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Frammenti di una Capoverdiana

Viaggi e Racconti

Le mie utopie

L’immaginazione è pazzesca! Credo che il potere più potente che l’essere umano ha, è proprio l’immaginazione. Dal greco antico immaginazione è Eikasia, che significa la capacità di pensare. Se prendiamo un dizionario qualunque, troveremo che l’immaginazione (s.f.) significa inventiva, fantasia, ispirazione, creatività, talento, genialità/invenzione, illusione, visione, utopia, immagine, fantasticheria, allucinazione, chimera.

Perché ho scritto questa piccola introduzione? Volevo condividere con voi le mie fantasie o piccole utopie prima di venire in Italia. Tra i 14 e 15 anni sapevo già che sarei venuta in Italia finito i miei studi superiori. Il “programma” dei miei genitori dopo il diploma era portarmi qui per fare la facoltà di Economia e Commercio … cosa che non è successa, ma questa è un altro racconto.

Quando ero a Capo Verde immaginavo di trovare e di non trovare in Italia:

  • La polvere! Speravo di non trovare la polvere, ogni volta che dovevo spolverare qualche mobile per me, era un incubo. Era un compito che non mi piaceva proprio e dicevo a mia nonna: “Quando andrò in Italia non spolverò più, perché lì non c’è la polvere”. Lei rideva e mi diceva che non era così. Beh, in effetti aveva ragione e sapete così vi dico? Qui c’è più polvere dovuto allo smog e continuo ad odiarla.
  • Un cinghiale! Uno dei miei sogni era vedere un cinghiale, non avevo incontrato uno mai in vita mai. Speravo anche di vederlo con un orecchino nel naso hahahahhaha. Ora ne vedo tantissimi tutti giorni nel fiume Bisagno, famigliole di 10/15 membri.
  • Scala mobile! Prendere la scala mobile, salire e scendere tutti giorni magari fare anche una sfilata, capelli al vento, la gente che mi guardi, vestita bene. In realtà non mi può fregare più di tanto e se posso evito di salirci sopra.
  • Poeti e artisti! Sapendo un po’ di storia italiana, speravo di trovare gente per strada a declamare poesie, persone a parlare di letteratura, d’arte, di filosofia, di religione ecc. Purtroppo non è stato così, per me Italia è caduta in un abisso profondo grazie alle varie politiche adottate fino ai giorni nostri.
  • Vedere il tramonto dopo le ventuno, a Capo Verde questo non accade mai.
  • Prendere il treno e innamorarmi di qualcuno! Immaginavo una scena romantica del tipo: bacio, pianto e fazzolettino bianco dal finestrino.
  • Mangiare carne! Ero stufa di mangiare sempre pesce, volevo mangiare la carne…ora mi manca così tanto il pesce.  

L’immaginazione ci porta a viaggiare in un mondo di colori e di tante sfumature.

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Conoscere…Italia: Forte dei Marmi e l'Outlet di Brugnato!

Una gita a Forte dei Marmi e all’Outlet di Brugnato

A volte basta poco per uscire dalla solita routine. Spesso ci lamentiamo della nostra vita quotidiana,  è tutto monotono, che non succede mai niente, del tempo poco tempo a nostra disposizione, si lavora tanto e siamo sempre a pagare le bollette e così via. Non cerchiamo di guardare se c’è una minima possibilità di fare un piccola gita.

Forte dei Marmi è una località marittima e di villeggiatura, infatti, mentre cammini per strada, è possibile scorgere tantissime villette, alberghi e appartamenti chiusi pronti a essere riempiti nei mesi primaverili e soprattutto estivi.

Partendo da Piazza della Vittoria, Genova, con un viaggio organizzato dall’agenzia di viaggi  “Praga Viaggi” alle ore 7.30 siamo arrivati a Forte dei Marmi alle ore 10. 15. Ci siamo fermati solo due volte: la prima volta per prendere delle persone a Genova Nervi poco prima d’imboccare l’autostrada e la seconda volta in un Autogrill. A parte le variazioni e restringimenti di careggiate in autostrada causa lavori di manutenzioni che ci hanno rallentato un po’, il viaggio è andato bene.  La nostra guida era una ragazza molto gentile e disponibile.

Arrivati a Forte dei Marmi siamo andati al mercato, “Boutique al cielo aperto”  del made in Italy come spesso viene chiamato.  Con oltre 200 bancarelle in piazza Marconi è possibile acquistare prodotti di ottima qualità e i prezzi sono accessibili per ogni portafoglio. Spesso ho sentito dire che il prodotto costava tanto e in verità tutti noi possiamo comprare qualcosa, quindi non fatevi spaventare e quando avete un’occasione, fate un giro… merita davvero!

Passando da Piazza Garibaldi si può trovare ristoranti (per chi volesse mangiare) e si arriva alla chiesa dei Sant’Ermete che è il principale culto cattolico di Forte dei Marmi. Girando si possono trovare tanti negozi di alta moda, Max Mara, Moncler, Gucci e via… ovviamente non sono i miei negozi ahahahahah sia per via dei soldi e perché mi dispiacerebbe “buttare” dei soldi in una borsa da 600 euro…sinceramente preferisco viaggiare. E dunque non mi soffermo a guardare, passo dritta e velocemente.

Vi consiglio di andare a mangiare al ristorante “ Pesce Baracca” in via Achille Franceschi. Pesce fresco e ottimo, il personale gentile e disponibile, ambiente tranquillo e il servizio è ottimo.

Alle ore 14.30 siamo partiti direzione Outlet di Brugnato. Piccolo, facile da girare rimane nel Val di Vara vicino alle Cinque Terre. E’ possibile raggiungerlo anche con la NAVETTA GRATUITO da Genova, andando sul sito si può trovare il numero o scaricare il modo per la prenotazione della navetta (https://www.shopinnbrugnato5terre.it/il-villaggio/i-servizi/servizio-navetta/).

Alle 19.30 eravamo in piazza della Vittoria, tutti contenti e soddisfatti della nostra piccola gita.

Curiosità: Avete mai notato, sull’A12, una casa con un punto interrogativo prima di arrivare a Brugnato venendo da Spezia direzione Genova ? La casa con il punto interrogativo, conosciuta anche come la casa del “perché” rimane nel paesino Cavanella di Vara.  Sapevate che c’è una storia dietro? Anzi io ne ho sentite ben due storielle:

  1. La prima storia è: Dicono che la casa apparteneva a un uomo emigrato in Scozia che fece fortuna come gelataio. Fece ritorno al suo paesino per vivere serenamente i suoi ultimi giorni di vita con sua moglie e il suo figlio. Poco dopo la moglie si ammalò e morì, il figlio perse la vita in un incidente e lui nel suo dolore iniziò a perdere la vista. Così fece dipingere sulla facciata di quella casa un enorme punto interrogativo: “ Perché mi è successo tutto questo?”, “ Perché di un destino così crudele?”. Nel testamento lasciato ai parenti, il punto interrogativo sarebbe dovuto rimanere lì per sempre.
  2. La seconda storia: In quella casa abitava un uomo che una sera scese per andare ad un ballo in un altro paesino vicino. Arrivato al ballo, conobbe una bella ragazza, fu amore a prima vista.  Ballarono per tutta la sera e la notte. Lei poi se ne andò alle prime luci dell’alba e l’uomo fece ritorno a casa sua. Lui non riusciva a dimenticarlo, così il giorno stesso ritornò al paesino del ballo. Cercò la ragazza, chiese agli abitanti e nessuno aveva mai visto o sentito parlare di quella ragazza. Così per giorni e giorni lui continuò a cercare la ragazza… e nessuno l’aveva mai visto, neanche negli altri paesini vicini. Disperato cade in agonia, in depressione e così  fece dipingere sulla facciata di quella casa un enorme punto interrogativo: “ Ma perché non riesco a trovarla?” .

Conoscere…Italia: Alagna Valsesia!

Alagna o Lagna Valsesia è un piccolo paese dell’alta Valsesia in Piemonte.  Situato nella parte versante meridionale del Monte Rosa è il paradiso del fuoripista, il Freeride.  Nel XVIII secolo la valle alpina fu colonizzata dai Walser, una popolazione di origine germanica. Secondo la tradizione, il paese è stato fondato da un certo Enrico Staufacher.

Il suo centro storico con le sue casette di legno nordiche emerse nella neve, mi ha fatto vivere una giornata magica e rilassante.

Da visitare:

  • La chieda di San Giovanni Battista, 1511
  • Il castello o domus lapidea di Alagna
  • La Casa d’Henricis
  • Lo storico hotel Monte Rosa Guglielmina
  • Il museo Walser

Conoscere…Liguria: Cervo

Cervo è uno dei borghi più belli dell’Italia nel ponente ligure. Qualche tempo fa mi è capitato di visitare questo  paesino arroccato sul golfo di Diano Marina e sono rimasta affascinata di tanta bellezza e cultura. Il nome Cervo deriva dalla parola latina “Servo” e significa “offrire servizio”.

Si può ammirare dall’alto un paesaggio marino che si estende per delle colline verdeggianti e floreali, ed allo stesso tempo il viaggiatore può camminare tra vicoli medievali che s’intrecciano tra loro in una simmetria perfetta. Percorrendo la salita al castello si arriva al centro storico che ci porta non solo alla scoperta di palazzi storici ma anche di piccoli negozi, botteghe, ristoranti e pub.

Da visitare:

  • Chiesa di San Giovanni Battista, chiamata anche la chiesa dei corallini perché fu costruita tra il XVII e il XVIII dai pescatori di coralli.
  • Il castello di Cervo o dei Clavesana, sede del museo Etnografico del Ponente Ligure.
  • Torre del Capo o di Sant’Antonio
  • Palazzo di Simoni- Pulin (XVIII)
  • Altri palazzi: Morchio, del Duca e Viale-Citati.

Ogni anno a Cervo viene consegnato il Premio Letterario Strega e nei mesi estivi Cervo è protagonista del Festival Internazionale di Musica da Camera.

Il Comune di Cervo organizza dei percorsi pedonali collinari molto belli e interessanti (e-mail: cultura@cervo.com )

Happiness

La felicità è sempre nei nostri cuori, a volte basta solo guardare… più nel profondo.

BUS 13

Rulli di tamburi, liberate il Kraken… inizia la storia del bus 13. Una storia che non ha un inizio né una fine. Una storia così folle che io, il narratore, ho paura a comprendere l’esigenza di narrarla. Forse spinto da questi viaggi ricorrenti, ho deciso di condividerla con te, lettore/ lettrice. Ho bisogno di un amico o di un’amica che mi possa capire.

Prima di leggere questo racconto prega… recita qualche preghiera per la tua anima. Perché dopo che leggerai questa mia triste storia, piangerai per notti e diventerai il mio compagno/a di viaggio.

Non molto lontano dalla terra, esiste un pianeta di esseri folli con paesi senza nomi, città senza regole e strade senza semafori che di notte vengono illuminate dalle lucciole.

In una città senza nome, c’è un autobus chiamato Bus 13. Ogni sera è posseduto da esseri senza volti che camminano sul fuoco.

Spesso accade di ritrovarmi a “viaggiare” su questo bus dei dannati, dove il senso del pudore è andato a nascondersi dietro il sedere di un asino, dove il rispetto si è perso nel gioco “Girotondo” e dove la bellezza degli esseri si è spenta per sempre.

Sul Bus 13 ho visto gli asini volare e ho sentito il canto della gallina. Credetemi, tutto è possibile su quest’autobus! Caro lettore, cara lettrice anche Caronte ha paura di viaggiare su questo bus, neanche nell’inferno esiste una simile tortura.. una simile follia. Non esiste perdono per i dannati, non esiste compassione per chi ha perso il senso delle vita e soprattutto per chi ha dimenticato di esistere. Esseri senza fede, senza sapienza e senz’amore!  Cuori selvaggi!

Eh, quante volte ho chiesto il loro “intervento”???!!! Sono scesa anche agli inferì, ma nessuno è risalito con me!!!

Ho attraversato i sette cieli e l’aiuto mi fu negato, ho guardato l’orizzonte per due mille anni nella speranza di trovare una risposta a questo scempio e, quello che ho visto è stato solo una misera compassione. Con la mia arroganza ho creduto di poter salvarli.

I personaggi del Bus 13 sono unici, tra tanti mi ricordo di questi in particolare: l’uomo della giacca marrone, la donna iena, l’uomo che ride da solo, le anziane con gli occhiali da sole e con la pelliccia, la donna puzzola, la donna cagnolina, uomini di mille spezie, il venditore della polvere bianca, la ragazza nuda, il ragazzo buffone e l’uomo bastone. Gente che va, gente che viene!

L’uomo della giacca marrone, ogni sera puntualmente nella fermata X sale. Non ha un volto, di statura media, orecchie sventole, capelli neri, indossa sempre una giacca marrone e delle scarpe nere lucide; va sempre avanti e indietro sull’autobus. Quando passa, lascia una scia di sconforto nelle anime delle persone e sotto le sue belle scarpe nere brucia un fuoco lento di tristezza.

La donna iena, quando salgo sul bus 13 è già seduta sul posto X. Cerca di parlare con tutti, ma nessuno le risponde, ha metà faccia bruciata (dicono che ha ammazzato le sue piccole creature). Di statura media, capelli neri e bianchi, mani corte, labbra velenose, quando apre la bocca, esce il fuoco del peccato, questa donna fa parte del club dell’ignoranza e la sua risata spaventa anche i demoni.

L’uomo che ride da solo, sale quasi alla fine della corsia e non parla. Ride, ride, ride… un sorriso malizioso, frenetico e triste. Quando lo guardi, il tuo cuore si ferma per tre secondi giusto il tempo per farti desiderare la morte. Statura bassa, occhi piccoli, bocca tagliente ed è senza orecchie. Le sue mani sembrano che abbiano scavato le fosse e il suo tocco ti congela. Non si siede, di solito, sta in piede e si sposta di continuo alla ricerca di una preda nuova… lui desidera la carne fresca.

Le anziane con gli occhiali da sole e con la pelliccia, cosa c’è di peggio al mondo quando le comari s’incontro? Quando si siedono e iniziano a raccontare le vite degli altri? Quando passi vicino a lei, senti un freddo gelido attraversarti la schiena così velocemente che hai tempo solo per un respiro di consolazione! Queste due anziane hanno la pelliccia fatta dalla pelle umana, uccisero i loro mariti con le parole. Così sono chiamate le donne che sputano sentenze.

La donna puzzola, un vero mostro che condanna gli esseri alla brama del sangue. La sua puzza si sente da ovest a est (se esistono in questo mondo ). Un abominio dell’esistenza universale! Invece delle braccia ha due ali nere. Occhi azzurri come il ghiaccio, mani bianche ( si vede il sangue scorrere tra le sue dita), capelli lunghi fino ai suoi zoccoli (non ha piedi). Si veste sempre di nero e indossa sempre un cappello rosso con la scritta “Die for me”.

Eh caro lettore la creazione perfetta qui non esiste, tutti incompleti, imperfetti… qui non c’è nel bene e nel male; non c’è una via di mezzo, non esiste il bianco o il nero. Qui non c’è una realtà! Su questo bus tutto può accadere, ho visto cadaveri passarmi davanti e “loro” che li mangiavano. Esiste solo l’oscurità.

La donna cagnolina.. metà donna, metà cane. E’ la regina dei dannati! E’ lei quella che comanda questa mandria di squilibrati, di esseri (se così li possa definire). Ha un sorriso diabolico… in sostanza senza denti nella bocca, forse le sono rimaste giusto quattro che le danno quel tocco di malvagità. La sua testa gira da sinistra a destra, e spesso capita che giri tutto all’indietro. Oh credimi quando ti dico che è la regina del male. Ogni notte va a caccia di un bambino per mangiare; attraversa i mondi alla ricerca di bambini neonati per questo ti chiedo e t’imploro di fare al settimo giorno, dopo la nascita, la veglia ai tuoi piccoli amori.    

Non voglio descriverla… meno parliamo, meglio è. Ci può sentire, shhhhhh.

Uomini di mille spezie, tre teste in un corpo. Carnagione scura, occhi neri e capelli rossi e lisci. Si siedono sempre in mezzo nel bus. Occupano quasi tutto lo spazio.

Ma chi sta trainando questo bus 13?

Qamar

Murales Casale San Basilio, Roma

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