame, bambini uccisi nelle guerre in medio oriente e poi accusiamo le autorità, i politici, le multinazionale o le case farmaceutiche di non fare niente e che è colpa loro se il mondo va così. Ma cosa facciamo noi per cambiare?”.

La Pina come al solito non proferiva una parola, ascoltava e rimaneva in silenzio. Ogni notte pregava di non essere mangiata da Jabar.

Il pensiero sul capodanno

Dopo un anno pieno di emozione, d’amore, di conflitti, incontri-scontri, di gioia, di lotta con la vita, ci si ritrova a festeggiare un evento che non esiste. Un tempo dato dagli esseri umani per compiacere i propri desideri!

Si nascondono tremila facce dietro una sbarra di solitudine e la verità si trasforma in un velo di pioggia!

Donne che cucinano per tutta la famiglia, bambini che giocano e ridono, uomini che bevono bicchieri di lussuria, mutande rosse che volano…

Cuori stravolti ,cuori pietosi, cuori delusi, cuori arrabbiati ballano al ritmo della compassione di essi stessi. Un fiume di poesia melanconica finisce in un bicchiere di champagne!

Si viene al mondo da soli e si va via da soli. Hai la conferma di questo quando per tutta la tua vita hai passato il capodanno da “sola”.

Il capodanno è anche una fase di trasformazione, un momento per riflettere su ciò che sei e quale è il tuo scopo qui.

Seduta qui nel frattempo immagino  vortici di poesia che galleggiano sospesi nell’aria, come dolci parole d’amore mai sentite.

Tramonto che ci accarezza il cuore come un sospiro di un anima senza nome. Un bicchiere di tè sulle labbra da cui un bacio se ne andò.

Oh cuore mio ,che dire? Che fare? Il cerchio si ristringe nel mio sguardo! E pur non volendo sento un cantico angelico nell’anima…

Calano in me il silenzio del cielo e le urla dell’inferno. E’ tempo di fare i conti; è arrivata l’ora degli avvenimenti che son già passati nei miei dolci e tristi occhi….

Arranhos

( Quod scripsi, scripsi)

 Arranhos

 “Quebra-se o corpo

Deixa-se de bater o coraçao

Apaga-se a mente,

E a alma voa no catalizador das mentiras”

As mudanças foram quebradas com os pensamentos dos idiotas. Os miudos quebraram os seus juramentos com os sons do batuque e o senhor Joaquim foi comprar o calor do sistema, assim o que nos resta é aquela juventude dos palhaços.

Os gritos das almas penadas foram ao mar dos idiotas, e as panelas da senhora Joana Seresma foram despertar os sentimentos dos vagabundos.

E o pior é que sem querer o meu coraçao parou no centro do egoismo das palavras vazias. Fui dar de comer aos pobres de almas e a corrente violenta das ondas do sistema, afastou as minhas emoçoes e acabei por esquecer de dar o recado ao senhor do saber. Qual era o recado? Ja nem me lembro… tudo foi parar nas profundidas do oceano das perdiçoes.

Sistema doido, sistema dos idiotas, sistema da não verdade. Està tudo completamente doido. Qual é a verdade para nòs seres de um sistema doido? A verdade já não existe mais… està tudo doido.

E a razao, se exister alguma, é para os idiotas que vivem num universo de cores.

E aonde foi parar a nossa cosciença? A nossa humanidade? O nosso ser? A nossa coragem?…. no lixo!

O sexo é a onda dos mais espertos! Ou és bom para a apanhar as ondas ou estas’ fodido meu! Quem quer emoçoes fortes, tem que as comprar! O preço pode subir ou descer, depende do mercado.

Corre, corre, corre que o sistema anda atràs de ti. Nao olhar para atras….é proibido! Nao olhar para à frente porque é proibido! Nao pensar no que andas a fazer porque é proibido! Pensar faz mal! Parar é perder dinheiro! Money, money… foi o pacto perfeito que o homem fiz com o Diabo.

Tudo é um continuo movimento neste planeta de emoçoes! Não existe nem cores e nem sabores, mas somente aquela recordaçao de uma existencia la fora. Ter que aceitar algo é deixar de combater, porém podes sempre reconhecer que tudo já foi escrito.

Acorda que o galo já cantou e o porco já atravesou a estrada… ai que dor de cabeças! Onde estao os meus problemos? Debaixo do travesseiro…. quem importa?

E a vida começa para os idiotas do sistema dos psicadelicos.

E nesta dança de sòis caem estrelas nesta terra arida. Corpos mutilados do egoismo, da tentaçao e da ignorancia… e nos arredores deste sistema a alma ficou bebada.

Perdi a capacidade de falar, de explicar e de compreender.

E boommmm… dois colpes e um corpo parado no ar, no sistema dos parasitas; a alma já ca não esta’ . Tudo è silencio e escuridao.

Quem fui eu? Onde nasci? Onde vivi? Para aonde estou indo? Quantas perguntas!!!

Epa, o meu amigo esta’ de volta! Ele esta’ aqui comigo, consigo sentir o seu cheiro. Cheiro de mentiras, de corrupçoes, de sangue quente e de tentaçao.

Vou ter que falar, ele não gosta de silencio mas falta-me a vontade. Preciso de um cigarro para não sentir o seu cheiro e de um copo de vinho para esconder as minhas verdadeiras emoçoes. Este gajo é doido!

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