Guarda Cabeça! La notte del settimo giorno: il neonato e la strega

Leggende, tradizioni, paesaggi e sogni: storie di fantasmi e storie di streghe

Premessa:

Ci sono racconti e tradizioni a Capo Verde che fanno parte della nostra identità culturale. Purtroppo oggi iniziano a scomparire con la modernizzazione e con la scoperta sempre di più del mondo tecnologico.

La notte del settimo giorno: il neonato e la strega

La prima settimana del neonato è cruciale per la sua sopravvivenza, soprattutto nella notte del settimo giorno. Quella notte il neonato doveva essere protetto e vi erano prese tutte le precauzioni: sale e aglio. Era la notte dove le streghe mangiavano i neonati. As bruxas (le streghe) quando sentivano l’odore del neonato diventavano frenetiche, affamate e cattive.

Il giorno della nascita del bambino/a era buon costume lanciare del sale sul tetto della casa, così si allontanavano le streghe. Era consuetudine chiamare una “Curandera” per effettuare il rituale, infatti dopo il travaglio lei andava in casa del neonato.

Appena entrava in casa iniziava a pregare, controllava ogni angolo della casa, nessun spiffero ci doveva essere, poiché le streghe potevano passare attraverso essi. La curandera buttava il sale e l’aglio intorno e sui tetti della casa, sempre pregando e sempre vigile ( le streghe volano senza pelle e il sale era un ottimo rimedio). La curandera faceva sette giri intorno alla casa.

Come sappiamo, il gatto nero sin dai tempi antichi è un compagno fedele delle streghe (così dicono e raccontano). Dunque, appena si avvicinava un gatto alla casa o si sentiva un miagolio, subito i presenti iniziavano a pregare, scongiuri e volavano manciate di sale qua e là.

Con il pollice chiuso tra le quattro dita puntato verso il gatto, la curandera iniziava: “Passa via, sfiga sinistra, torcia fantoccio, sterco di gatto nero”* oppure “ Sfiga mancina, Spagna beldroega**, testa verso il mare e coda per terra…”.

Povero gatto! Nel caso fosse preso, riceveva tante di quelle bastonate fino alla sua morte. Bastonavano sia il gatto che la sua ombra.

La notte del settimo giorno nessuno dormiva, tutti rimanevano intorno alla culla del neonato fino all’alba. Durante la veglia e per aiutare i presenti a non addormentarsi vi erano cibo, musica e bevande.

Il giorno successivo se tra i presenti uno di loro si fosse ammalato o fosse morto, allora era una strega. Se in uno delle orecchie del neonato vi presentasse un piccolo foro, la strega l’aveva “assaggiato” o “mangiato”.

Dicono che sono stata “mangiata” da una strega e forse ho una gamba più corta dall’altra, ma questo è un altro racconto.

*L’Isola Fantastica di Germano Almeida.

** Beldroega: pedigree o portulaca oleracea

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Nevica a Genova

Vabbè nevica a Genova in pieno mese di aprile!!!🥶🥶🥶❄❄❄❄ Il tempo, la stagione tutti impazziti. 😅😅😅

7 aprile nevica a Genova

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Facciamo un giro virtuale a Noli?

Oggi vi presento Noli:

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Roberto Duarte Silva, il chimico di Santo Antão

Roberto Duarte Silva

Roberto Duarte Silva nacque il 25 febbraio del 1837 a Ribeira Grande, Santo Antão. Figlio di Francisco José Duarte e Matilde da Silva Feijòo. Il suo bisnonno, Joao da Silva Feijòo, originario di Rio de Janeiro, fu segretario del Governo di Capo Verde, un naturalista e sicuramente gli trasmesse la passione per la scienza e per la ricerca.

Roberto Duarte Silva fu un noto chimico capoverdiano, specializzò nella chimica organica. All’età di dieci anni iniziò a lavorare come apprendista nella farmacia di Almeida Rhino a Ribeira Grande. Suo padre morì quando aveva solo quattordici anni, una perdita che gli causò grande dolore e frustrazione.

All’età di diciassette anni partì per Lisbona grazie all’aiuto del suo dottore di lavoro, Almeida Rhino. A Lisbona lavorò alla farmacia Azevedo e studiò sotto la guida del farmaceutico Joao de Sousa Teles.

Il 21 marzo del 1857 si diplomò come farmacista nella Scuola Medico Chirurgica a Lisbona. Nello stesso anno sua madre morì a causa dell’epidemia di colerà che colpì duramente quell’anno l’arcipelago.

Roberto Duarte Silva dedicò tutta la sua vita alla scienza, visse anche a Macao, ad Hong-Kong e a Parigi.

Ad Hong Kong aprì la sua prima farmacia. Dopo la guerra della Crimea, alla fine del 1850, fu inviata una spedizione congiunta franco-britannica e Silva fu nominato fornitore ufficiale del corpo di spedizione francese. Dopo questa esperienza, nel 1862, si trasferì a Parigi.

Nel 1863 iniziò a frequentare le lezioni di AdolpheWurtz, Henri Sainte-Claire Deville, Marcelin Berthelot e Jerome Balard. Con una licenza in fisica, divenne uno studente di ricerca di Wurtz e nel 1867 pubblicò il suo primo articolo “Amylamines”:

La ricerca iniziale di Silva fu dedicata soprattutto alla preparazione di amilamina (o amilammina). Seguendo la procedura di Wurtz, decompose “cyanate et cyanurate de amyle” con idrossido di potassio, ottenendo così una miscela di tre ammine. Secondo Friedel, il biografo più affidabile di Silva, prima del lavoro del chimico capoverdiano la produzione di ammine secondarie e terziarie in questa particolare reazione era sfuggita alle osservazioni dei chimici.

Dal 1882 fino alla sua morte insegnò chimica analitica all’Ecole des Mines de Paris (ora si chiama Mines Paris Tech), all’Ecole Centrale des Arts e Manufactures (Ecole centrale de Paris) e all’Ecole Superieure de physique et de chimie industrial de la ville de Paris.

Fu professore di chimica di Charles Lepierre.

A Duarte Silva fu conferito il Premio Jecker (Prix Jecker) dall’Accademia delle scienze francese nel 1885. Nel 1887 divenne presidente della Société Chimique de France.

Nonostante la distanza che gli separava dalla sua terra madre non dimenticò le sue origini. Otto giorni prima di morire scrisse una lettera al suo unico fratello, il suo desiderio fu di avere una proprietà nella sua amata isola: “… volevo avere alberi di arancio, alcuni alberi di caffè, molti banani, ecc., che mi ricordassero una piccola parte della mia infanzia”.

Morì il 9 febbraio del 1889 a Parigi, affetto di una terribile malattia allo stomaco e al polmone sinistro.

Curiosità:

La scuola di Ribeira Grande porta il suo nome;

La banconota capoverdiana di 500 escudos è dedica a lui

A Lisbona c’è una strada a Sao Domingos de Benfica che porta il suo nome.

Bibliografia:

FRAGATA, Revista de Bordo da TACV- CABO VERDE AIRLINES- N°11-Julho 1996

4th International Conference on History of Chemistry, Communication in Chemestry in Europe across Borders and across Generations, 3-7 September 2003 Budapest, Hungary

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Facciamo un giro virtuale ad Assisi?

Oggi vi presento: Assisi!

Assisi

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Visita al Santuario Nostra Signora della Guardia

Oggi vi presento il Santuario della Nostra Signora della Guardia. Il santuario rimane sulla cima del monte Figogna, nei pressi di Genova.

E’ stata un visita piacevole, serena e armoniosa. Sono sempre stata scettica su determinati luoghi di culto, però oggi ho provato una sensazione di pace e di felicità. Era tutto perfetto e il silenzio regnava!

Vi lascio con alcuni scatti:

Santuario della Nostra Signora della Guardia.

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Torretta di Quezzi a Genova

Restando “chiusi” nelle proprie città e paesi abbiamo avuto modo di conoscere ciò che è intorno a noi.

Senz’altro questa pandemia ci ha fatto scoprire ciò che abbiamo vicino o intorno a noi. Oggi vi presento Torretta di Quezzi con vista panoramica sulla città.

La torretta di Quezzi o Torre Quezzi fu costruita tra il 1818 e il 1823. L’idea iniziale era di costruite 12 di queste torrette sulla collina di Quezzi fino ad arivare a Monte Fasce, però il progetto fu poi abbandonato.

Oggi è possibile fare della camminate lungo il sentiero e ammirare alcune quartieri della città (Sant’Eusebio, Quezzi, Marassi, Apparizione, San Gottardo e Molassana) e anche il mare.

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

Oggi andiamo a Certosa, Genova!

Vi presento i MURALES DI CERTOSA.

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)

È arrivata l’oscurità a Genova, la Caligo!

Tra le nebbie del mare arrivò Caronte per trasportare le anime.

Dal mare udiamo le navi suonare le sirene, tutto è confuso. Città superba, città dannata.

Oggi tutti scatenati sui social (Facebook😛📖, Instagram) per Caligo. Tantissimi foto e video.

Un fenomeno che accade, tra la fine dell’inverno e la primavera. Impressionante, tutto viene avvolto dalla nebbia.

Già nel primo pomeriggio diverse segnalazioni da Rapallo, Sestri Levante e Portofino per poi arrivare nel tardo pomeriggio a Genova.

La Caligo o il Caligo si forma con l’aria calda della superficie e quella marina fredda, dando origine a una nebbia fitta.

Sandra Andrade

(Frammenti di una Capoverdiana)